Sinner guida i ribelli e manda un monito agli slam, Rublev all’attacco: “Ci ignorano”. Moutet pecora nera
- Postato il 22 maggio 2026
- Di Virgilio.it
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Sono giorni di grande tensione questi nel mondo del tennis, con alcuni giocatori, molti dei quali top player affermati sia a livello maschile che femminile, che hanno organizzato una protesta simbolica in occasione della conferenza stampa d’inaugurazione della 125esima edizione del Roland Garros per far sentire la loro voce contro gli slam. Uno degli attacchi più duri è arrivato da Andrey Rublev, mentre Corentin Moutet si schiera controcorrente rispetto ai suoi colleghi.
- La lista dei ribelli
- Sinner manda un monito agli tornei dello slam da Parigi
- Rublev attacca duramente gli slam: “Ci ignorano”
- Moutet controcorrente
La lista dei ribelli
Da circa metà aprile/inizio maggio si è inasprita la guerra tra tornei dello slam e giocatori, che dopo l’annuncio sul montepremi del Roland Garros hanno voluto far sentire la propria voce mandando una lettera al torneo, arrivando poi – come nel caso di Aryna Sabalenka e Jasmine Paolini – a minacciare il boicottaggio e, infine, optando per una protesta simbolica in occasione del primo media day del French Open in programma oggi venerdì 22 maggio.
Una protesta alla quale prenderanno parte alcuni dei giocatori più di spicco dei due circuiti. Questa la lista completa: Jannik Sinner, Alexander Zverev, Felix Auger‐Aliassime, Ben Shelton, Daniil Medvedev, Taylor Fritz, Alex De Minaur, Andrey Rublev, Casper Ruud, Jakub Mensik, Aryna Sabalenka, Elena Rybakina, Iga Swiatek, Coco Gauff, Jessica Pegula, Elina Svitolina, Mirra Andreeva e Belinda Bencic.
Sinner manda un monito agli tornei dello slam da Parigi
A guidare la protesta ci sono anche i numeri uno delle classifica femminile e maschile, ovvero Sabalenka e Sinner, che in conferenza stampa al Roland Garros ha spiegato come i giocatori non abbiano nulla contro i giornalisti e andato un monito agli altri tornei dello slam:
“Non abbiamo nulla contro i giornalisti. Siamo felici di adempiere agli obblighi che dobbiamo rispettare. Stiamo solo ponendo dei limiti. Si tratta di cercare di metterci in una posizione in cui anche noi abbiamo voce in capitolo, e penso che sia giusto farlo. Come ho già detto a Roma, abbiamo aspettato un anno per avere una piccola risposta. Noi siamo molto uniti e stiamo tutti molto insieme. È una questione di rispetto. Quando dobbiamo aspettare più di un anno solo per una piccola risposta, non è bello. Allo stesso tempo, sento parlare solo di montepremi, ma parliamo anche della pensione, che è un argomento molto importante. Vediamo come andrà. Vediamo anche come gli altri tornei del Grande Slam reagiranno dopo questo“.
Rublev attacca duramente gli slam: “Ci ignorano”
Tra i primi parlare oggi durante la protesta al Roland Garros c’è stato Rublev, che non ha risparmiato critiche accese ai tornei dello slam, accusati di ignorare i giocatori e di non preoccuparsi del loro benessere: “Quando cerchi di comunicare e lavorare con qualcuno per anni e non funziona, e nessuno ti presta attenzione, a un certo punto senti di dover fare qualcosa, di dover esigere la loro attenzione. Cerchiamo di spiegare loro certe cose, che potrebbero essere fatte meglio. Non si tratta solo di soldi, ci sono tanti aspetti ma non ci ascoltano. Non rispondono”.
“Vi faccio un esempio: inviare un’email ufficiale e non ricevere riscontro per mesi. Vi importa così poco di noi da non degnarvi nemmeno di comunicare con noi? Stiamo cercando di fare qualcosa per aiutare il tennis a evolversi, in modo che tutti siano contenti, ma non può andare tutto nella stessa direzione e non si possono usare i giocatori. Non è il modo giusto di fare le cose. Vogliamo solo comunicare, siamo completamente trasparenti. Abbiamo già parlato di pensioni, fondi bonus. Vi chiediamo di ascoltarci e di comunicare con noi”.
Moutet controcorrente
Non tutti i giocatori però hanno aderito a questa iniziativa, come il francese Moutet, che in conferenza stampa ha ammesso di non voler appartenere ad alcun movimento e che nel tennis ognuno pensa esclusivamente ai propri interessi: “Non appartengo a nessun movimento. È uno sport individuale. Se ci fosse un movimento, credo che tutti i giocatori si sarebbero uniti molto prima. È uno sport individuale; ognuno pensa ai propri interessi. L’unico obiettivo che seguo è quello di giocare bene, di fare meglio di quanto ho fatto ultimamente. Per me, la priorità è la prestazione sportiva prima di ogni altra cosa”.