“Situazione insostenibile. Abbiamo bisogno di ritrovarci”, il vicepreside dell’istituto Virgilio sulla strage di Crans Montana

  • Postato il 7 gennaio 2026
  • Cronaca
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Il liceo Virgilio di Milano – nel giorno in cui si svolgono i funerali delle vittime – ha riaperto le porte ai suoi studenti di ritorno dalle vacanze natalizie. Nella sezione D del terzo anno, però, quattro banchi sono rimasti vuoti. Sono quelli dei ragazzi presenti al bar Le Constellation di Crans-Montana durante la notte di Capodanno. I giovani, due ragazzi e due ragazze, sono attualmente ricoverati all’ospedale Niguarda a seguito delle ustioni riportate nell’incendio.

Intervistato da Rtl 102.5, il vicepreside del liceo Mario Secone ha commentato così il delicato momento vissuto dalla scuola, che oggi – come si legge da un comunicato sul suo sito – “osserverà un minuto di silenzio per la commemorazione degli studenti italiani vittime della tragedia di Crans- Montana; l’inizio e la fine del momento di raccoglimento sarà segnalato dal suono della campanella”.

“Non siamo attrezzati a gestire le catastrofi e le tragedie” ha commentato Secone. L’uomo ha spiegato come a volte la scuola abbia affrontato situazioni delicate, come ad esempio situazioni di salute precarie da parte di alcuni studenti ma che una condizione del genere “ovviamente è al di sopra di ogni nostra esperienza passata e spero anche futura”.

Secone ha lamentato come stiano ricevendo “da tre o quattro giorni una pressione mediatica, sinceramente, per noi non sostenibile. Insomma non ce la facciamo e quindi abbiamo bisogno di rivedere i nostri studenti, di rivederli in faccia, di parlare con loro, di ascoltarli”. Soprattuto perché, fa notare l’uomo, “in fondo tutta questa ondata di emotività sicuramente li toccherà in un modo a volte silenzioso però che scava dentro in profondità”.

Nelle sue dichiarazioni Secone ha espresso la sua gratitudine verso istituzioni come l’Ordine degli psicologi e la Psicologia d’emergenza, che andranno nella scuola a incontrare gli studenti e che, con la classe dei ragazzi attualmente in ospedale, faranno un paio d’ora di attività. “Sono specialisti e ci fidiamo ciecamente di ciò che potranno fare di buono per questi ragazzi – ha detto il vicepreside – poi incontreranno anche i docenti e i genitori della classe in momenti successivi e quindi questo supporto ci aiuta molto e il resto saremo noi docenti con i nostri studenti delle classi”.

Le condizioni dei quattro studenti ricoverati sono gravi, e i giovani non sarebbero ancora fuori pericolo di vita. “Noi non li dimentichiamo e facciamo in modo soprattutto che questa nostra normalità non debba comportare il tradimento della loro memoria, della loro presenza, della loro necessità di tornare insieme a noi” ha affermato il vicepreside, che in chiusura è tornato sul bisogno di unione che l’intero liceo sente. “Quando chiuderemo i cancelli – ha concluso – non ce ne sarà più per la stampa, per le televisioni perché abbiamo bisogno di ritrovarci tra di noi e di rifare comunità”.

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