“Taglio del peso? I danni a lungo termine non sono ancora arrivati, il conto verrà pagato in futuro”
- Postato il 29 novembre 2025
- Sport
- Di Il Fatto Quotidiano
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Da decenni il professor Mario Ireneo Sturla è un punto di riferimento nel settore medico della boxe mondiale, ricoprendo ruoli come Coordinatore Sanitario Nazionale FPI, Presidente della Commissione Nazionale Studi e Ricerche FPI, Presidente della Commissione Medica Europea EBU e Chairman della Commissione Medica Mondiale WBC. Il professore è stato a bordo ring in centinaia di titoli mondiali. È impegnato a livello scientifico nella lotta contro il taglio del peso, la pratica in cui l’atleta riduce, di solito molto rapidamente, il proprio peso corporeo per rientrare in una determinata categoria il giorno della pesatura ufficiale. Dopo il peso, nelle 24-36 ore che precedono il match, l’atleta si reidrata e si rifocilla, salendo di peso, anche di 10 kg.
Quando è arrivata questa pratica in Italia?
Il taglio del peso in Italia, pratica importata dall’MMA, è arrivato a cavallo tra il 2019 e il 2020. Hanno dunque iniziato a farlo i pugili di quest’ultima generazione; molti sono ancora in attività. I danni a lungo termine non sono ancora arrivati: il conto purtroppo verrà pagato in futuro.
Riesce a farlo capire ai pugili?
Ai pugili prima parlo con la scienza, l’unico luogo che non permette la democrazia: o sai o non sai. Poi cerco di semplificare il concetto: ‘Attenzione che ti stai rovinando i reni, il fegato e il cervello per due volte può andarti bene, ma la terza può essere fatale’. Nel cervello favorisce stati commotivi, emorragie cerebrali, emorragie subaracnoidee, ematomi sottodurali ed encefalopatia cronica.
Quale altro tasto può essere toccato perché un pugile lo capisca?
Per esempio che il taglio del peso sul ring è controproducente: la performance diminuisce del 20% con una perdita di liquidi del 2%.
Viste le condizioni in cui si presentano alcuni pugili sul ring e alcune foto e video che appaiono sui social nella fase pre-cerimonia del peso, la sua battaglia sembrerebbe ancora lontana dall’essere vinta. Cosa ha bisogno il mondo del pugilato?
Nella boxe servono medici specializzati e onesti che lavorino per la tutela della salute del pugile e che non si stanchino di sensibilizzare tutti gli addetti ai lavori sui fattori di rischio legati al gesto atletico.
Cosa deve fare il medico?
Il piano dietetico per un pugile deve essere fatto solo da medici specializzati ed esperti, non da biologi nutrizionisti, i quali non possono conoscere in maniera approfondita tutte le patologie che un medico ha studiato.
E poi?
Il medico inoltre deve scegliere la categoria di peso ideale anche per i giovani. Una volta ce n’erano meno; erano 8 quando ho iniziato io. Paradossalmente, nello squilibrio degli sbalzi di categoria c’era un equilibrio maggiore: la maggiore differenza di peso tra una categoria e la successiva rendeva difficile il passaggio da una a un’altra.
Un tempo come funzionava?
Una volta si usavano le saune e tute di gomma, ma idealmente il pugile non dovrebbe allenarsi nemmeno così e, ovviamente, senza diuretici che oggi sono giustamente considerati doping. Il pugile ideale dovrebbe allenarsi esclusivamente in pantaloncini e a torso nudo poiché spesso si confonde la perdita di peso con la disidratazione.
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