Slitta il referendum sulla legge attuativa sui vitalizi

  • Postato il 25 febbraio 2026
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Il Quotidiano del Sud
Slitta il referendum sulla legge attuativa sui vitalizi

Slitta il referendum la legge attuativa del voto sui vitalizi. La maggioranza, con la benedizione di Pittella, “apre” alla condivisione di un testo.


POTENZA – Dovranno attendere almeno un altro mese i promotori del referendum regionale per l’abrogazione dei mini-vitalizi per gli ex consiglieri regionali. E’ questo l’esito della seduta del parlamentino lucano di ieri sera che ha visto slittare a fine marzo-inizio aprile il voto   sul disciplinare per consentire i referendum abrogativi regionali proposto dalla minoranza. A “suggerire” il ritorno in commissione del testo è stato il presidente del Consiglio in persona, Marcello Pittella (Azione), benedicendo l’avvio di un dialogo tra la “sua” maggioranza e l’opposizione per provare a partorire un testo condiviso.

IL RITORNO IN COMMISSIONE E L’IMPEGNO DI MARCELLO PITTELLA

L’ex governatore aveva sottolineato l’esigenza di una «maggiore socializzazione politica della proposta», impegnandosi a riportare comunque il testo in aula «entro un mese», dopo questo ulteriore passaggio in Commissione. Durante la discussione la prima firmataria del disegno di legge datato 2024, Viviana Verri (M5s), aveva rivendicato l’insistenza affinché il testo fosse portato in aula già ieri. Data la «pressione» dell’opinione pubblica innescata dall’istituzione delle pensioncine per gli eletti di via Verrastro, e dall’avvio di una campagna referendaria per la loro abrogazione. Campagna rilanciata dal suo comitato promotore nonostante i correttivi approvati la scorsa settimana, sull’onda dell’indignazione popolare, al provvedimento  inserito a metà dicembre nella legge collegata al bilancio.  

REFERENDUM SULLA LEGGE VITALIZI: LA PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA E IL VUOTO NORMATIVO

La consigliera pentastellata ha poi ricordato l’«iter lungo e complesso» già percorso, «con osservazioni della Consulta statutaria recepite in emendamenti». Infine si è soffermata sulla necessità di colmare una volta per tutte un vuoto normativo dovuto alla mancanza degli strumenti attuativi degli istituti di partecipazione democratica regionale previsti dallo Statuto approvato nel 2016. Dunque «petizioni, leggi di iniziativa popolare, referendum abrogativi, propositivi e consultivi e l’istruttoria pubblica, con l’obiettivo di rafforzare la partecipazione attiva dei cittadini».

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LA RICERCA DI UNA CONVERGENZA UNANIME TRA LE FORZE POLITICHE

A convincere la consigliera M5s ad accedere alla proposta di un ritorno in commissione è stato il capogruppo del Pd, Piero Lacorazza. Dopo una significativa apertura alla ricerca di una «convergenza unanime sulla proposta» del presidente della commissione affari istituzionali, Francesco Fanelli (Lega), che ha sottolineato il breve tempo trascorso dal deposito degli emendamenti al testo originario. Lacorazza ha spiegato che un voto immediato, senza condivisione, avrebbe potuto portare al rigetto, rinviando di molti mesi l’attuazione degli strumenti di partecipazione.

LE CRITICHE DEL PD ALL’ATTUAZIONE DELLO STATUTO REGIONALE

Durante il dibattito è intervenuto anche un altro consigliere regionale Pd, Roberto Cifarelli, rilanciando le critiche di Lacorazza per una serie di inadempienze rispetto a quanto previsto dallo Statuto. «Dopo sette anni di governo del centrodestra  c’è una carenza di attenzione da parte della maggioranza nell’attuazione dello Statuto, al punto che temi di tale rilevanza sono stati affrontati attraverso una proposta di legge della minoranza». Ha dichiarato Cifarelli. «L’attuazione dello Statuto  dovrebbe rappresentare un impegno condiviso dell’intero Consiglio, mentre in Aula si registra l’assenza dei banchi del Governo».  

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