Smog in Italia, 13 città sono ancora fuorilegge

  • Postato il 9 febbraio 2026
  • Notizie
  • Di Virgilio.it
  • 2 Visualizzazioni

Migliora lo smog in Italia. La buona notizia arriva dal nuovo rapporto “Mal’Aria di città 2026” di Legambiente che fotografa lo stato della qualità dell’aria nei capoluoghi di provincia italiani. Nel 2025 sono scese a 13 le città che hanno superato i limiti giornalieri di polveri sottili PM10 contro i 25 del 2024, un miglioramento incoraggiante ma che non salva dalla preoccupazione dei limiti imposti dall’Europa nel 2030.

Le città che sono fuori legge

Il peggior capoluogo del 2025 è Palermo, con la centralina che ha registrato per ben 89 giorni dati oltre i limiti consentiti, confermando una criticità difficile da colmare. Seguono Milano, con 66 sforamenti rilevati dalla centralina di viale Marche, Napoli con 64 giorni oltre soglia presso l’Ospedale Pellegrini e Ragusa con 61 superamenti.

Sotto quota 60 si trovano Frosinone (55), Lodi e Monza (48), Cremona e Verona (44), Modena (40), Torino (39), Rovigo (37) e Venezia (36). Nel resto dei capoluoghi monitorati non si registrano sforamenti oltre i limiti di legge e, come già avvenuto negli ultimi anni, nessuna città supera i valori medi annuali previsti dalla normativa vigente per PM10, PM2.5 e biossido di azoto.

Un risultato che testimonia una tendenza positiva, ma che va letto con attenzione: il miglioramento non è uniforme sul territorio nazionale e resta fortemente influenzato da fattori climatici, geografici e infrastrutturali.

Un miglioramento lento

Dal report di Legambiente il calo è frutto di fattori naturali e politici: da una parte gli inverni sono meno rigidi, dall’altra le politiche locali sulla mobilità e sull’industria si sposano con una diffusione maggiore di veicoli moderni e meno inquinanti.

Rimane al centro il tema del traffico, una delle principali fonti di inquinamento urbano nei grandi centri, dove il parco auto continua ad avere tanti anni sulle spalle. Hanno una consistente responsabilità anche il riscaldamento domestico e la geografia, che in alcune aree favorisce il ristagno dello smog.

Preoccupano i limiti europei del 2030

Analizzando quelli che saranno i nuovi limiti europei del 2030 sulla qualità dell’aria, il quadro diventa decisamente allarmante. Secondo Legambiente, al momento risulterebbe fuori dai limiti il 53% delle città per il PM10, il 73% per il PM2.5 e il 38% per il biossido di azoto (NO₂).

In particolare, 33 città rischiano di non centrare gli obiettivi al 2030 anche mantenendo l’attuale ritmo di riduzione del PM10. Le più lontane dal target sono Cremona, Lodi, Cagliari, Verona, Torino e Napoli.

Ancora più critica la situazione del PM2.5, con 68 città su 93 che superano la soglia media annuale di 10 microgrammi per metro cubo. I casi più problematici restano Monza, Cremona, Rovigo, Milano, Pavia e Vicenza. Per quanto riguarda l’NO₂, 40 città su 105 non rispettano il nuovo valore limite europeo di 20 microgrammi per metro cubo, con Napoli, Torino, Palermo, Milano, Como e Catania tra le più esposte.

La sfida dei prossimi anni

Il quadro che emerge è quello di un’Italia che sta lentamente migliorando, ma che rischia di arrivare impreparata alla scadenza del 2030 senza un cambio di passo deciso. Servono politiche strutturali sulla mobilità, un’accelerazione sul rinnovo del parco auto, investimenti nel trasporto pubblico e una gestione più efficiente del riscaldamento urbano.

La strada verso città davvero più respirabili è ancora lunga. I numeri del 2025 mostrano che il miglioramento è possibile, ma anche che senza interventi più incisivi il traguardo europeo resta, per molti capoluoghi, ancora lontano.

Autore
Virgilio.it

Potrebbero anche piacerti