Tar del Lazio annulla ordine di abbattimento di due cinghiali “domestici” di Bargagli: “Naso e Rosino sono salvi”
- Postato il 16 gennaio 2026
- Copertina
- Di Genova24
- 2 Visualizzazioni

Genova. Il TAR del Lazio, Sezione Terza Quater, richiamando espressamente il valore costituzionale della tutela degli animali e riconoscendoli come esseri senzienti, con la sentenza 202600820 ha annullato l’ordine di abbattimento disposto nei confronti dei due cinghiali che vivono da anni con Giordana Giranti a Bargagli, in provincia di Genova, accogliendo il ricorso promosso da Rifugio Miletta ETS e difeso dall’avvocato Angelita Caruocciolo.
Nel motivare la decisione, il Tribunale ha affermato che la vita dei cinghiali Naso e Rosino ha un valore autonomo che deve essere tutelato, imponendo all’amministrazione una valutazione concreta e proporzionata delle singole situazioni prima di adottare misure irreversibili.
Come ha più volte sottolineato l’avvocato Caruocciolo nel corso di questi anni: “Le amministrazioni pubbliche hanno il dovere di guidare i cittadini, chiarire le situazioni eventualmente controverse e accompagnare verso percorsi di regolarizzazione, prima di ricorrere a misure definitive che incidono in modo irreversibile sulla vita degli animali. Questo è un principio cardine del funzionamento dello Stato di diritto e di ciò che deve orientare l’azione delle pubbliche amministrazioni nell’esercizio dei servizi ai cittadini”.
Nel caso di Naso e Rosino, il Tribunale ha inoltre rilevato l’assenza di un rischio sanitario concreto, anche alla luce delle misure di biosicurezza rafforzate adottate nel tempo grazie all’intervento di Rifugio Miletta, che hanno reso impossibile qualsiasi contatto con altri animali e qualsiasi rischio di diffusione della peste suina africana.
La sentenza del TAR del Lazio mette la parola fine a una vicenda iniziata a giugno 2024, con l’arrivo dei servizi veterinari dell’ASL 3 Liguria a casa della Sig.ra Giranti e la consegna di un provvedimento di abbattimento e distruzione dei due cinghiali motivato con la prevenzione della PSA (Peste suina africana).
La donna aveva accolto Naso e Rosino nel 2022, dopo che erano scampati a una battuta di caccia che li aveva resi orfani, e dopo che si erano rifugiati nel suo giardino. Giranti aveva subito messo in sicurezza la zona per evitare contatti con l’esterno e, contemporaneamente, aveva scritto alla Regione Liguria per chiederne l’affido come animali d’affezione, senza mai ricevere risposta. Fino all’arrivo delle forze dell’ordine e dei servizi veterinari dell’ASL 3 Liguria, probabilmente attivati dalla segnalazione di un vicino.
Dopo l’emissione dell’ordine di abbattimento, Giranti aveva chiesto aiuto a privati e organizzazioni. Rifugio Miletta aveva accolto subito la sua richiesta in difesa di Naso e Rosino: con l’avvocato Angelita Caruocciolo aveva presentato immediatamente ricorso al TAR di Genova contestando la legittimità del provvedimento.
Il 7 giugno 2024 il TAR Liguria aveva accolto la richiesta di sospensiva con decreto monocratico urgente, riconoscendo sia il pregiudizio irreparabile sia la fondatezza del ricorso. A fine giugno, il TAR Liguria aveva declinato la propria competenza territoriale a favore del TAR Lazio, poiché l’ordine di abbattimento si fondava su un’ordinanza commissariale di valore nazionale, impugnata dall’avvocato Caruocciolo. Rifugio Miletta aveva depositato quindi il fascicolo a Roma e reiterato la richiesta cautelare.
Nel novembre 2024 il TAR Lazio, richiamando precedenti analoghi, aveva accolto collegialmente la sospensiva, stabilendo che l’esistenza dei due cinghiali non comportava rischi per la salute pubblica e che le loro vite costituivano un bene irripetibile da tutelare. L’ordinanza aveva quindi sospeso l’abbattimento fino all’udienza di merito l’11 novembre 2025, con lo scopo di valutare la legittimità dell’atto dell’ASL 3 Liguria alla luce della normativa nazionale ed europea.
Nel frattempo Rifugio Miletta aveva proseguito il lavoro di preparazione legale per la discussione finale, continuando a garantire sostegno alla Sig.ra Giranti e alla tutela dei diritti degli animali coinvolti, poiché, come aveva dichiarato fin dall’inizio la fondatrice e presidente Alessandra Motta, “Rifugio Miletta è da sempre impegnata affinché le istituzioni comprendano la necessità di gestire tutte le problematiche che riguardano gli animali, in particolare quelli selvatici, partendo dal presupposto che il diritto alla vita è inalienabile e che appartiene ad ogni essere senziente, oltre i confini della nostra specie”.
Ora ribadisce: “È finita, nell’unico modo giusto: Naso e Rosino sono salvi. Rifugio Miletta non si occupa solo di soccorso e cura degli animali che accogliamo ogni giorno ad Agrate Conturbia (NO), ma porta avanti anche battaglie legali complesse per il riconoscimento del loro diritto alla vita. Ci troviamo spesso a difendere animali dimenticati o stigmatizzati, come i cinghiali, che diventano sacrificabili per divertimento, profitto, paura o ignoranza. Naso e Rosino rappresentano esattamente questo: vite che rischiavano di essere eliminate per una presunta minaccia o per convenienza, quando l’unica cosa da tutelare era la loro esistenza. Questa sentenza afferma che il diritto alla vita non è negoziabile e che ogni essere senziente merita tutela, senza eccezioni; e dimostra che lo Stato di diritto può e deve scegliere la tutela della vita, non la sua eliminazione”.