Spostamento a monte ferrovia, Comitato Territoriale vs Lettieri: “Opera inutile e dannosa, potrebbe costare nuovi tagli alla sanità”
- Postato il 14 marzo 2026
- 0 Copertina
- Di Il Vostro Giornale
- 3 Visualizzazioni

Loano. “Spostamento a monte della ferrovia scelta strategica per tutto il Ponente ligure”, lo aveva dichiarato il sindaco di Loano Luca Lettieri, in seguito ad un episodio avvenuto nei giorni scorsi, con un’auto rimasta incastrata nel passaggio a livello tra la via Aurelia e via Stalla.
Ma alle parole del primo cittadino ha voluto replicare il Comitato Territoriale, da sempre contrario all’opera: “Nel malaugurato caso in cui il progetto fosse finanziato, – hanno dichiarato dal Comitato, – quanto durerà il cantiere per realizzare lo spostamento a monte della ferrovia tra Finale Ligure e Andora? Secondo i promotori, serviranno circa sette anni. Ma quanti ce ne sono voluti per completare opere simili? Nella tratta ferroviaria tra Andora e San Lorenzo al mare ci sono 16 chilometri di gallerie e i lavori sono durati più di 10 anni. Tra Andora e Finale Ligure sono previsti circa 49 chilometri di gallerie, il triplo rispetto alla tratta confinante. Speriamo che non ci mettano più di trent’anni”.
Nello specifico di Loano, secondo il Comitato: “Il grave problema dei passaggi a livello riguarda soprattutto Loano. Riteniamo che i disagi alla viabilità possano essere risolti in tempi rapidi, senza aspettare un progetto di cui si parla dagli anni ’90. Con due nuovi sottopassaggi e l’allargamento di quelli esistenti, Loano potrebbe superare facilmente e velocemente gli ingorghi che lo soffocano ogni giorno”.
Mentre ad Albenga “la creazione di un nuovo ed efficiente sottopassaggio ferroviario sul Centa (in una zona delicata per la vicinanza del fiume) ha impiegato meno di 4 anni di lavori, senza interrompere il traffico ferroviario”.
“In caso di spostamento a monte, l’appalto riguarderà solo le opere ferroviarie, – hanno proseguito dal Comitato. – Si parla molto delle fantomatiche compensazioni, ma tanti ignorano che la cifra prevista per le compensazioni (circa il 2% dell’importo complessivo) è destinata per gli espropri e per l’aumento dei costi dei materiali. In caso di grandi opere, normalmente non avanza niente per le compensazioni e quindi gli enti sono costretti a intervenire per i lavori di completamento. È già successo nella vicina provincia di Imperia per la pista ciclabile, ad oggi non ancora completata dopo 10 anni dallo spostamento”.
In conclusione, il Comitato ha paventato anche l’ipotesi che finanziare l’opera possa comportare nuovi tagli alla sanità: “Probabilmente tutti gli altri lavori (marciapiedi, strade, ponti) saranno a carico delle amministrazioni comunali, le cui casse faticheranno a sostenere queste spese. Toccherà quindi alla Regione intervenire per risolvere la situazione, spendendo decine di milioni di euro. E dove andrà a prendere quei soldi? Temiamo una nuova mannaia sulla sanità pubblica, con altri tagli sulla salute dei liguri per terminare un’opera che sarà inutile e dannosa per i cittadini”, hanno concluso.