Spiagge e sentenza del Tar, Pietra Ligure pronta alle gare. L’assessore Amandola: “Tempi stretti, ma ce la faremo”
- Postato il 3 febbraio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Pietra Ligure. “Avevamo già avviato un percorso amministrativo per definire le gare in un contesto di forte incertezza giuridica sulla materia delle concessioni demaniali. E’ chiaro che la sentenza del Tar ci costringe ad accelerare i tempi“. Lo afferma Francesco Amandola, assessore con delega a demanio e spiagge del Comune di Pietra Ligure, che commenta la recente sentenza del TAR della Liguria che impone di concludere gli avvisi pubblici per le concessioni balneari entro maggio-giugno 2026.
E l’assessore pietrese sottolinea: “Come amministrazione comunale si prevedeva di arrivare a pubblicare i bandi entro il mese di aprile e avere poi tutta l’estate per consentire alla commissione di analizzare le 53 gare programmate per il nostro litorale balneare”.
“Inoltre, è in corso la valutazione di ogni singola concessione – affidata con incarico ad un commercialista -, propedeutica per le gare stesse e la successiva assegnazione” aggiunge Amandola, con il Tribunale Amministrativo Regionale che ha annullato le proroghe delle concessioni demaniali deliberate dal Comune pietrese, così come a Laigueglia e Sarzana.
Quanto al nuovo PUD (Piano Utilizzo Demanio Marittimo): “Stiamo apportando le modifiche necessarie per aumentare ancora la percentuale di spiagge libere – già al 30-35% – e portarla al 38,5%. Il nuovo piano dovrebbe arrivare in Consiglio comunale già entro il mese di febbraio” aggiunge.
“Prendiamo atto, quindi, della sentenza del Tar e riusciremo a rispettarla, nonostante fosse necessario avere una tempistica più dilatata e ottimizzata per definire al meglio la nuova gestione delle spiagge, anche alla luce del caos normativo sul settore e le difficoltà interpretative per i Comuni costieri”.
Il Comune pietrese potrebbe rivolgersi al Consiglio di Stato, fermo restando che l’organo giurisprudenziale ha già sentenziato che le concessioni sono abusive a partire dal 31 dicembre 2023: “Un possibile ricorso è alquanto rischioso – conclude Amandola -, non solo in termini giuridici, ma anche per le stesse tempistiche, inconciliabili con quanto ad oggi stabilito dal Tar e in vista della prossima stagione estiva”.