Sport e scuola, all’istituto Ferraris Pancaldo il convegno conclusivo di “Play to stay”
- Postato il 23 maggio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Savona. Il convegno S.A.L.T.A. chiude il progetto europeo “Play to Stay” con una mattinata di riflessioni, testimonianze e un messaggio chiaro: nessuno deve restare indietro. Si è tenuto ieri mattina nell’aula “Borsellino” dell’Istituto Ferraris Pancaldo il convegno conclusivo di S.A.L.T.A. (Salute, Autonomia, Libertà, Territorio, Apprendimento), progetto finanziato dai fondi FSE Regione Liguria nell’ambito del programma UE 2021/2027, sotto il titolo emblematico “Play to Stay”: giocare per restare. Restare a scuola, restare nel gruppo, restare in corsa nella vita.
Una mattinata densa di emozioni e contenuti, che ha tracciato un bilancio delle attività sportive svolte dagli studenti dell’istituto insieme ai ragazzi di ISFORCOOP, capofila del progetto: rugby, equitazione, arrampicata, vela e trekking. Discipline diverse, un unico filo conduttore, la convinzione, ormai suffragata da ricerche e confermata dall’esperienza sul campo, che lo sport sia uno dei più potenti antidoti alla dispersione scolastica. Circa cento studenti hanno assistito all’evento, protagonisti e testimoni di un percorso che li ha visti crescere dentro e fuori dall’aula.
Ad aprire i lavori è stato il Dirigente Scolastico, Alessandro Gozzi, che ha voluto citare subito l’articolo 33 della Costituzione italiana, quasi a ricordare che il diritto all’istruzione e alla formazione non è un privilegio, ma un impegno collettivo. Dopo i ringraziamenti ai soggetti coinvolti, il Dirigente ha fatto il punto sulle numerose attività sportive già radicate nell’istituto, dalla piscina al bowling, dal padel ai campetti all’aperto recentemente ristrutturati, annunciando anche la riapertura, dopo la ristrutturazione, delle palestre scolastiche a partire da settembre.
Il suo messaggio più forte, però, è arrivato in chiusura: è fondamentale costruire una collaborazione solida tra scuola e società sportive, perché lo sport aiuta i ragazzi a mantenere la concentrazione dentro e fuori dall’aula. Una sinergia che non è un optional, ma una necessità educativa.
Alessandra Obinu, che ha avuto la direzione del progetto per ISFORCOOP, ha messo a fuoco con precisione la sfida al centro del progetto: ridurre la dispersione scolastica attraverso le attività sportive. Questa, ha spiegato, è stata la chiave vincente di “Play to Stay”, perché lo sport insegna a non mollare, a sentirsi parte di un gruppo, a capire che il contributo di ognuno conta. Rafforza le competenze trasversali e insegna a gestire lo stress, a imparare quelle abilità che non si trovano nei manuali, ma che sui banchi di scuola poi fanno tutta la differenza.
Toccante, poi, la testimonianza di Elsa De Stefanis, istruttrice di equitazione, visibilmente emozionata nel raccontare come questa disciplina vada ben oltre il semplice montare in sella. Significa accudire un animale grande e potente, seguire regole ferree, prendersi una responsabilità vera. Un’esperienza che forgia il carattere e insegna che la cura dell’altro richiede pazienza, rispetto e costanza.
Il “Boss”, ovvero Giancarlo Bossolino, tutor del progetto bowling, ha portato i saluti di Denny Tomatis, ASD bowling Savona e, oltre a dimostrare l’importanza della disciplina del bowling che porta con se la capacità di concentrazione spendibile nello studio, ha portato una prospettiva storica preziosa, forte di ventiquattro anni trascorsi al Ferraris Pancaldo. Bossolino ha ricordato traguardi straordinari, tra cui la partecipazione ai campionati mondiali studenteschi di calcio in Turchia nel 2009, conquistata dopo aver vinto quelli italiani e ha lasciato all’uditorio una riflessione che rivolge sempre ai genitori: è fondamentale la triangolazione tra famiglia, scuola e società sportiva. Non una formula retorica, ma un metodo educativo concreto.
Particolarmente apprezzato l’intervento di Alejandro EschoYez, allenatore di rugby con un passato da giocatore professionista. Il rugby, ha spiegato, è forse lo sport che meglio incarna i valori di inclusione e squadra: non conta solo il risultato, conta il contributo di ciascuno. In campo non esiste il fenomeno solitario, e abbandonare un compagno non è un’opzione. Anche chi è meno dotato ha un ruolo insostituibile. Un messaggio potentissimo per quei ragazzi che si sentono “i meno bravi” e rischiano di scivolare ai margini della squadra, e della scuola.
Estremamente coinvolgente anche l’intervento di Marco Rizzo, mental coach, che ha portato in aula una riflessione sulla forza della motivazione intrinseca. Con lucidità e qualche provocazione, ha rovesciato una prospettiva comune: guardare a chi ce l’ha fatta spesso paralizza più che ispirare, perché quei casi sono pochissimi. Meglio imparare da chi sbaglia, lavorare su ciò che manca, smettere di correre le gare degli altri. Il suo messaggio si è condensato in un piccolo vademecum esistenziale: ama e rispetta te stesso, trova una motivazione vera, la tua e agisci. Fai il primo passo, perché l’azione crea fiducia e sconfigge la paura.
Tra gli interventi più ispiranti, quello di Marco Mura, direttore organizzativo del Meeting di Savona, il secondo appuntamento di atletica leggera più importante d’Italia dopo il Golden Gala. Mura ha raccontato di un sogno giovanile, quello di diventare atleta, che non si è potuto realizzare sul campo. Ma invece di abbandonarlo, lo ha trasformato: partendo dal campo della Fontanassa con il solo lancio del martello, ha costruito nel tempo un evento che ha ospitato campioni nazionali e internazionali, e che ha visto stabilire record firmati da Jacobs, Tortu, Larissa Iapichino e Silvia Salis. La sua conclusione è rimasta sospesa nell’aria dell’aula magna: “Se avete un sogno realizzabile, seguitelo, perseverate. Tutto dipende dal fuoco che avete dentro.”
A portare i saluti dei colleghi di ISFORCOOP impossibilitati a essere presenti per motivi di lavoro è stata Emilia Siri, coordinatrice del progetto, che ha testimoniato quanto questa esperienza abbia significato anche per chi il progetto lo ha vissuto dall’altra parte. I ringraziamenti vanno anche al tutor del progetto per ISFORCOOP, Paolo Rossi. La mattinata si è poi conclusa con la proiezione delle attività svolte e con le testimonianze di due studentesse, Valerja Toskaj e Yuliana Cabrera, che con le loro parole hanno dato voce a tutti i ragazzi coinvolti nel percorso.
“Play to Stay” si chiude con numeri, attività e, soprattutto, con storie. Quelle di ragazzi che hanno arrampicato per la prima volta, imparato a fare squadra su un campo di rugby, stretto i denti su una barca a vela o in cima a un sentiero di trekking. Storie di giovani che, grazie allo sport, hanno trovato una ragione in più per restare. A scuola, nella comunità, in sé stessi.
“Perché alla fine – concludono dall’istituto – è questo che “Play to Stay” voleva dimostrare: che lo sport non è un’alternativa allo studio, ma il suo alleato più potente.