Sinner ko con Djokovic, Pegula tira fuori il retroscena e Volandri spiega perché Jannik perde sempre al 5° set
- Postato il 4 febbraio 2026
- Di Virgilio.it
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Il clamoroso flop di Jannik Sinner nella semifinale degli Australian Open contro Novak Djokovic tiene ancora banco tra gli appassionati e gli addetti ai lavori. Il rosso di San Candido sembrava avviato verso l’ennesima finale “annunciata”, o quanto meno “auspicata”, contro Carlos Alcaraz, invece ha ceduto sotto i colpi del vecchio leone serbo. Come è stato possibile? Un Sinner nella sua giornata migliore avrebbe retto l’urto del pur eccezionale fuoriclasse di Belgrado? E cosa provoca questa idiosincrasia di Jannik alle partite che si protraggono per più di quattro ore e che quindi, nella stragrande maggioranza dei casi, arrivano al quinto set?
- Sinner-Djokovic, la carica di Nole spiegata da Pegula
- Sinner allergico alle partite lunghe, l'analisi di Volandri
- Il capitano di Davis: "A novembre Jannik non aveva energie"
Sinner-Djokovic, la carica di Nole spiegata da Pegula
Ai primi punti interrogativi ha provato a dar risposta Jessica Pegula, campionessa statunitense del circuito WTA, che nel suo podcast Player’s Box ha dato un’interpretazione molto interessante della “carica speciale” messa in campo da Djokovic contro Sinner. Una versione tanto performante di Nole non la si vedeva da anni, soprattutto in rapporto alla prova deludente di due giorni prima contro Musetti. Secondo Pegula, a motivare enormemente Djokovic è stata la provocazione di un giornalista: “Pensi che inseguire Sinner e Alcaraz sia simile al tuo inseguire in passato Nadal e Federer? Credo che questo abbia motivato Novak a battere Jannik. È successo il giorno prima e credo che abbia acceso la fiamma di Nole”.
Sinner allergico alle partite lunghe, l’analisi di Volandri
Filippo Volandri, capitano azzurro di Davis, in un programma su Supertennis ha invece detto la sua sulla singolare “allergia” di Sinner alle partite lunghe. Disarmante lo score per il rosso di San Candido al quinto set, con addirittura otto sconfitte su otto nei match durati più di quattro ore. Per Volandri non è tanto una questione di tenuta fisica a limitare Jannik, quanto un fattore legato all’esperienza e alla compiuta conoscenza del proprio corpo e delle proprie possibilità. “Non si conosce ancora così bene da poter dire di sapere cosa fare perché ci è già passato e il suo corpo lo conosce bene”.
Il capitano di Davis: “A novembre Jannik non aveva energie”
Secondo Volandri “Jannik è migliorato tanto anche negli ultimi mesi, nonostante il fatto di non aver ancora un numero abbastanza alto di partite da poter dire: ‘Adesso arrivo lì e gestisco questa situazione perché so che ho margine’. Sinner sicuramente sa quando andare in una sorta di risparmio e lo ha dimostrato negli ultimi tornei indoor della scorsa stagione, dove fisicamente aveva un livello energetico bassissimo. Ma secondo me – la convinzione espressa dal capitano degli ultimi trionfi Davis dell’Italia – ancora non si conosce così bene quando arriva al quarto o al quinto set, quindi non sa bene come gestirsi”.