Siria, 155mila sfollati dopo il “rastrellamento” dell’esercito nel quartiere curdo di Aleppo. La replica: “Non ci hanno cacciati”
- Postato il 10 gennaio 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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Dopo gli scontri tra le forze governative e le milizie curde e il successivo cessate il fuoco, ad Aleppo è nuova crisi umanitaria. Il governatore Azzam al-Gharib ha dichiarato che le violenze delle ultime ore hanno causato lo sfollamento di circa 155mila persone dai quartieri di Sheikh Maqsud e Ashrafiyeh, dirigendosi verso altre zone della città del nord-est siriano e nelle campagne circostanti.
L’esercito ha comunicato di aver sospeso “tutte le operazioni militari nel quartiere Sheikh Maqsud di Aleppo, a partire dalle 15”, aggiungendo che le forze curde sarebbero state “trasferite” nella città di Tabaqa, controllata dai curdi, sempre nel nord-est. Un corrispondente dell’Afp fuori da Sheikh Maqsud ha udito sporadici colpi di arma da fuoco provenire dal quartiere dopo l’annuncio dell’esercito.
Quello dei giorni scorsi è stato definito dalle forze del nuovo esercito siriano, a sostegno dell’ex qaedista Ahmad al-Sharaa che proprio nelle aree curde ha ordinato negli anni passati esecuzioni sommarie e violenze contro la popolazione locale, un “rastrellamento di sicurezza“: “Annunciamo il completamento di un rastrellamento di sicurezza completo nel quartiere Sheikh Maqsud di Aleppo”, ha dichiarato l’esercito in un comunicato diffuso dai media statali, invitando i residenti a rimanere nelle proprie case.
Le forze curde, però, non ammettono la sconfitta e negano che l’esercito abbia preso il controllo dell’ultimo quartiere di Aleppo ancora in loro possesso. Il governo ha “diffuso affermazioni secondo cui avrebbe preso il controllo del 90% del quartiere di Sheikh Maqsud. Affermiamo categoricamente che queste affermazioni sono false e fuorvianti”, si legge in una nota.
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