Stasi racconta il modello Pnrr a Corigliano-Rossano
- Postato il 1 febbraio 2026
- Pnrr
- Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Stasi racconta il modello Pnrr a Corigliano-Rossano

Pnrr, la Corte dei Conti ha segnalato le buone prassi del comune di Corigliano-Rossano. Il sindaco Flavio Stasi: «Controlli puntuali»
LA PREMESSA: la Corte dei Conti nei giorni scorsi ha descritto una Calabria in affanno sul Pnrr, con alcune eccezioni. Tra queste, Corigliano-Rossano che emerge con un sistema di controllo «puntuale» e «soddisfacente». Con oltre 80 progetti, l’ente intercetta più fondi di molti comuni del Sud. Il modello Stasi, insomma, risulta vincente.
PNRR, IL MODELLO VINCENTE DI STASI
Quali progetti cambieranno la città?
«I quattro grandi progetti di rigenerazione urbana sono quelli più visibili: Schiavonea, Vasci, San Domenico e Cantinella. Ma sono importanti anche progetti meno appariscenti, dalla messa in sicurezza del territorio di Pigna e Villaggio Santa Chiara fino alla Cittadella dello Sport e la Scuola Ariosto. Ad ogni modo i nostri progetti vanno visti nel complesso, di ciò che stiamo facendo e di ciò che stiamo programmando e faremo».
Sindaco Stasi cosa vi distingue dagli altri enti calabresi in criticità?
«Fin dai primi di Amministrazione abbiamo programmato molti interventi in un quadro generale di rilancio della città sotto il profilo urbano, dei servizi, della digitalizzazione. Prima dell’inizio del Pnrr avevamo già concluso una fase preliminare di lavoro, ed abbiamo continuato in quella direzione, cercando di cogliere l’occasione del Piano per accelerare una parte dei progetti che avevamo avviato. Insomma, sappiamo già cosa fare ed aspettiamo solo le occasioni per i finanziamenti».
Pnrr a Corigliano-Rossano, sindaco Stasi, quali impatti prevedete entro il 2026/2027?
«Alcuni interventi avranno impatto immediato: le strutture sportive (Brillia e Cittadella dello Sport), le strutture scolastiche (Nizza, Ariosto, Mensa Piragineti, Asilo Frasso ecc.) così come i percorsi di digitalizzazione, la messa in sicurezza e parte della rigenerazione urbana: penso all’impatto di una nuova piazza nel cuore di Schiavonea, all’apertura di uno spazio finalmente aperto a Cantinella ecc. Altri daranno risultati a lungo termine, come l’efficientamento energetico di edifici e palestre, o rappresentano la base per uno sviluppo futuro, in particolare i grandi progetti per i centri storici, intorno ai quali dovremo costruire un processo di “tornanza” nei borghi».
Quanto ha inciso l’organizzazione interna?
«Prima del Pnrr avevamo già avviato concorsi pubblici per project manager, digital manager e istituito un dipartimento di Programmazione, sfidando un po’ i luoghi comuni. In realtà credo che un Comune come il nostro possa e debba gestire una quantità di fondi tale da imporre un ragionamento organizzativo specifico. Per prendere qualche applauso alla fine, bisogna sopportare qualche fischio all’inizio. Ma questo non significa che sia stato facile: all’inizio avevamo così tanti procedimenti aperti che i rup non bastavano. Ho chiamato tutti i giovani tecnici che avevamo assunto da poco e gli ho detto: “io faccio il sindaco a questa età e voi siete tutti più bravi di me. Potete gestire fin da subito procedimenti da milioni di euro, ho fiducia in voi”. Gli abbiamo assegnato almeno due progetti ciascuno. Il tempo ci ha dimostrato che avevo ragione: sono bravi davvero».
Quale criterio di priorità avete usato tra i vari settori?
«C’è un quadro di insieme: lo sviluppo di una città moderna e sostenibile, con un tessuto sociale integrato. Abbiamo avviato un lavoro di lungo termine partendo da emergenze attualissime: si pensi all’assenza di luoghi di aggregazione o al deficit enorme di asili nido. Tra qualche mese avremo 200 posti di asili nido in più, rispetto ai 40 che avevamo».
Sindaco Stasi come evitate il disallineamento dei dati segnalato dalla Corte?
