Sottosegretari, a Lamezia, dal Centrosinistra la proposta di legge popolare che arrivi in Regione
- Postato il 6 aprile 2026
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Il Quotidiano del Sud
Sottosegretari, a Lamezia, dal Centrosinistra la proposta di legge popolare che arrivi in Regione
Parte da Lamezia, dal centrosinistra, una proposta di legge popolare che arrivi in Regione e che possa abrogare la norma dei sottosegretari
LAMEZIA TERME – Una proposta di legge abrogativa di iniziativa popolare con una grande mobilitazione dei calabresi. «Una valanga di firme che possa arrivare al Consiglio Regionale e costringere la maggioranza ad abrogare la norma dei sottosegretari». Per l’opposizione di centrosinistra questa è la strategia più fattibile per cassare la legge regionale che tanto scalpore sta suscitando. Il percorso è stato esplicitato in conferenza stampa dagli esponenti dell’opposizione, i quali hanno spiegato che risulta essere quello più agevole rispetto all’ipotesi del referendum (pur annunciato pochi giorni fa dall’ex candidato presidente del campo largo, Pasquale Tridico, ndr).
Il referendum – dicono – avrebbe diverse criticità tra le quali «una normativa astrusa, tempi lunghi, costi elevati e la difficoltà nel raggiungimento del quorum». Gli esponenti del centrosinistra, uno accanto all’altro, più volte, hanno rimarcato di essere «un fronte unitario» e da Lamezia hanno lanciato la sfida ad Occhiuto. Sono intervenuti in ordine: Enzo Bruno (Tridico Presidente), Ernesto Alecci (Pd) Elisa Scutellà (M5S), Filomena Greco (Casa Riformista), Francesco De Cicco (Democratici Progressisti), Giuseppe Ranuccio (Pd). Bruno ha rimarcato: «L’opposizione c’è, ed è unita, dal primo Consiglio svolto a novembre, da quel momento ha avuto una sola linea, un solo obiettivo: creare l’alternativa alla Giunta Occhiuto».
«Sulla vicenda dei sottosegretari – ha detto – abbiamo fatto una battaglia molto forte e l’abbiamo iniziata già nelle commissioni. Poi abbiamo detto con forza: noi questa porcheria non la votiamo e non l’abbiamo votata. Abbiamo anche resistito facendo dei ricorsi al ministero e al governo, ma evidentemente al governo hanno sentito la voce dell’appartenenza e quel ricorso l’hanno bocciato».
Nel merito della linea da adottare è entrato Alecci. «Per me – ha evidenziato – è la prima volta di una conferenza con tutti i gruppi di minoranza, assieme con tutti i colleghi. Dà un’immagine plastica di come in questa legislatura stiamo lavorando assieme. Beh, a chi moltiplica le poltrone, noi rispondiamo con la voglia di moltiplicare la partecipazione dei cittadini calabresi». Sul da farsi, ha spiegato Alecci, «abbiamo avuto tantissime sollecitazioni da associazioni, partiti, ma anche da singoli cittadini arrabbiati per questo aumento di costi. Con grande senso di responsabilità, abbiamo deciso di approfondire un pochino la normativa perché in questi giorni, in queste ore, abbiamo visto tante fughe in avanti. È chiaro che la nostra volontà è quella di affiancare i cittadini dando loro la parola.
Lo dobbiamo fare però in una regione all’interno della quale c’è un disordine dal punto di vista legislativo e noi vogliamo far sì che lo strumento del referendum affiancato a quella di una proposta di legge di iniziativa popolare, possano essere gli strumenti migliori per fermare quello che di fronte agli occhi di tutti quanti noi è uno scempio. E allora abbiamo approfondito il tema del referendum e ci sono due o tre punti che ci lasciano perplessi. Innanzitutto, dal punto di vista legislativo, c’è un’incongruenza tra lo statuto approvato approvato nel 2004 e la legge che mette a terra le norme attuative per il referendum, che è del 1983 e non è stata adeguata. Quindi oggi proporre un referendum significherebbe aprire un cortocircuito all’interno degli uffici legislativi regionali, perché al momento non è normato».
«Allora – ha proseguito – abbiamo pensato di affiancare i comitati che si stanno formando e che vogliono presentare una proposta di legge di iniziativa popolare abrogativa. Bastano 5000 cittadini, 5000 firme, ma io sono sicuro che le firme saranno molte di più, per presentare una proposta di legge di iniziativa popolare che possa abrogare i due sottosegretari. E quindi lanciamo un appello a tutti i calabresi di mobilitarsi nelle piazze, nei mercatini per provare a raccogliere le firme». Alecci ha anche detto di aver letto «veramente tante ricostruzioni fantasiose» in questi giorni. «Una che mi ha fatto sorridere è che basterebbe unire il referendum con la richiesta da parte di 7 consiglieri regionali. Mi dispiace dirlo, ma non è così» ha concluso.
Il Quotidiano del Sud.
Sottosegretari, a Lamezia, dal Centrosinistra la proposta di legge popolare che arrivi in Regione