Stellantis, solo 213mila auto prodotte in Italia nel 2025: -60% in due anni, mai così poche dal 1955

  • Postato il 7 gennaio 2026
  • Economia
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Meno di 380mila unità totali, con le auto inchiodate a 213.706. Mai così poche dal 1955. Numeri più che dimezzati rispetto al 2023, l’anno in cui il ministro delle Imprese Adolfo Urso aveva annunciato l’obiettivo di 1 milione di veicoli sfornati in Italia ogni dodici mesi. Invece la produzione di Stellantis fa un salto indietro di 70 anni e solo grazie a un ultimo trimestre con flebili segnali di vita non chiude con un rosso ancora più pesante. Il report della Fim-Cisl sullo stato delle fabbriche italiane di auto e veicoli commerciali del gruppo che fa capo a Exor della famiglia Elkann è da far tremare i polsi: 379.706 unità da gennaio a dicembre 2025, un arretramento del 20% rispetto al 2024, con le autovetture ferme a 213.706 (-24,5%) e i veicoli commerciali a 166mila (-13,5%). “È necessario anticipare i tempi del nuovo piano industriale, servono investimenti e modelli”, avvisa il segretario generale Ferdinando Uliano. Anche perché ci sono segnali di cedimento anche rispetto a “certezze” come i volumi della Pandina, prodotta a Pomigliano d’Arco, stritolata dai numeri della Grande Panda assegnata alle fabbriche serbe e ora anche dalla Leapmotor T03.

Produzione Stellantis dimezzata in due anni

“Le produzioni si sono dimezzate rispetto al 2023, quando si attestavano a 751.384 veicoli, nonostante nei tavoli ministeriali fosse stato indicato l’obiettivo di 1 milione di unità. Questa flessione particolarmente significativa ha portato quasi la metà della forza lavoro del gruppo a essere interessata da ammortizzatori sociali”, ricorda il sindacato. I numeri delle automobili sono ancora più drammatici visto che nei dodici mesi del 2023 ne furono prodotte 521.104: un calo che supera il 60%. “Il risultato – fa notare la Fim – avrebbe potuto essere ancora peggiore. Il lancio produttivo nell’ultimo trimestre della 500 ibrida a Mirafiori e della Nuova Jeep Compass a Melfi ha infatti consentito di recuperare parte della perdita, che sarebbe stata ben più consistente alla luce del crollo di circa un terzo delle produzioni auto registrato nei primi nove mesi dell’anno. Anche i veicoli commerciali hanno fornito un contributo positivo, recuperando circa 10 punti percentuali nell’ultimo trimestre”.

A Melfi persi 2.510 lavoratori dal 2021

Nessuna svolta sia chiaro, men che meno qualcosa di salvifico. L’unico dato positivo rispetto al 2024 è quello di Mirafiori che fa segnare un +16,5% grazie al lancio della 500 ibrida: in poco più di un mese ne sono state prodotte 4.580 unità. Volumi che dovranno aumentare per rispettare le 100mila vetture auspicate da Stellantis. “Qualora la crescita dei volumi venisse confermata, sarà possibile superare progressivamente la fase di cassa integrazione”, dice la Fim-Cisl. I numeri degli altri stabilimenti sono invece da dimenticare: tutti chiudono con perdite in doppia cifra, comprese tra il -13,5% di Atessa e il 47,2% di Melfi. Dalla fabbrica lucana sono uscite appena 32.760 auto in un anno di forte transizione con l’uscita di 3 modelli e l’avvio della Nuova Jeep Compass, decisiva per l’andamento del 2026, e la DS8 in full electric (che ha macinato appena 1.706 unità). “La perdita di volumi ha già avuto importanti ricadute occupazionali: dal 2021 circa 2.510 lavoratori sono usciti su base volontaria incentivata, portando il numero degli occupati a 4.530 unità”, rimarcano i metalmeccanici della Cisl.

L’anno nero di Cassino

La possibilità di tornare a livelli di produzione accettabili nel prossimo anno, avvicinando i volumi del 2023, dipenderà – spiega la Fim – in larga misura dalla tenuta degli stabilimenti di Pomigliano e Cassino, quest’ultimo in forte difficoltà a seguito del rinvio delle produzioni delle nuove Alfa Romeo Stelvio e Giulia, inizialmente previste negli scorsi mesi. Nel 2015, l’impianto laziale ha realizzato appena 19.364 auto, registrando un pesante -27,9% rispetto al 2024: si tratta del dato peggiore nella storia del sito. Basti pensare che nel 2017, primo anno con le produzioni Alfa Romeo Giulietta, Giulia e Stelvio, si raggiunsero le 135.263 unità. Anche Pomigliano non sorride, nonostante la produzione complessiva sia stata di 131.180 vetture.

I timori per la concorrenza interna alla Fiat Panda

La Fiat Panda, con 112.690 unità, resta il modello Stellantis con i volumi più elevati, coprendo da sola il 53% della produzione automobilistica nazionale: “Tuttavia, anche su questo modello si registra una flessione del 14%, un dato che desta forte preoccupazione in prospettiva futura”, nota la Fim. La Pandina è stata confermata fino al 2030, insieme all’arrivo della nuova versione, ma l’andamento produttivo è in lento ma continuo calo a causa della concorrenza diretta dalla Grande Panda, assegnata a Kragujevac, e ora anche da un’ulteriore insidia interna, la Leapmotor T03, sul mercato a 15.900 euro. “Siamo preoccupati dai segnali di rallentamento che, se confermati, potrebbero aprire una fase fortemente critica per lo stabilimento – ha spiegato Uliano – È pertanto necessario che i due nuovi modelli compatti, previsti dal 2028 sulla piattaforma STLA Small, vengano anticipati nel prossimo piano industriale, al fine di garantire continuità produttiva e occupazionale”.

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