“Sono inquieta, piena di dubbi che non mi lasciano dormire. Il futuro? C’è ancora molto da fare e non solo la musica”: Annalisa incendiaria nel suo miglior tour

  • Postato il 27 novembre 2025
  • Musica
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Annalisa si reinventa ancora una volta. Dopo aver dimostrato con il precedente Tutti nel vortice tour di voler alzare l’asticella dello show con una cura del dettaglio dalla scenografia e della messa in scena, stavolta con Ma io sono fuoco tour, che abbiamo visto al Palazzo dello Sport a Roma venerdì 21 novembre, Annalisa fa un passo in avanti nel nome sì della sensualità, ma soprattutto della narrazione di se stessa tra dubbi, incertezze, ma anche fuoco, passione, determinazione. Nel suo miglior tour, a oggi, la produzione è di livello alto con la direzione artistica affidata a Jacopo Ricci, quattordici ballerini sul palco coordinati da Simone Baroni.

La struttura della scaletta con 27 brani incluso un medley è suddiviso in tre sogni. Il Fuoco: “Il tempo è un fuoco che mi consuma, ma sono io quel fuoco”. Il Fiume: “Il tempo è un fiume che mi trascina, ma sono io quel fiume”. La Tigre: “Il tempo è una tigre che mi divora, ma sono io quella tigre”. Al centro della scena c’è la riproduzione di un vulcano di metallo con al centro un nucleo circolare.

Lì dal punto di vista visivo tutto si svolge nella creazione dell’energia e degli elementi terrestri. Un design, ideato e realizzato da Denso Studio, per offrire al pubblico un’esperienza immersiva a 360 gradi. Due piccoli nei: tra un blocco e l’altro la scena va in stand by, al buio, con una attesa di pochi istanti che però sembrano interminabili, forse la presenza di un paio di coristi potrebbero “aiutare” a stemperare l’attesa. Su “Piazza San Marco”, l’outfit non era in linea con il brano, ma più adatto al blocco successivo. Abbiamo incontrato l’artista, alla vigilia del concerto all’Unipol Forum di Milano.

Lo show ti mostra sensuale, libera e “fisica”. È il rifletto di un nuovo messaggio che hai voluto dare?
I temi della libertà e dell’esprimersi, nel senso di tirare fuori proprio istinto e la propria inclinazione, mi sono sempre stati cari. Abbiamo provato insieme ai ballerini con il coreografo Simone Baroni a raccontare questa cosa, il concetto proprio del lasciarsi andare, travolgere, do anche e vivere il corpo di quello che abbiamo al fianco, come fosse una continuazione di noi stessi. Quindi l’idea del corpo di ballo con me vicino era proprio quella di ricreare un braccio unico che prendesse tutto il palco.

Hai parlato sul palco di incognite. Ti fanno ancora paura nonostante il successo?
Quelle ci sono sempre. Non mi vergogno a dirlo e ad ammetterlo, ci sono un sacco di cose che lì per lì mi fanno pensare e mi lasciano, a volte, senza parole… Mi riempiono di dubbi, mi tengono sveglia la notte. La famosa tigre che mi parla sulla copertina del mio ultimo disco altro non è che la personificazione di questi continui pensieri. Ma le paure sono anche idee e creatività e forse tutte compenetrano.

Quindi non è intesa negativamente?
In realtà non vivo il dubbio come una cosa brutta, la vivo come un uno spunto creativo. Questa è la mia storia, la mia visione, le mie idee e i miei pensieri. Tutto quanto è legato quella che è la mia esperienza di vita. E non faccio altro che mettere sul palco e raccontare me stessa con le mie fragilità, i miei punti di forza e la voglia che ho di andare ad indagare.

Qual è il tuo stato d’animo attuale?
Sono in una fase della mia vita in cui voglio ascoltare i miei ritmi, le mie idee e quello che da dire. Sento di aver iniziato un percorso che credo avrà una strada ancora lunga. Abbiamo appena iniziato e voglio vivermela bene in tutte le sue tappe. Ce ne saranno tante, siamo solo all’inizio al primo capitolo, alla fine di questo percorso, cercherò di capire se prendermi una pausa. E probabilmente anche io dopo tutto questo avrò bisogno di andare in vacanza.

Cosa accadrà nei prossimi anni?
Di certo il capitolo zero è stato la pubblicazione dell’album. Poi il capitolo uno l’incontro nei palazzetti, succederanno altre cose e diverse, non necessariamente legate alla dimensione live.

Si avvicina la giornata mondiale contro la violenza sulle donne, il 25 novembre, qual è lo stato attuale dei fatti in Italia?
Non c’è dubbio che bisognerebbe parlare ancora di più della violenza all’interno dei rapporti di coppia, la violenza sulle donne è un tema che mi sta a cuore. Lo dico da sempre che la violenza e l’abuso non sono solo quelli fisici. Ci sono tante sfumature, anche difficili da riconoscere, come ad esempio il controllo economico oppure quello delle amicizie. E quindi, quello che mi sento di dire – e lo faccio sempre in realtà – è chiedersi continuamente, se il luogo in cui ti trovi le persone che hai intorno ti fanno stare bene, ti amplificano o ti riducono in un piccolo recinto? Se stai vivendo la seconda situazione allora è tutto sbagliato.

Partito da Jesolo con una doppia data sold out il 15 novembre, dopo Padova, il tour è arrivato a Roma il 21 novembre (sold out) dove replica anche il 22 novembre poi a Firenze, e ora due date tutte esaurite a Milano e così fino al 13 dicembre quando termina a Torino con un’altra data sold out da tempo.

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Il Fatto Quotidiano

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