Stop agli autovelox “fantasma” e addio multe nulle: cosa cambia dal 30 novembre
- Postato il 28 novembre 2025
- Cronaca
- Di Blitz
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Il sistema di controllo della velocità sulle strade italiane sta attraversando una trasformazione profonda destinata a ridefinire il rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha infatti concluso un vasto censimento nazionale dei dispositivi di rilevazione, introducendo una norma chiave: la validità di una multa dipenderà dalla presenza dell’autovelox all’interno di un archivio pubblico ufficiale. Questa misura punta a eliminare ogni zona d’ombra, rendendo finalmente chiari i criteri che stabiliscono la legittimità di una sanzione e riducendo il margine per contestazioni e interpretazioni discordanti.
La vera rivoluzione sta nella creazione di una banca dati consultabile da tutti, che consentirà agli automobilisti di verificare autonomamente, in pochi secondi, se l’apparecchio che ha generato una multa è effettivamente registrato e autorizzato.
Banca dati nazionale e obblighi per gli enti
Per alimentare questo nuovo sistema, il MIT ha imposto a Comuni, Province e Forze dell’Ordine la registrazione telematica di ogni singolo autovelox. Gli enti devono fornire informazioni dettagliate su identificazione tecnica, posizione esatta e autorizzazione ministeriale del dispositivo. Il termine massimo per trasmettere questi dati era fissato a 60 giorni, a partire dal 29 settembre.
Dal 30 novembre scatta la conseguenza più rilevante: ogni dispositivo non inserito correttamente nella banca dati viene considerato illegittimo. Le sanzioni prodotte dopo tale data da apparecchi non registrati risultano automaticamente nulle, obbligando gli enti inadempienti a spegnere gli autovelox privi di validazione. Si tratta dunque di un meccanismo che responsabilizza le amministrazioni e garantisce uniformità sul territorio nazionale.
Meno ricorsi e chiarezza normativa
L’obiettivo complessivo della riforma è ridurre drasticamente il contenzioso, spesso alimentato da pratiche locali non omogenee e da dubbi interpretativi. Solo i dispositivi presenti nell’elenco ministeriale potranno legittimamente emettere multe.
La nuova disciplina chiarisce anche un nodo giuridico storico: la presunta differenza tra “omologazione” e “approvazione”. In una nota ufficiale del 21 novembre 2025, il MIT ha ribadito che le due procedure sono alternative ma perfettamente equivalenti, respingendo interpretazioni restrittive e confermando la piena legalità del sistema finora adottato.
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