SUV nel traffico, supercar in garage: le auto quotidiane dei piloti di F1

  • Postato il 25 marzo 2026
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  • Di F1ingenerale
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Perché il paddock guida SUV compatti

Un pilota di F1 trascorre circa 200 giorni l’anno fuori casa tra gare, test, impegni sponsor e sessioni di allenamento in strutture sparse tra Europa e Medio Oriente. In questo contesto, il mezzo quotidiano deve fare cose specifiche: parcheggiare nei box degli hotel, caricare borse e attrezzatura, muoversi nel traffico di Monaco o Barcellona senza richiamare attenzione. George Russell è stato fotografato più volte su una Mercedes GLA nei giorni di trasferta. Carlos Sainz, nel periodo Ferrari, usava sistematicamente SUV del marchio per gli spostamenti ordinari. Kimi Räikkönen, che non ha mai mostrato interesse per l’immagine pubblica, finiva spesso su crossover compatti e anonimi.

C’è anche un tema contrattuale. I piloti legati ai costruttori hanno obblighi di visibilità che orientano la scelta, ma anche dentro quei vincoli i SUV premium di segmento compatto restano la soluzione più pratica: alta qualità costruttiva, neutralità visiva, dimensioni gestibili. Sul segmento specifico, la pagina BMW X1 usata (esempio) su ByMyCar offre una panoramica delle versioni e degli allestimenti disponibili nel mercato, utile per capire le configurazioni reali che circolano in questo segmento.

Esempio pratico: come leggere un annuncio

Prendendo come riferimento la BMW x1 usata (esempio) su Bymycar.it, si può osservare come variano allestimento, anno e chilometraggio tra le unità disponibili nello stesso modello, esattamente il tipo di confronto utile per capire cosa rende certi SUV compatti più presenti nei garage quotidiani rispetto ad altri segmenti.

Le eccezioni, e cosa dicono del resto

Esistono casi opposti, e vale citarli con precisione. Leclerc ha una Ferrari 488 Pista Spider personalizzata per le uscite pubbliche a Monaco. Verstappen ha avuto in garage una Aston Martin Valkyrie e una Honda NSX, oltre ad auto legate ai partner Red Bull. Hamilton colleziona da anni: la sua stalla privata include una Pagani Zonda e una McLaren P1. Sono i mezzi da esibizione, o da pista stradale nelle rare giornate libere, non quello da aeroporto alle 7 di mattina con il volo per Silverstone.

La distinzione dice qualcosa di preciso su come i piloti di vertice separano gli strumenti professionali dalla mobilità quotidiana. L’Automobile Club d’Italia, che organizza il GP di Monza ed è attivo sulla sicurezza stradale, ha sottolineato in più occasioni come i professionisti del motorsport tendano ad avere comportamenti di guida ordinaria più disciplinati di quanto il pubblico si aspetti: la consapevolezza del rischio acquisita in pista si trasferisce anche fuori. Un pilota che conosce i limiti fisici dell’auto a 300 km/h di solito non ha bisogno di metterli alla prova nel traffico cittadino.

Il risultato è che il garage reale di un pilota di F1 assomiglia spesso a quello di un manager d’azienda che viaggia molto: un mezzo affidabile e discreto per gli spostamenti quotidiani, e qualcosa di più estremo che esce raramente. Segui gli approfondimenti sulla vita fuori dal circuito dei piloti nella sezione F1 di F1INGENERALE.

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