Sinner, Ferrara e la verità sul caso Clostebol: le colpe di Naldi. Attacchi durissimi dal preparatore di Berrettini
- Postato il 3 aprile 2025
- Di Virgilio.it
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La verità di Umberto Ferrara. La vicenda doping che ha riguardato Jannik Sinner sta arrivando alla sua conclusione definitiva con il numero 1 al mondo che tornerà agli allenamenti “ufficiali” tra meno di due settimane prima del rientro agli Internazionali di Roma. E oraa che la storia sembra trovare la sua conclusione, l’ex preparatore rompe il silenzio.
La scelta del silenzio
Ferrara, così come Giacomo Naldi (il fisioterapista, ndr), ha scelto la strada del silenzio nel corso di questi mesi. Ha accolto il licenziamento dal team di Sinner senza pronunciarsi e ha da poco cominciato una nuova esperienza con Matteo Berrettini. E solo ora arrivano le sue prime parole che sono molto pesanti: “Era giusto attendere la pronuncia degli organi competenti, che non mette in dubbio il mio operato. Ho subito un grave danno alla mia reputazione personale e professionale. Tutti hanno letto articoli o commenti che riportavano i fatti in maniera non conforme a quanto accertato dal Tribunale Indipendente con la sentenza del 19 agosto”.
La ricostruzione dei fatti
Nel corso dell’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, Ferrara fa chiarezza su quanto successo a Indian Wells: “Il trofodermin è un farmaco che utilizzo per una patologia cronica. Lo custodisco con la massima cautela. Io non ho consegnato nulla a Naldi, gliene ho suggerito l’utilizzo perché aveva un taglio a un dito che non cicatrizzava. Ma fui molto chiaro nel comunicargli la natura del prodotto e che non doveva entrare in contratto con Jannik. Naldi non ha negato di essere stato informato ma ha detto di non ricordare”.
L’attacco ai media
Nelle parole di Ferrara alla Gazzetta dello Sport non c’è un attacco diretto al comportamento di Giacomo Naldi ma tra le righe della sua intervista, una sensazione di delusione per quanto avvenuto traspare ma soprattutto il preparatore atletico mette in evidenza il modo in cui è stata affrontata la vicenda soprattutto dal punto di vista mediatico: “Mi ha fatto soffrire la superficialità, a volte aggravata dalla malafede, con cui molte persone hanno trattato la mia posizione all’interno della vicenda”. Mentre per Sinner ci sono solo parole positive: “Ha mostrato una maturità fuori dal comune sostenuta dalla convinzione di essere nel giusto. Ha un’etica del lavoro e una dedizione speciale. Ho sofferto per la chiusura del rapporto ma ero consapevole che poteva essere uno degli epiloghi possibili”.