Sinner, il retroscena di Darderi: "Non parla mai". Altri veleni dalla Spagna su doping e squalifica Battaglino
- Postato il 1 marzo 2026
- Di Virgilio.it
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I silenzi di Sinner e le chiacchiere che, dalla Spagna, continuano a seminare dubbi e interrogativi sul rosso di San Candido, grande rivale di Carlos Alcaraz nella lotta per la leadership del tennis attuale. La parabola umana e sportiva di Jannik continua a seguire percorsi di difficile previsione, arricchendosi quasi quotidianamente di dettagli inediti, verità e retroscena. Curiosa la rivelazione di Luciano Darderi sul numero 2 della classifica ATP, in particolare sui suoi allenamenti. Velenose, invece, le ultime riflessioni in arrivo dalla Spagna sul suo conto: contengono nuove accuse, nuove ombre, relative – però – a un caso vecchio di quattro anni.
- La verità di Darderi sugli allenamenti di Jannik
- Le accuse di AS: Sinner, Battaglino e il Clostebol
- Le parole di Battaglino, squalificato quattro anni
- Lo stop per doping e il massaggio del fisioterapista
La verità di Darderi sugli allenamenti di Jannik
Partiamo da Darderi, grande protagonista sulla terra rossa cilena oltre che di un’intervista concessa a CLAY, in cui ha parlato proprio di Sinner: “È un gran bravo ragazzo. A Dubai, per le due ore di allenamento, non ha detto una parola. Ma non lo fa per motivi personali, è solo professionale: dietro le quinte, è molto divertente”. E ancora: “Di questi tempi lui e Alcaraz sono praticamente imbattibili. Contro Sinner ero molto nervoso all’inizio (agli ottavi degli Australian Open, ndr), poi mi sono rilassato e ho giocato davvero bene. Nel terzo set ho avuto cinque palle break, ho servito sul 2-0 al tie-break. Ti rendi conto che ti danno pochissime occasioni, ma se le sprechi, perdi la partita“.
Le accuse di AS: Sinner, Battaglino e il Clostebol
Meno rispettose, rispetto a quelle di Darderi, le considerazioni di AS. Che, chissà perché, ha deciso improvvisamente di tornare sulla vicenda Clostebol rispolverando il caso Battaglino, tennista italiano che nel luglio 2022 è arrivato alla posizione numero 760 del ranking e che è stato squalificato quattro anni, fino al primo febbraio 2027, per essere risultato positivo proprio al Clostebol, la stessa sostanza di Jannik. Perché il primo ha rimediato un lungo stop e il secondo se l’è cavata con tre mesi di sospensione concordata con la WADA? Se lo chiedono tra le righe i giornalisti della testata spagnola.
Le parole di Battaglino, squalificato quattro anni
Insieme a una serie di cosiderazioni fumantine sul fisioterapista Giacomo Naldi e sul preparatore Umberto Ferrara – “Una storia opaca e piena di asterischi” – AS ha contattato proprio Stefano Battaglino. A tutti gli effetti un ex tennista, visto che ormai lavora nell’azienda di famiglia. “Il tennis era il mio sogno, ma ormai non più. Durante questi anni non ho nemmeno potuto allenarmi in campi affiliati alla Federazione. A me non hanno lasciato nemmeno giocare a padel. Impossibile competere in qualsiasi cosa”. Insomma, un trattamento diverso rispetto a quello riservato a Sinner. “Anni fa ci ho giocato un paio di volte contro, eravamo nella stessa accademia a Bordighera. Lui allora aveva persino meno punti di me”.
Lo stop per doping e il massaggio del fisioterapista
La differenza col caso Sinner è che Battaglino non è riuscito a “dimostrare” che la contaminazione è avvenuta in modo accidentale a causa di un massaggio eseguito dal fisioterapista di un torneo ITF M15 di Casablanca, in Marocco. Fisio che ha negato tutto davanti al TAS, lasciando nei guai il tennista italiano. “Esistono centinaia di migliaia di farmaci con un piccolo indice dopante e allo stesso tempo dimostrabili come non vantaggiosi per la prestazione sportiva se usati in minima quantità. Si può entrarvi in contatto in modo fortuito, involontario, con molti di essi. Così – l’amarezza di Battaglino – non si può praticare sport. Genera ansia, stress… Non è vita per nessuno”.