Strage di Minneapolis: ecco chi è Robin Westman, l’attentatore che odiava i cristiani
- Postato il 28 agosto 2025
- Di Panorama
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La strage di ieri a Minneapolis non è l’ennesimo caso di sparatoria di massa negli Stati Uniti. A rendere ancor più odioso l’orribile crimine è il fatto che le vittime fossero bambini innocenti che assistevano alla messa nella chiesa cattolica dell’Annunciazione di Minneapolis.
I fatti sono ormai noti, l’attacco si è consumato mercoledì mattina alle 8:30 ora locale, quando i bambini della scuola cattolica dell’Annunciazione stavano partecipando alla messa di inizio anno scolastico. L’attentatore ha sparato attraverso le vetrate colorate della chiesa dall’esterno dell’edificio, colpendo i piccoli seduti nei banchi mentre pregavano. Due bambini di 8 e 10 anni sono morti all’istante, mentre altre 17 persone sono rimaste ferite, di cui 14 bambini di età compresa tra i 6 e i 15 anni e 3 persone anziane che assistevano alla messa.
L’identità dell’attentatore
L’FBI ha identificato l’attentatore come Robin Westman, 23 anni, nata Robert Westman e successivamente trasformatasi legalmente in donna nel 2020. Westman aveva frequentato proprio quella scuola cattolica dove sua madre, Mary Grace Westman, aveva lavorato come segretaria parrocchiale e assistente amministrativa fino al pensionamento nel 2021. L’attentatore si è suicidata sul retro della chiesa dopo aver compiuto la strage.

I video pre-strage
Westman aveva pubblicato su YouTube nella mattina dell’attentato una serie di video inquietanti che sono stati successivamente rimossi con l’aiuto dell’FBI. I video, della durata di circa 20 minuti, mostravano un arsenale di armi insieme a un manifesto scritto a mano di quattro pagine indirizzato alla famiglia e agli amici.
Nel manifesto, l’attentatore scriveva: «Non mi aspetto il perdono… mi scuso per gli effetti che le mie azioni avranno sulle vostre vite». Il documento continuava con parole agghiaccianti: «Sono stata corrotta da questo mondo e ho imparato a odiare quello che è la vita» e «ho desiderato questo per così tanto tempo. Non sto bene. Non sono normale. Sono una persona triste, tormentata da questi pensieri che non se ne vanno».
I video mostravano anche le pagine del diario di Westman, in cui lo stragista scriveva: «Sono ottimista riguardo all’Annunciazione. Mi sembra una buona combinazione di forma d’attacco facile e tragedia devastante, e voglio fare ulteriori ricerche»
Sempre di video delle pagine del diario di Westman si intravedono alcune opinioni politiche inquietanti e confuse, che sembravano essere virulentemente di sinistra e antisemite.
In una pagina, ad esempio, vi era un adesivo con la bandiera dell’orgoglio trans con la scritta “Difendi l’uguaglianza” stampata in basso e un adesivo con un fucile d’assalto AK-47 in alto. In un’altra pagina, il tiratore ha scritto «odio il fascismo», ma ha subito aggiunto: «Adoro anche quando i bambini vengono uccisi, adoro vedere i bambini fatti a pezzi».
Qualche pagina dopo, però, Westman scriveva: «Se dovessi compiere un attacco a sfondo razziale, sarebbe molto probabilmente contro gli sporchi ebrei sionisti».
Le scritte sui caricatori
Un altro aspetto fra i più disturbanti dell’attacco erano le scritte sui caricatori e sulle armi di Westman, usate durante la strage. Sui caricatori erano scritti messaggi d’odio come “Kill Donald Trump” e frasi antisemite come “Six million wasn’t enough” (sei milioni non erano abbastanza) in riferimento all’Olocausto e “Jew gas” su una granata fumogena.
L’attentatore aveva anche scritto sui suoi caricatori i nomi di oltre dieci attentatori di massa, inclusi Adam Lanza (Sandy Hook), Anders Breivik (Norvegia), Brenton Tarrant (moschee di Christchurch) e James Holmes (Aurora). Altre scritte includevano simboli satanici come pentagrammi rovesciati, il numero 666 e croci rovesciate.
I messaggi anticristiani erano particolarmente odiosi: “Where’s your God?”, “Where’s your fucking God now?”, oltre a una parodia blasfema delle parole della consacrazione eucaristica: “take this all of you and eat”. L’odio di Westman per il cristianesimo appare evidente anche dal fatto che avesse attaccato un’immagine di Gesù Cristo con la corona di spine a un bersaglio simil-umano per il tiro a segno.
L’indagine per crimine d’odio
Il direttore dell’FBI Kash Patel ha annunciato che l’agenzia federale sta indagando sulla sparatoria come “atto di terrorismo domestico e crimine d’odio contro i cattolici”. In un post su X, Patel ha dichiarato: «L’FBI sta investigando questa sparatoria come atto di terrorismo domestico e crimine d’odio rivolto ai cattolici».
Il fatto è significativo, perché riconosce ufficialmente che l’attacco è stato motivato dall’odio religioso specificamente diretto contro la fede cristiana, come dimostrato dai messaggi blasfemi e dalla scelta deliberata di colpire durante una messa.
La polemica politica
L’identificazione di Westman come donna transgender ha scatenato immediate controversie politiche. Il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, ha utilizzato la conferenza stampa sull’attentato per difendere immediatamente la comunità transgender, dichiarando: «Ho sentito molto odio diretto verso la nostra comunità transgender. Chiunque stia usando questo momento per demonizzare la nostra comunità transgender, o qualsiasi altra comunità, ha perso il senso della comune umanità».
Un’uscita infelice e una excusatio non petita che non ha fatto altro che suscitare critiche per aver spostato l’attenzione dalle vittime alle questioni politiche “woke”. Non a caso poche ore dopo sui social ha cominciato a circolare l’hashtag “Transterrorism” (terrorismo trans), con relative immagini di tutti gli attentatori americani degli ultimi anni che si identificavano come trans o “gender fluid”.
Va notato anche che Westman aveva scritto sul suo diario di voler compiere un «atto finale» contro «un bersaglio di rilevanza politica o sociale… bersagli come Musk, Trump o qualche dirigente di rilievo».
Non sarebbe stata la prima volta, visti i precedenti tentativi di assassinare Trump, il più famoso dei quali è certamente quello di Butler, in Ohio, durante la campagna elettorale dello scorso anno.
Il presidente Donald Trump ha ordinato che le bandiere vengano esposte a mezz’asta fino a domenica sera in onore delle vittime, mentre la Casa Bianca ha promesso supporto continuo alle famiglie colpite.
Questo attentato rappresenta il 146° caso di sparatoria scolastica negli Stati Uniti dall’inizio del 2025, a testimonianza di quanto il problema sia ormai diventato endemico in un Paese politicamente e socialmente sempre più polarizzato.