Sting incanta il pubblico tra i capolavori fiamminghi del Rijksmuseum di Amsterdam. Il grande evento diventa film
- Postato il 8 marzo 2026
- Television
- Di Artribune
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Tra le mani una chitarra del XVII Secolo, impreziosita da decori floreali finemente dipinti; alle spalle uno dei maggiori capolavori di Rembrandt, La ronda di notte, attualmente in fase di restauro ma fruibile grazie alla camera di vetro trasparente che ospita il cantiere. Sting, tra le icone della scena musicale contemporanea, ex leader dei Police, cantautore e polistrumentista che ha brillantemente attinto dal pop, dal rock, dal jazz, dal folk, dal raggae, è stato protagonista di un concerto straordinario. Il palco era allestito nella monumentale Galleria d’Onore del Rijksmuseum di Amsterdam: il pubblico di fronte, seduto lungo l’asse centrale; a fianco il suo storico chitarrista, Dominic Miller; tutt’intorno, tra le sale che si aprono lungo il corridoio, i capolavori della Golden Adge fiamminga, tra Vermeer, Frans Hals, Jan Steen e naturalmente Rembrandt.

La serie di ARTE sulla musica nei musei
L’evento è parte del progetto Sounds Like Art, una produzione televisiva avviata nel 2024 da ARTE (acronimo di “Association relative à la télévision européenne”), rete franco-tedesca di servizio pubblico a vocazione europea, nata nel 1992 da un accordo tra lo Stato francese e i Länder. La serie ruota intorno al potere evocativo della musica e alla capacità affabulatoria di grandi musicisti, inseriti in contesti museali di pregio: un modo per raccontare opere, artisti, collezioni, attraverso lo sguardo e il talento di chi arriva da un mondo diverso rispetto a quello della storia dell’arte, riuscendo a mescolare e far convergere suggestioni, temi, sensibilità.
Intelligente progetto di valorizzazione e di comunicazione, che grazie alla costruzione di docufilm dedicati ai live, porta nelle case di tutti la bellezza delle istituzioni artistiche europee e la possibilità di una narrazione non convenzionale intorno al loro patrimonio. Prima di Sting – il cui concerto è andato in onda il 5 marzo scorso – si sono esibiti i Bastille al Turner Contemporary di Margate, nel Kent; Asaf Avidan alla Saarland Moderne Galerie, in Germania; Tom Odell al Musée Bourdelle di Parigi.

Il concerto di Sting al Rijksmuseum di Amsterdam
Una ventina i brani eseguiti in acustico al Rijksmuseum, tra i maggiori successi di Sting e dei Police, come Message In A Bottle, Shape Of My Heart, Fragile, Every Breath You Take, Roxanne, Mad about you. Ma a conquistare il pubblico c’erano anche parti di The Last Ship, album pubblicato nel 2013, e dell’omonimo musical, scritto, composto e interpretato dallo stesso Sting, candidato nel 2015 in due categorie del TONY Award.
Ispirato alla sua infanzia trascorsa a Wallsend, cittadina della contea del Tyne and Wear, a nord di Newcastle upon Tyne, lo spettacolo racconta la storia di una comunità costretta ad accettare la dismissione del cantiere navale intorno a cui erano fiorite, da sempre, economie, identità, relazioni. Uno spaccato di verità, che restituisce un passaggio sociale drammatico, figlio dei mutamenti registrati in Inghilterra negli anni della Tatcher.

Tra i protagonisti del musical il ruvido capo cantiere Jackie White, interpretato da Sting, e un ragazzo di nome Gideon Fletcher – alter ego del cantante, il cui secondo nome è “Gordon” – il quale a un certo punto lascia la famiglia e la fidanzata Meg per lavorare su una nave. Sedici anni dopo tornerà a casa, dopo la morte del padre, con cui aveva un rapporto difficile, e scoprirà che i cantieri navali della sua città sono sul punto di chiudere, lasciando tantissime persone senza lavoro.
Grazie alla guida di un pastore locale, mentre montano le proteste e la disperazione, gli operai decidono di dare vita a un’impresa civile e politica, costruendo un’”ultima nave” che incarni la forza e la resilienza dell’intera comunità. La missione diventa cuore simbolico e concreto del racconto, a partire dal quale si delineano riflessioni sociali e dinamiche familiari, come nel caso della storia personale di Gideon: ritrovato l’amore per la sua ex ragazza, nel tentativo di riconquistarla scopre che lei aveva messo al mondo suo figlio, 16 anni addietro, prima del suo addio.
“Sono letteralmente cresciuto all’ombra del cantiere“, ha raccontato il musicista. “Sognavo di fuggire e ci sono riuscito. Ma poi ho capito che dovevo restituire qualcosa. ‘The Last Ship’ è il mio omaggio alle persone e al luogo che mi hanno formato“.

Sting tra i dipinti fiamminghi
Tra una canzone e l’altra, Sting nel corso del video prodotto da ARTE osserva i principali dipinti olandesi del museo, commentandoli con voce fuori campo: è il caso de La Ronda di Notte, di cui tratteggia le principali caratteristiche storiche e iconografiche, oppure di Serenade (1629), opera di Judith Leyster, tra le poche pittrici del tempo che ebbero grande successo in vita, o ancora dei preziosi ritratti realizzati da Frans Hals, a cui il Rijksmuseum dedicò una grande mostra nel 2024.
Durante l’esecuzione del brano The Last Ship, la telecamera si sofferma invece sull’enorme modello in legno di un vascello da guerra del XVII secolo, costruito nel 1698 da William Rex, e poi sul grande dipinto seicentesco The Battle of Terheide di Jan Beerstraaten, dedicato alla battaglia navale che ebbe luogo nei pressi di Ter Heijde il 10 agosto 1653, durante la prima guerra anglo-olandese.
Il rapporto di Sting con la città di origine è quindi al centro di alcune profonde riflessioni, mentre prosegue il tour tra le sale del museo e gli ambienti della strepitosa Cuypers Library, la più ricca e antica biblioteca di storia dell’arte dei Paesi Bassi.
In chiusura il cantante intona dolcemente una sua storica ballata, When We Dance, uscita come singolo nel 1994. Una struggente preghiera alla donna amata, costruita con immagini epiche, quasi pittoriche, in quello spazio di risonanza che vede musica e parola farsi visione, in un continuo scambio di ispirazioni: “When we dance, angels will run and hide their wings (…) If I could break down these walls/ And shout my name at heaven’s gate/ I’d take these hands/And I′d destroy the dark machineries of fate/Cathedrals are broken/Heaven′s no longer above/And hellfire’s a promise away…”.
Helga Marsala
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