Storia di una farsa: dalla fuga di coach e giocatori ai comunicati di Antonini, le tappe della fine sportiva del Trapani basket
- Postato il 13 gennaio 2026
- Sport News
- Di Il Fatto Quotidiano
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La stagione era iniziata con una “semplice” penalizzazione. Ora la Trapani Shark non esiste più. La farsa è giunta ufficialmente al capolinea. Il club di Valerio Antonini escluso dal campionato di Serie A con effetto immediato per “mancanza di uguaglianza competitiva”. E adesso il girone di ritorno diventa un grande punto interrogativo. Le “non partite” e le sceneggiate delle ultime settimane lasciano spazio a una classifica rimodulata a 15 squadre (in cui è prevista una sola retrocessione, e non più due come da regolamento). Le promozioni, la corsa ai playoff e il PalaShark sold out sono già un lontano ricordo. Trapani finisce nel dimenticatoio, ma la pallacanestro italiana si macchia dell’ennesima figuraccia sportiva. Ma come siamo arrivati a questo punto?
La stagione inizia con una penalizzazione
Per seguire tutte le tappe bisogna fare un passo indietro al mese di maggio. Perché il vero campanello d’allarme arriva con la prima penalizzazione di –4 punti (da scontare durante la stagione 2025-26) per irregolarità nei pagamenti previdenziali e fiscali. Da lì in poi è l’inizio di un effetto cascata senza fine. Perché a novembre Trapani riceve un ulteriore punto di penalizzazione. E anche sul campo qualcosa inizia a muoversi.
Repesa saluta, Alibegovic chiede la cessione: inizia l’esodo
Il caos scoppia definitivamente a dicembre. Terminata la pausa per le nazionali, l’allenatore Jasmin Repesa – dopo alcuni malumori manifestati per non essere stato regolarmente pagato come da contratto – non si presenta agli allenamenti e rassegna le proprie dimissioni inizialmente rifiutate dal patron Antonini. Il coach croato e il suo staff abbandonano l’Italia, lasciando di fatto la panchina al collaboratore Alex Latini. La squadra non si allena e anche il capitano Amar Alibegović, dopo aver manifestato la volontà di andarsene, viene messo fuori rosa. Poi trova il modo di liberarsi: “Quello che ho vissuto non si può definire in nessun modo professionismo”. Da qui, il club inizia a pubblicare una serie di comunicati deliranti. È l’inizio delle minacce e di alcune ricostruzioni fantasiose. Questo un breve passaggio: “Trapani Shark ha sempre adempiuto regolarmente ai propri obblighi contrattuali e pertanto ha rispedito al mittente la sua ricostruzione dei fatti. Repesa ha ad oggi scelto di abbandonare la squadra a stagione in corso, scappando, senza salutare nessuno, tantomeno quello che definiva il suo popolo”. La verità inizia a venire a galla. E in casa Shark i pezzi più pregiati scappano: dopo il capitano, anche Timothy Allen si trasferisce all’estero.
Prima la deroga, poi la gara senza allenatore
Come se nulla fosse, però, la stagione prosegue. E Trapani continua a giocare sia in Italia che in Europa. Grazie a una deroga temporanea l’assistente Alex Latini allena la squadra contro Treviso e Tenerife. La Shark vince entrambe le gare, ma quella che viene fatta passare come un’impresa sul campo è l’ennesimo tassello allarmante. Terminati i permessi, Trapani è costretta a giocare senza un head coach. Contro Udine, in un PalaShark che contesta pesantemente il presidente, il nuovo capitano John Petrucelli fa da player-manager. Il caso Trapani diventa di interesse nazionale.
Un’ammenda a partita, poi la nuova penalizzazione
Non solo i punti di penalizzazione e il rischio di finire nel dimenticatoio. Con l’addio di Allen, la società subisce un’ammenda di 50mila euro a partita. Il motivo? Secondo le DOA (Disposizioni Organizzative Annuali) per i professionisti, l’Articolo 13.4 comma 3 sottolinea che: “Il numero minimo di contratti da depositare è 12, di cui minimo 6 devono essere stipulati con atleti di formazione italiana”. Con un roster di 11 giocatori regolarmente tesserati, e non avendo trovato alcun sostituto, scatta automaticamente la multa. Antonini non molla e attacca tutto il sistema sui social. Ma i debiti e il malcontento dei tifosi aumentano. Dopo la gara contro Varese, il ds Valeriano D’Orta annuncia la volontà del club di non prendere parte alla trasferta di Bologna. Il campionato italiano inizia a prendere una piega spiacevole. E come se non bastasse, a causa di “irregolarità amministrative nell’iscrizione al campionato 2025/26”, Trapani viene penalizzata di altri 3 punti. Arrivata a -8 (per l’esclusione automatica ne servono almeno 12), il Consiglio Federale pone le basi per una radiazione che ormai è diventata una questione di giorni.
