Spiagge libere, Vaccarezza: “Varazze come Spotorno?”. Pierfederici: “Nessuna polemica dei concessionari, ma piena collaborazione”
- Postato il 9 marzo 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Varazze. “I giornali che ho letto io non parlano di polemiche da parte dei gestori di stabilimenti balneari“. Così, con fermezza, il sindaco Luigi Pierfederici smorza i toni della riflessione del consigliere regionale Angelo Vaccarezza che, in una nota, anche affidata ai social, ha espresso timore sulla situazione in divenire delle spiagge varazzine che potrebbe diventare un caso simile a quello di Spotorno.
“Mi trovo a Varazze perché anche qui, ho letto sui giornali, c’è una polemica e non vorrei che come a Spotorno ci sia una cattiva interpretazione della legge – puntualizza e prosegue Vaccarezza – Varazze, città con una storia balneare importantissima, merita alcune precisazioni su quello che state leggendo sui giornali sull’errata narrazione che il comparto balneare in questo momento sta subendo attraverso diversi organi d’informazione”. Ma il primo cittadino, replica e ribadisce che: “Di contrasti non ne ho letto e nemmeno sentito parlare. Ma, al contrario, – rimarca Luigi Pierfederici – si sta affrontando un percorso stretto con i titolari degli stabilimenti basato sulla trasparenza e sulla comprensione. E loro lo possono dimostrare. Non ho letto di polemiche, ma di preoccupazione come categoria. Come è giusto che sia. Nello specifico, – sottolinea il primo cittadino – il percorso che stiamo facendo ha già visto tre incontri con tutti i concessionari congiuntamente oltre a ulteriori incontri a zone: il tutto per capire i problemi esistenti trovando piena apertura da parte dei gestori”.
“L’Amministrazione – continua – conosce benissimo la delicatezza di questo percorso. Mi preme sottolineare che queste aziende hanno fatto la storia del turismo e per questo noi li ascoltiamo: per la loro esperienza necessaria e preziosa per affrontare le difficoltà che possono subentrare e redigere un nuovo PUD, che servirà anche per risolvere le problematiche del ‘quotidiano’ ben note a chi vive e lavora nelle nostre spiagge e che devono essere risolte per implementare la qualità dell’offerta turistica balneare cittadina. Il percorso che porterà al nuovo PUD richiede solamente una minima modifica per arrivare a soddisfare il requisito del 40% di spiagge libere, senza sconvolgere eccessivamente il litorale, se non con una piccola riorganizzazione”.
“L’obbiettivo, difficile ma virtuoso, è quello di non arretrare sul numero di concessioni esistenti per continuare la nostra tradizione balneare fatta di aziende ed ospitalità familiare. Al di là delle gare che dovranno esserci con criteri di concorrenzialità e trasparenza insiti nelle norme, il nuovo PUD determinerà quello che è il futuro del turismo di Varazze e per questo è un argomento che non merita di essere strumentalizzato con iniziative di natura politica che mirano solo a creare confusione e innescare malumore che ad oggi non c’è e non si evidenzia, al di là della legittima preoccupazione dei gestori. I concessionari attuali hanno condiviso la necessità di riorganizzare il PUD attuale, comprendendo le necessità dell’ Amministrazione con uno sforzo che tutti insieme stiamo facendo. Come Amministrazione Comunale in questo delicato percorso siamo presenti, lo dimostrano gli incontri avvenuti e il dialogo che testimoniano un confronto aperto, trasparente e condiviso”.
In una nota diffusa il consigliere regionale, Angelo Vaccarezza ha spiegato il suo punto di vista. Eccolo nella sua interezza. “Oggi mi trovo a Varazze perché anche qui c’è una polemica che parte dallo stesso presupposto. Io non vorrei che anche qui, come a Spotorno, ci fosse una cattiva interpretazione della legge e quindi si credesse che determinati provvedimenti sono obbligatori. Non è vero: i Comuni hanno la possibilità di scegliere, i Comuni conoscono la loro città, i Comuni devono tutelarne l’immagine, che non vuol dire tutelare il singolo imprenditore (che se vorrà potrà partecipare alla gara e quindi, se riotterrà la concessione, lo farà perché ha vinto un bando ad evidenza pubblica), ma vuol dire tutelare il tessuto commerciale, il tessuto turistico della città una volta terminati questi bandi”.
“Un’ultima, amara riflessione – conclude -. Quando la Bolkestein è arrivata in Italia, si è detto che finalmente sarebbero terminate le posizioni di rendita. Si è detto che, ad esempio, due ragazzi che si sposano avrebbero potuto partecipare anche loro al bando e vedersi assegnata una spiaggia. E invece sta succedendo il contrario: a contrastare i nostri imprenditori, le nostre famiglie, le nostre imprese familiari, ci sono i grandi gruppi che arrivano da fuori regione, attraverso una serie di scatole cinesi. E quindi abbiamo il piccolo imprenditore ligure contro il capitale che arriva da fuori. Che la Bolkestein fosse un disastro lo abbiamo sempre detto. Oggi ne stiamo raccogliendo i frutti. Infine un appello ai Comuni: voi potete tutelare questo nostro tessuto. Fatelo. Fatelo per i vostri cittadini, per le vostre città, per il futuro dei nostri figli“.
Ma il sindaco di Varazze torna a sottolineare. “Rassicuro il Consigliere Vacarezza: – rimarca Pierfederici – incontri e percorsi di trasparenza, comprensione e ascolto da parte di tutti. Nessuna polemica. Se il consigliere desidera conoscere il lavoro che stiamo facendo sa bene che la porta di un sindaco è sempre aperta ma lasci fuori polemiche o chi strumentalizza per crearle laddove non ci sono”.