Spezia, l'ottavo KO per Donadoni apre ufficialmente la crisi: cosa può succedere
- Postato il 3 marzo 2026
- Di Virgilio.it
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Situazione molto tesa in terra ligure. I bianconeri non hanno cambiato marcia come ci si attendeva dopo l’esonero di D’Angelo e l’approdo dell’ex mister del Bologna.
Nell’estate del 2008 Roberto Donadoni, impegnato nel prestigioso incarico di guidare la Nazionale italiana all’Europeo in Austria e Svizzera, mai avrebbe immaginato di ritrovarsi 18 anni dopo a dover combattere strenuamente per strappare una sudata salvezza in Serie B al timone dello Spezia. Una stagione maledetta fin dal principio per una piazza, quella bianconera, esigente e che in passato ha frequentato pure i nobili lidi della Serie A. Un team costruito evidentemente con qualche crepa che il mercato invernale di riparazione sembra non aver donato fondamenta abbastanza solide da poter dormire sonni più tranquilli. L’ex CT azzurro, dopo una esaltante carriera da talentuoso giocatore nel Milan di Sacchi e una comunque onorevole parabola da allenatore tra Cagliari, Napoli, Parma e Bologna, aveva deciso di rilanciare il suo cammino in panchina con lodevole entusiasmo accettando la proposta ligure al culmine di una prolungata assenza dai riflettori.
Un vortice preoccupante
Via D’Angelo quindi, dentro Roberto da Cisano Bergamasco. Il trainer classe 1963 nella conferenza stampa di presentazione aveva mostrato ottimi propositi nell’intraprendere una nuova avventura professionale. Il comprensibile entusiasmo ben presto, però, ha lasciato spazio alla constatazione di una realtà fin troppo complessa dalle parti del Picco. Nelle ultime settimane l’opinione pubblica locale, tra approfondimenti scritti sui quotidiani cartacei e varie news apparse su siti web specializzati, sta mettendo sul piatto tutti i limiti statistici e prestazionali delle partite sfoderate dallo Spezia. Il primo dato che salta agli onori della cronaca è quello relativo alle 8 sconfitte registrate, su 16 incontri disputati nel complesso, dalla gestione Donadoni dal momento della sua nomina. Il neo tecnico ha abbracciato il principio del dominio territoriale del gioco con fitte trame, una prolungata ragnatela di passaggi e in effetti tante occasioni da rete create nell’arco di un singolo match. L’altra faccia della medaglia, però, evidenzia limiti nella concretizzazione della mole di lavoro spremuta dai piedi e dalla testa del collettivo bianconero. L’attacco non insacca abbastanza, provocando una carenza offensiva lapalissiana. Alla Reggiana, ad esempio, nell’ultima sfida giocata nel campionato cadetto è bastato un guizzo improvviso di Novakovich per ottenere il bottino pieno. Al Picco sono tornati paurosi fantasmi con il serio pericolo di precipitare al termine della regular season direttamente in Serie C. I tifosi ovviamente auspicano un mutamento di rotta in tempi brevissimi, ma le premesse fanno tremare le vene e i polsi. A questo aggiungiamo il digiuno da reti nelle gare in casa da oltre un mese. La dirigenza sta riflettendo sulle possibili mosse da prendere nell’immediato futuro. Un ritorno di D’Angelo non va escluso.
Il paradosso statistico
Andiamo ancora più a fondo con l’analisi della classifica attuale. Lo Spezia occupa il diciassettesimo posto con 25 punti all’attivo in 27 giornate archiviate in Serie B, frutto di 6 successi, 7 pareggi e 14 sconfitte. Gli avanti liguri hanno realizzato la miseria di 23 gol subendone 35. Nelle ultime 5 uscite i bianconeri arrivano da 2 pari, 2 sconfitte e una vittoria. L’unico riferimento offensivo capace di siglare ben 7 reti risponde al nome di Gabriele Artistico. Già quest’oggi i ragazzi di Donadoni sono chiamati al riscatto sul terreno del Padova, allo stadio Euganeo, con calcio d’avvio alle ore 19 per un turno infrasettimanale sanguinoso e delicato. Tornando per un attimo alla debacle interna al cospetto della Reggiana, i media locali hanno messo in vetrina il 66% di possesso palla e il netto numero dei corner battuti dallo Spezia – 7 a 1 – sottolineando con ulteriore fermezza la famosa massima del “tutto fumo ma niente arrosto” per descrivere il momento del team. La piazza recrimina pure sull’utilizzo, a detta dei commentatori inappropriato, di Adamo nella veste di mezzala. Nel 3-5-2 ordinato da Donadoni l’ex Cesena (preso a gennaio) funge in prevalenza da intermedio in mediana, quando in realtà la posizione più congeniale alle sue peculiarità sarebbe quella di esterno a destra. Insomma, un momentaccio.
Lapadula oggetto misterioso?
La rosa dello Spezia ad oggi conta 28 elementi, di cui 11 stranieri, con età media pari a 26,5 anni. Il collettivo è cosi distinto per reparti: 4 portieri, 9 difensori, 10 centrocampisti, 5 attaccanti. Il valore totale dei cartellini è di 32,15 milioni di euro con saldo trasferimenti positivo di 5,9 milioni. Cosa manca ai liguri versione 2025-2026? Probabilmente quel temperamento necessario per riemergere dalle sabbie mobili in un torneo duro e scomodo come quello cadetto. In avanti l’esperto Lapadula ancora non è entrato nei meccanismi di squadra e sta faticando più del dovuto. Lontani, purtroppo, i tempi gloriosi dei fratelli Esposito che infiammavano i tifosi bianconeri con le loro giocate d’alta scuola. “Stupida sfortuna, gelida paura”, canta Fulminacci. Al Picco torneranno a riveder le stelle?