Una settimana di figuracce
Il nuovo anno segna la fine della corsa. In una settimana, con tre partite “farsa”, Trapani crea tutti i presupposti per farsi cacciare. Intanto il roster si dimezza: oltre ai già citati Alibegovic e Allen, Hurt si trasferisce al Tofas Bursa, Ford al Bahcesehir, Petrucelli al Galatasaray ed Eboua all’ASVEL Villeurbanne. Il 4 gennaio, la squadra non si presenta a Bologna e perde a tavolino (0-20). Due giorni più tardi, per evitare una maxi multa dalla FIBA, la squadra di Antonini “gioca” i play-in di BCL in Bulgaria – contro l’Hapoel Holon – con cinque giocatori (di cui due provenienti dalle giovanili). Tre di loro escono per “infortunio”, il giovane Patti commette il quinto fallo e dopo circa 7’ – con un solo un giocatore in campo – l’arbitro decreta la fine del match sul punteggio di 38-5 (con relativa esclusione di Trapani dalla competizione europea). Dopo l’ennesima penalizzazione di altri 2 punti (accompagnata dall’inibizione di due anni al presidente Antonini), nel weekend si verificano le stesse scene anche in LBA. Contro Trento la partita dura solo 4’. I giocatori escono dal campo tra le lacrime e i cori di una tifoseria che oggi non esiste più.
La decisione ufficiale: Trapani viene esclusa
Il 12 gennaio, al termine di una riunione congiunta tra i vertici di FIP e Lega Basket, Trapani viene esclusa dal campionato. L’ultimo caso simile fu quello della Mens Sana Siena, esclusa dal campionato di Serie A2 maschile il 19 marzo 2019. Annullate tutte le partite sin qui disputate dalla Trapani Shark (come previsto dall’art. 17, comma 3, del Regolamento Esecutivo Gare), al club è stata applicata la sanzione dell’ammenda di 600mila euro, pari a dodici volte quella prevista per la prima rinuncia dal Comunicato Ufficiale Contributi (come previsto dall’art. 56, comma 2, del Regolamento di Giustizia).
Il braccio di ferro di Antonini
Ha sempre parlato “di una verità che prima o poi sarebbe venuta a galla”. Ha minacciato per mesi la Federazione. “Mi hanno abbandonato tutti, qualcuno prenda queste due squadre e le porti avanti. Io mi sono rotto il c***o, ora devono ridarci i punti subito. Cara FIP, cara Lega Basket dovete ridarci tutto altrimenti ritiro la squadra dal campionato con effetto immediato”. Ha cercato lo scontro mediatico senza filtri. Ha rotto il rapporto con i tifosi che l’hanno sempre sostenuto. Il risultato è quello pronosticato per mesi: Antonini “perde” la causa. E ora la FIP avvia azioni legali nei suoi confronti.
E il calcio?
Il grande caos nel mondo del basket si riflette anche sulla squadra di calcio. Le penalizzazioni e i malcontenti, infatti, stanno colpendo il club di Serie C. Dopo aver iniziato la stagione con 8 punti di penalizzazione per irregolarità amministrative, nei giorni scorsi il Tribunale federale ha sanzionato Trapani con altri 7 punti di penalizzazione da scontare nell’attuale stagione sportiva per violazioni di natura amministrativa. Il club era stato deferito lo scorso 6 novembre a seguito della segnalazione della Commissione Indipendente per la Verifica dell’Equilibrio Economico e Finanziario delle Società Sportive. Deferimento che era arrivato “per non aver provveduto, entro il termine del 16 ottobre 2025, al pagamento degli emolumenti dovuti per le mensilità di luglio e agosto 2025 in favore dei tesserati, dei lavoratori dipendenti e dei collaboratori addetti al settore sportivo”.
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