Stellantis: 350 esuberi tra Pomigliano e Pratola Serra. La Fiom: “Disimpegno dall’Italia”
- Postato il 2 aprile 2025
- Lavoro
- Di Il Fatto Quotidiano
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Una nuova sforbiciata della forza lavoro nello stabilimento che più produce in questo momento e nell’impianto dove si assemblano i motori. Stellantis taglia ancora. “Uscite volontarie”, tecnicamente. Di fatto, esuberi. L’azienda taglierà il costo del personale con 300 operai in meno al lavoro a Pomigliano d’Arco e 50 a Pratola Serra, nell’Avellinese. C’è il benestare del ministero delle Imprese e del Made in Italy, la firma di Uilm e Fim e il “no” della Fiom. Anche se, con i dovuti distinguo, arrivano richieste da tutte le sigle dei metalmeccanici. E le cattive notizie non finiscono qui: la direzione della fabbrica di Ducato ad Atessa, nel Chietino, ha comunicato altri 14 giorni di cassa integrazione (dal 28 aprile all’11 maggio) per l’abbassamento della richiesta di furgoni dal Messico.
“Prosegue il disimpegno di Stellantis dall’Italia. La Fiom-Cgil non ha firmato le uscite volontarie perché non c’è nessun segnale di controtendenza sull’occupazione, nessuna nuova assunzione e nessun turn over per rigenerare gli stabilimenti. A Pomigliano l’annuncio della piattaforma Small dal 2028 è stato certamente il frutto delle mobilitazioni delle lavoratrici e dei lavoratori ma, come abbiamo già ribadito, è necessario anticipare quella data”, tuona il responsabile settore mobilità Samuele Lodi insieme a rappresentanti territoriali Mario Cristiani, Mario Di Costanzo e Giuseppe Morsa. Nel 2024 sono state quasi 3.600 le uscite volontarie dagli stabilimenti italiani e altre 14mila – fa di calcolo la Fiom – ce ne sono state dal 2015: “Continua – è il laconico commento dei metalmeccanici della Cgil – la strategia aziendale di svuotamento delle fabbriche”.
La Fiom attacca ancora: “Nel corso dell’ultimo incontro al Mimit del 17 dicembre scorso Stellantis aveva spiegato della centralità dell’Italia nella propria strategia. E questo messaggio è stato accolto e amplificato anche dal governo e dal ministro Adolfo Urso. Ma da quel momento, la produzione in Italia nel 2024 è precipitata a 283.090 auto, come accadde nel lontano 1956; il calo della quota di mercato in Italia risulta sotto la storica soglia del 30% e in Europa al 15%; si conferma l’utilizzo degli ammortizzatori sociali per tutto il 2025 allo stesso livello del 2024, con il conseguente grave impatto sulle retribuzioni delle lavoratrici e dei lavoratori; il premio di risultato del 2024 è di poco superiore a 600 euro, mai così basso, che si contrappone all’utile di 5 miliardi redistribuiti agli azionisti. E da ultimo le nuove uscite volontarie del 2025″, aggiungono i sindacalisti. “Questo è il tanto decantato Piano Italia”, concludono.
Più soft la Uilm (“La tenuta industriale dello stabilimento Stellantis di Pomigliano richiede un’iniezione di nuova forza lavoro”) che chiede di mettere in “campo azioni concrete per assicurare un futuro solido al sito produttivo”. Secondo la Uilm, la disponibilità espressa dalla direzione aziendale ad aprire un tavolo dedicato alle assunzioni a partire dal 2025 è un segnale positivo, ma insufficiente. Simile la posizione della Fim, che ricorda come le ultime assunzioni nella fabbrica campana risalgano al 2006. L’azienda, dal canto suo, ha rivendicato la condivisione con i sindacati degli esodi incentivati rimarcando che “sono in linea con i programmi condivisi con il Piano per l’Italia”.
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