"Sinner? Non lo farei mai". Dorothea Wierer netta su Jannik e Olimpiadi: "Meglio di così non potevo chiudere"

  • Postato il 12 gennaio 2026
  • Di Virgilio.it
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La leggendaria carriera di Dorothea Wierer è pronta a chiudersi col botto, ad Antersselva, tra le nevi di casa. È qui che il biathlon di Milano Cortina vivrà il suo sogno olimpico, è anche qui che la campionessa altoatesina chiuderà una volta per tutte con lo sport che tanto ha amato e che ha contribuito a rendere popolare tra gli italiani con le sue vittorie, i suoi duelli e – perché no – col suo indiscutibile fascino. A meno di un mese dalla spettacolare ribalta dei Giochi, Wierer si è raccontata in un intervista verità a La Stampa, firmata da Paolo Brusorio, in cui ha trattato vari argomenti. Sì: ha parlato anche di Jannik Sinner.

Dorothea Wierer e i Giochi di Milano Cortina

Appuntamento ad Anterselva, dunque, per il gran finale di una parabola sportiva da stella assoluta. Dorothea Wierer attende con trepidazione il momento delle gare tra le sue montagne, i suoi luoghi del cuore, i suoi amici e familiari che accorreranno in massa per incitarla. “Saranno le ultime gare della mia carriera: dove sono cresciuta e davanti a tutta la mia gente. Meglio di così non potevo chiudere e lo dico al netto dei risultati. Senza l’ossessione per l’oro“. Anche se, ovviamente, farà di tutto per portare a casa una medaglia. Una come lei non partecipa alle gare tanto per farlo, soprattutto alle Olimpiadi.

Da Wierer un no a Sinner: “E vi spiego perché”

A proposito di tifosi, c’è una sola cosa che Wierer invidia agli azzurri di altri sport, in particolare ai tennisti: “Il pubblico. Ma solo in Italia perché all’estero le tribune sono stracolme. Ecco, mi piacerebbe avere il tifo dei nostri tennisti. Anche se adesso hanno una pressione esagerata”. Che è poi il motivo per cui non farebbe mai a “cambio vita” con un altro altoatesino celebre, il più celebre di tutti: Jannik Sinner. “Mai”. E il perché è presto spiegato: “Non ha privacy che per me, invece, viene prima di tutto. Mia sorella ha dato lezioni di sci di fondo al suo manager a Sesto Pusteria e parlandogli ha conosciuto un po’ il mondo di Jannik. Poi, certo, mi fa piacere se mi riconoscono per strada“.

Biathlon, lo sport che Dorothea ha reso grande

Quando si parla di Sinner, di Wierer e in generale degli altoatesini riaffiorano quasi in automatico stucchevoli dibattiti sull’italianità. Wierer si è già espressa più volte a riguardo: “Basta, io sono orgogliosa di essere italiana e anche del posto dove sono nata. A qualcuno piace fare polemica giusto per mettersi in mostra”. A lei invece, almeno per un altro mesetto, interessa solo il biathlon: “Sì, sono orgogliosa del cambiamento e della crescita di questo sport. Una volta si festeggiava per un posto nei quaranta. Ora si fanno i pronostici su quante medaglie possiamo vincere senza contare che il biathlon è pazzo, un refolo di vento quando spari ti fa salire o scendere dal podio. Non ha eguali”.

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Virgilio.it

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