Strage di Crans Montana, i famigliari di Emanuele Galeppini si affidano a un legale: “Vogliamo sapere come è morto nostro figlio”
- Postato il 7 gennaio 2026
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- Di Genova24
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Genova. Chiedono riservatezza e rispetto per il loro dolore ma vogliono anche sapere la verità sulla morte del figlio i genitori di Emanuele Galeppini, il 16enne morto nella strage di Capodanno dentro il locale La Constellation di Crans Montana.
Per questo Edoardo Galeppini, imprenditore genovese della nautica che da tempo si era trasferito da Dubai con la famiglia, insieme alla moglie Beatrice si sono rivolti all’avvocato Alessandro Vaccaro.
Nell’incontro avvenuto nella giornata di ieri, prima del rosario al San Martino (che si è svolto in forma privata ma con la partecipazione di circa 200 persone tra famigliari e amici), i genitori della giovane promessa del golf hanno espresso al loro legale tutti i dubbi e i punti oscuri che circondano la morte del ragazzo.
In primo luogo c’è la questione dell’esame del Dna per il riconoscimento del congiunto: la polizia elvetica ha detto alla famiglia che il corpo del 16enne era irriconoscibile e che era quindi indispensabile l’esame genetico, ma quando sabato pomeriggio i genitori hanno visto Emanuele sono rimasti stupiti: “Sul corpo c’era qualche escoriazione, ma era perfettamente integro e riconoscibile. In tasca aveva cellulare e documenti, anche questi perfettamente integri che sarebbero stati sufficienti ad identificarlo” spiega il legale che ricorda come i genitori invece nell’attesa dei risultati dell’esame abbiano continuato a sperare e a cercare il figlio tra ospedali e appelli in tv.
La famiglia lamenta anche una mancanza di comunicazione da parte delle autorità svizzere “che non ci hanno detto se Emanuele era dentro o fuori dal locale, né se sia morto per il fumo“. Potrebbe essere questa la causa della morte ma anche qui, nessun referto e nessuna autopsia. Le autorità elvetiche hanno fatto sapere che in casi come questi non svolgono gli esami autoptici, che invece in Italia quasi certamente sarebbero stati effettuati per una ricostruzione più accurata e precisa della tragedia.
Adesso il legale cercherà di avere queste informazioni mettendosi in contatto direttamente con le autorità svizzere, anche grazie a un collega avvocato che si trova a Crans. Al momento non è prevista una denuncia autonoma alla Procura di Roma, territorialmente competente in casi come questo, ma che può essere attivata solo a specifiche condizioni che al momento non sembrano sussistere nella loro interezza. Diverso l’ordinamento francese che ha consentito alla procura di Parigi di attivare inchiesta parallela allo scopo soprattutto di assistere i famigliari delle vittime nell’interfacciarsi con le autorità elvetiche.