Spid, come si usa la Cie per l’accesso gratis ai servizi e alle piattaforme online della Pubblica amministrazione

  • Postato il 18 febbraio 2026
  • Economia
  • Di Blitz
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Dopo dieci anni dal suo lancio, lo Spid (Sistema pubblico di identità digitale) è a pagamento a partire dal 1 gennaio 2026. La novità riguarda in particolare gli utenti gestiti da Poste Italiane, che rappresentano la quota maggioritaria con oltre 24 milioni di identità attive. Il costo previsto è di 6 euro all’anno, ma solo dal secondo anno di attivazione: il primo resta gratuito per tutti i nuovi utenti.

La decisione segue una linea già adottata da altri provider privati come Aruba, InfoCert e Register.it, che da tempo prevedono canoni annuali per il mantenimento del servizio. Le tariffe, nel mercato, possono variare tra circa 5 e 12 euro l’anno, con costi più alti per profili professionali o servizi aggiuntivi. Non tutti però dovranno pagare: sono esenti minorenni, cittadini con almeno 75 anni e residenti all’estero.

Per il rinnovo, Poste invierà una comunicazione via email alla scadenza del primo anno gratuito, concedendo 30 giorni per decidere se effettuare il pagamento o disdire l’identità digitale. Il versamento potrà avvenire online, tramite sito o app dedicata, oppure presso gli uffici postali.

Cosa succede se non si rinnova l’identità digitale

Nel caso in cui l’utente non proceda al pagamento entro i termini previsti, il servizio non verrà immediatamente cancellato. L’identità digitale resterà infatti esistente per altri 24 mesi dall’ultimo accesso effettuato, ma con funzionalità sospese: non sarà quindi possibile utilizzarla per accedere ai servizi della pubblica amministrazione o delle aziende private convenzionate.

Questa sospensione temporanea consente comunque agli utenti di riattivare lo Spid in qualsiasi momento, semplicemente pagando il canone annuale richiesto. Si tratta quindi di una sorta di periodo di “congelamento” dell’account, utile per chi decide di valutare alternative senza perdere definitivamente le proprie credenziali.

L’alternativa gratuita: la Carta d’identità elettronica

Tra le alternative gratuite allo Spid, la più rilevante è la Cie, la Carta d’identità elettronica emessa dal Ministero dell’Interno, destinata a diventare la principale identità digitale nazionale. Il documento rientra anche nel progetto IT Wallet, un portafoglio digitale pensato per semplificare l’accesso ai servizi pubblici e privati, come quelli di INPS e Agenzia delle Entrate, garantendo maggiore sicurezza nella gestione dei dati personali.

Il livello di sicurezza della Cie è equivalente allo Spid di livello 2. Per utilizzarla servono i codici PIN e PUK forniti in due momenti diversi, oltre a dispositivi compatibili: uno smartphone con tecnologia Nfc oppure un computer con lettore di smart card. Su telefoni Android o iPhone è necessario scaricare l’app CieID e avvicinare la carta al dispositivo per leggere il chip.

La diffusione della carta digitale non è ancora completa, ma il governo italiano punta a raggiungere il 70% della popolazione entro metà giugno 2026, lasciando comunque la possibilità ai cittadini di continuare a utilizzare lo Spid, anche nella versione a pagamento.

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Autore
Blitz

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