«Quanto sostiene la Corte è frutto di macchine comunali deficitari ma anche di un sistema di rendicontazione complesso. Noi abbiamo consolidato progressivamente le nostre strutture, in particolare il Settore Lavori Pubblici e la Programmazione Strategica. Sistemi più aderenti alle procedure comunali ci avrebbero consentito di usare maggiori risorse per esecuzione e progettazione».
Pnrr a Corigliano-Rossano, qual è il vostro modello di monitoraggio?
«A parte me che chiamo dirigenti e rup a tutte le ore? Per i lavori complessi abbiamo strutture specifiche con responsabili del controllo. Gli apicali dei settori e l’esecutivo svolgono un monitoraggio costante e abbiamo un ufficio “antipatico” che monitora la rendicontazione richiamando i rup. Grazie a questo sono arrivati pochi solleciti dai ministeri e quando sono arrivati eravamo già pronti alla risposta».
Esiste una cabina di regia interna?
«Il Dipartimento di Programmazione è nato per i fondi comunitari ed è diventato la cabina di regia del Pnrr insieme al settore Lavori Pubblici, che voglio elogiare, e ai singoli rup. Per la Rigenerazione Urbana abbiamo un gruppo di lavoro trasversale e specifico».
Come avete affrontato la carenza di personale?
«È il nodo. Abbiamo impostato subito la programmazione individuando figure chiave come i project manager. Al mio insediamento i lavori pubblici avevano un dirigente ad interim e un solo funzionario tecnico; oggi abbiamo 6 professionisti tecnici oltre al dirigente e una struttura di supporto rafforzata. Con volontà e professionalità stiamo affrontando la sfida».
Sindaco Stasi sul Pnrr a Corigliano-Rossano a che punto sono i principali progetti?
«Sul digitale siamo al passo con le scadenze. I cantieri di rigenerazione urbana ed ambiente sono quasi al termine (tranne pochi casi critici nei Centri Storici). Sullo sport ci godiamo già opere come il Brillia e presto la Cittadella. Passando in alcuni luoghi si vede benissimo che stanno cambiando volto, come il cantiere dei Vasci».
Ci sono esempi di buona attuazione già conclusi?
«A Cantinella si scorge un luogo vero dove prima c’era abbandono. Piazza Santa Maria ad Nives sta diventando uno dei luoghi più belli della città. Il quartiere San Domenico è quasi rimesso a nuovo. Ci sono poi i cantieri nei beni confiscati: luoghi intoccabili oggi rimessi a nuovo per utilità sociale; di questo siamo davvero orgogliosi».
Quali sono le maggiori difficoltà operative?
«Il Pnrr ha semplificato ma serve semplificare ancora. Oltre al personale, pesa la complessità amministrativa nata dall’equivoco che la moralità possa essere un risultato burocratico. In alcuni casi la difficoltà è stata il ricorso a imprese o progettisti con troppi incarichi nazionali, rendendo i progetti poco aderenti alla realtà e difficili da coordinare».
Il Pnrr è un’opportunità per cambiare modo di amministrare?
«Credo debba essere un riferimento per una riforma basata su semplificazione e responsabilità, confidando negli enti locali che hanno l’onere di rispondere ai cittadini ma spesso non l’“onore” di poter incidere. La semplificazione non aumenta il rischio di condotte torbide, anzi, rende più difficoltose le condotte trasparenti».
Sindaco Stasi c’è il rischio che la spinta finisca dopo il Pnrr?
«Il rischio c’è, ma non nel nostro Comune. Mi auguro che questo coraggio sia condiviso da tutti i livelli istituzionali».
È fiducioso sul rispetto delle scadenze?
«Sì. Non è facile gestire decine di progetti contemporaneamente, ma stiamo lavorando senza sosta per questo obiettivo».
Che messaggio lancia agli altri enti calabresi?
«I Comuni sono in grandi difficoltà gestionali e finanziarie. Credo che ogni sindaco faccia già del proprio meglio per garantire la massima efficienza possibile al proprio ente».
Quale lezione lascia il Pnrr oltre il 2026?
«In Italia la difficoltà di governare i processi non è intrinseca ma deriva da sovrastrutture e mancate reciprocità istituzionali. Serve che il livello centrale legiferi avendo fiducia dei livelli territoriali e che questi abbiano il coraggio di accettare le sfide».
Il Quotidiano del Sud.
Stasi racconta il modello Pnrr a Corigliano-Rossano