La storia di tanti luoghi del mondo è plasmata dalla loro posizione geografica, che ne ha determinato lo sviluppo da un punto di vista socio-economico, ma anche politico e culturale. Questo è proprio il caso di Taiwan, l'isola conosciuta anche con il nome di Formosa, che si trova in una posizione strategica lungo la costa orientale dell'Asia, nel cuore dell'Estremo Oriente.
Collocata in un crocevia delle principali rotte commerciali asiatiche, Taiwan si ritrova a ovest la Cina continentale, a est l'immensità del Pacifico che la divide dalla costa occidentale degli Stati Uniti, a nord l'arcipelago giapponese e la Penisola di Corea, a sud l'Indocina e le Filippine con i loro variegati territori.. Fa gola a tutti. Insomma, chi controlla Taiwan può operare commercialmente su alcuni dei più grandi e floridi mercati del mondo. Per questo motivo, sin dall'epoca delle cosiddette "grandi esplorazioni", l'isola dalla forma lunga e stretta è sempre stata oggetto di forti appetiti di conquista. Oggi è nel mirino della Repubblica popolare cinese, che da decenni la rivendica. Ma per capire che cosa sta succedendo e perché, ripartiamo dall'inizio..
QUANDO DIVENNE CINESE. Nel 1644 in Cina il potere imperiale passò nelle mani della nuova dinastia Qing, proveniente dalle selvagge steppe della Manciuria. I nuovi imperatori cinesi misero in campo una politica diversa rispetto a quella dei loro predecessori Ming, che avevano chiuso la Cina al mondo. I Qing volevano espandersi conquistando nuovi territori e puntavano a tenere il più possibile lontani dalla Cina i colonizzatori europei. A Formosa (il nome dato all'isola dai portoghesi che la raggiunsero nel XVI secolo), i Ming avevano stabilito solide basi, strettamente legate alle roccaforti nella provincia del Fujian, da sempre strettamente legata all'isola. Sconfitti nella Cina continentale dai Qing, pur di non vivere sotto il dominio dei nuovi conquistatori migliaia di soldati Ming si trasferirono a Formosa con le loro famiglie. Fu così che, a causa della guerra scoppiata sul continente, ebbe inizio la definitiva "cinesizzazione" di Formosa.
Nel 1683, pur di schiacciare ciò che rimaneva dei loro odiati rivali Ming, i Qing inviarono una poderosa flotta con 21.000 soldati a invadere Formosa. L'attacco ebbe successo e l'isola, nel giro di pochi mesi, venne annessa all'Impero cinese dopo secoli di semi-indipendenza. Taiwan era ormai ufficialmente parte della Cina.
. Provincia arretrata. Spiega Ian Heath, uno dei massimi esperti di storia cinese nell'età moderna: «I Qing furono piuttosto intolleranti nei confronti delle popolazioni aborigene di Formosa e non fecero nulla per stabilire una convivenza pacifica con esse: anzi, si impegnarono a portare avanti una politica di "sostituzione etnica", invitando migliaia e migliaia di coloni cinesi a stabilirsi sull'isolan per creare insediamenti agricoli». La politica di colonizzazione forzata, però, fu un fallimento per i cinesi, che finirono per esercitare un controllo effettivo solo sulle zone costiere; le aree interne continuarono a essere popolate dagli aborigeni che, nel folto della foresta, portarono avanti una resistenza sia attiva che passiva nei confronti dei cinesi. Questi ultimi, ormai rassegnati, a partire dal 1795 smisero di favorire l'insediamento di nuovi coloni sull'isola. Taiwan rimase una delle province più arretrate della Cina per tutta la prima parte del XIX secolo, quando diventò uno dei principali obiettivi dell'espansionismo giapponese nel Pacifico.. Arrivano i giapponesi. Spiega ancora Ian Heath: «Il Giappone, dopo essersi unificato come nazione a seguito della cosiddetta Guerra Boshin (1868-1869), avviò un processo accelerato di modernizzazione e di industrializzazione. Nel giro di pochi anni, i giapponesi si trasformarono da isolazionisti a protagonisti del colonialismo e cominciarono a guardarsi intorno per conquistare nuove risorse naturali». Nel 1877, con il pretesto di vendicare alcuni connazionali uccisi dagli aborigeni dopo essere naufragati a Taiwan, i giapponesi lanciarono una prima spedizione militare contro l'isola. Alcuni anni dopo, nel 1894, l'Impero del Sol levante era abbastanza forte da attaccare il Celeste impero con l'intento di conquistare la Corea.
