SONDAGGIO - Arbitri nel caos, VAR impazzito e rigori contestati: come se ne esce?
- Postato il 9 gennaio 2026
- Di Virgilio.it
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Più che i singoli giocatori, dopo quanto visto in campo tra Milan-Genoa, Lazio-Fiorentina e Napoli-Verona, è il VAR a steccare. Non il Napoli di Antonio Conte che manca quando avrebbe potuto mettere via punti importanti in vista del big-match contro l’Inter che si scopre capolista, come non il Milan che si scopre debole con le piccole per non parlare del pasticciaccio brutto che abbiamo annotato in Lazio-Fiorentina. In discussione non è il rendimento o lo stato di forma dei calciatori, o le soluzioni adottate dalla panchina ma l’operato del VAR e, con esso, quello degli arbitri e del regolamento.
[iol_placeholder type="riddle" id="OK2ltBUK"/]I moviolisti si perdono nei meandri dell’interpretazione, cadono in perenni discussioni legate ai frame e alla sequenza delle immagini che in movimento dicono quel che analizzate smentiscono. Se il tema non è più la moviola in campo sì o no, adesso che il VAR è una certezza da tanti, forse troppi anni, vanno tirate le fila e compreso se la questione è il VAR in sé oppure le regole. Non più tardi di qualche giorno addietro, ricorrendo a parole decisamente forti, è stato Fabio Capello a estrarre dalla moltitudine dei temi la domandona: non sarebbe meglio mettere al VAR gli ex giocatori?
Un’ipotesi sviscerata chirurgicamente in ogni suo dettaglio per condurre a conclusioni opposte anche chi, nel suo passato, ha indossato gli scarpini per scendere in campo vedi il caso di Daniele Adani, il quale non ritiene questa strada quella da percorrere. Cambiare il regolamento come suggeriscono altri o chiarire i punti dell’interpretazione mettono ancora più in evidenza quanto le norme oggi sono fondamentali anche se con regolamenti alquanto interpretabili, misure diverse e un ricorso troppo frequente a VAR in casi che avrebbero bisogno di maggiore concretezza.