Stretta dell’UE sugli acquisti low cost: da luglio 2026 tassa da 3 euro sui piccoli pacchi
- Postato il 18 febbraio 2026
- Economia
- Di Quotidiano Piemontese
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PIEMONTE – Ammettiamolo: tutti abbiamo fatto almeno un acquisto su un e-commerce low cost. Ma dal 1° luglio 2026 le spese per gli acquisti da piattaforme extra UE potrebbero aumentare.
Il Consiglio dell’Unione europea ha approvato in via definitiva le nuove regole doganali sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra UE, intervenendo sul boom dell’e-commerce internazionale. La riforma elimina l’esenzione dai dazi sotto i 150 euro, con l’obiettivo di tutelare le imprese europee e rafforzare la sicurezza del mercato unico.
Stop all’esenzione sotto i 150 euro: cosa cambia
Finora i pacchi sotto i 150 euro potevano entrare nell’UE senza pagare dazi doganali. Con il nuovo accordo, invece:
- viene abolita l’esenzione doganale sotto i 150 euro
- tutte le merci importate saranno soggette a dazi UE
- l’applicazione piena scatterà con il nuovo hub dati doganale europeo previsto per il 2028
Secondo le istituzioni europee la misura serve a riequilibrare la concorrenza rispetto ai venditori extra UE.
Dazio forfettario di 3 euro dal 1° luglio 2026
In attesa dell’hub digitale, è prevista una fase transitoria.
Dal 1° luglio 2026 al 1° luglio 2028:
- sarà applicato un dazio forfettario di 3 euro
- il contributo sarà calcolato per ogni categoria di articolo nel pacco
- le categorie saranno determinate in base alle sotto-voci tariffarie doganali
Cosa significa?
Ad esempio, se un pacco contiene:
- 1 camicetta in seta
- 2 camicette in lana
Seta e lana rientrano in due categorie diverse: si pagheranno 6 euro di dazi (3 € + 3 €).
Il sistema potrà essere prorogato oltre il 2028 se necessario.
Impatto economico: più entrate per UE e Stati membri
I dazi doganali rappresentano una risorsa propria tradizionale dell’Unione europea e una parte delle somme resta agli Stati membri per coprire i costi di riscossione.
Secondo la Commissione europea, il nuovo sistema:
- rafforzerà il bilancio dell’UE
- sosterrà le finanze pubbliche nazionali
- migliorerà l’equità competitiva nel mercato interno
La misura è distinta dalla proposta di una futura “tassa di gestione”, ancora in discussione nel quadro della riforma doganale.
Il boom dell’e-commerce e l’aumento dei pacchi dalla Cina
I dati spiegano l’urgenza dell’intervento:
- dal 2022 il volume dei piccoli pacchi diretti nell’UE raddoppia ogni anno
- nel 2024 sono entrati 4,6 miliardi di pacchi
- il 91% delle spedizioni proviene dalla Cina
Un flusso che ha messo sotto pressione i sistemi doganali nazionali, evidenziando la necessità di una riforma strutturale e digitale.
La riforma doganale UE e il nuovo hub dati europeo
Le nuove regole sui piccoli pacchi rientrano nella più ampia riforma del sistema doganale dell’Unione europea, attualmente oggetto di negoziato tra Consiglio e Parlamento europeo.
Il progetto prevede:
- creazione di un hub dati doganale europeo
- maggiore digitalizzazione e centralizzazione dei controlli
- istituzione di una nuova autorità doganale UE
- rafforzamento della sicurezza contro frodi e pratiche commerciali scorrette
L’hub, operativo dal 2028, sostituirà il sistema provvisorio con le tariffe doganali ordinarie applicabili a ogni merce importata.
Il caso Italia: riduzione dell’attività cargo a Malpensa e incremento traffico su gomma
Come evidenziato da un’inchiesta di Wired Italia, l’Italia, ben prima della norma UE, ha introdotto un contributo nazionale di 2 euro sui pacchi sotto i 150 euro provenienti da Paesi extra UE, previsto dalla Legge di Bilancio 2026 dal governo guidato da Giorgia Meloni.
A differenza del dazio europeo da 3 euro, calcolato per categoria merceologica, la misura italiana si applica per spedizione al momento dello sdoganamento.
Il problema, come segnalato da operatori come Swissport Italia, è lo spostamento dei flussi cargo verso altri Paesi UE privi di un contributo simile, con effetti sull’operatività dell’Aeroporto di Milano Malpensa, che ha visto una riduzione dell’attività cargo. Contemporaneamente, è aumentato il traffico su gomma, più inquinante.
Spiega Wired Italia: “Aggirare questa tassa nazionale sulle piccole spedizioni è semplice: basta far atterrare il volo cargo in un Paese senza misura simile, come Germania, Belgio o Ungheria, e poi spedire la merce in Italia via gomma”.
In conclusione, continua Wired: “Se l’Italia resterà l’unica a imporre il contributo nazionale, osserva Swissport, recuperare i volumi perduti sarà molto difficile. A beneficiarne in termini competitivi saranno gli aeroporti del Nord Europa.”
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