Nel corso di quella che oggi chiamiamo Prima guerra sinogiapponese, le truppe nipponiche ottennero una brillante serie di vittorie e nel 1895 sbarcarono a Taiwan. Per i giapponesi non fu difficile sconfiggere la debole guarnigione Qing presente sull'isola; fu molto più lungo e complicato, invece, schiacciare la resistenza degli aborigeni che da sempre erano abituati a combattere contro i cinesi utilizzando con successo i metodi della guerriglia. Alla fine, pur di avere la meglio, il Giappone inviò la sua Guardia imperiale, l'élite dell'esercito.. La durezza dell'impero. Una volta diventata parte dell'Impero giapponese, per l'isola iniziò un periodo difficilissimo: i nuovi conquistatori imposero le loro lingua e cultura, massacrarono migliaia di aborigeni, lanciarono l'industrializzazione forzata, cercarono di sostituire i locali con coloni giapponesi e provarono a cancellare ogni legame con la Cina..
NOVECENTO INQUIETO. Nel 1911 l'Impero cinese fu sconvolto dalla rivoluzione che nel giro di poco tempo portò alla caduta dell'ultimo imperatore, alla fine della dinastia Qing e alla nascita della repubblica. Gli anni che seguirono furono caratterizzati da grande instabilità politica e dall'emergere di fazioni e partiti le cui visioni in merito al futuro della Cina erano a dir poco contrastanti. Furono anni di anarchia, caratterizzati da guerre civili molto sanguinose da cui emersero due partiti dominanti: il Partito nazionalista di Chiang Kai-shek e il Partito comunista di Mao Zedong. Nel 1927 scoppiò una lunga guerra tra nazionalisti e comunisti, che si trascinò con alterne vicende fino al 1937, quando la Cina fu invasa dal Giappone durante la Seconda guerra sino-giapponese.
. Seconda guerra mondiale. Nel corso del conflitto, che si inserì nel complesso scenario asiatico della Seconda guerra mondiale, nazionalisti e comunisti misero temporaneamente da parte la loro rivalità per liberare la loro madrepatria dai giapponesi. Con la sconfitta di questi ultimi nel 1945, Taiwan tornò dunque alla Cina, ma nel 1946 lo scontro interno riprese con estrema violenza: i comunisti di Mao, appoggiati dall'Unione Sovietica di Stalin, riuscirono a prevalere e nel 1949 ottennero il controllo di tutta la Cina continentale.. Indipendenza. Chiang Kai-shek e i nazionalisti, sconfitti, non ebbero altra scelta se non quella di rifugiarsi sull'isola di Taiwan per stabilirvi un loro governo autonomo al fine di continuare la resistenza. A partire dal 1949, Taiwan diventò così uno Stato indipendente noto come Repubblica cinese, detta anche "Cina nazionalista". La Cina continentale, controllata da Mao, divenne la Repubblica popolare cinese, o "Cina comunista".Alla morte di Chiang Kai-shek (1975), i rapporti tra le "due Cine" ritornarono estremamente tesi. Come sottolinea Ian Heath, «i nazionalisti avevano l'ambizione, in futuro, di riconquistare la Cina continentale utilizzando Taiwan come punto di partenza; i comunisti, invece, volevano a tutti i costi completare la riunificazione del territorio nazionale conquistando anche Formosa».
Gabriele Esposito.