Sinner e Alcaraz tutelati, Becker dà ragione a Zverev e lancia l’allarme: Carlos polemico con l’Australian Open
- Postato il 1 febbraio 2026
- Di Virgilio.it
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Nel corso delle ultime stagioni Jannik Sinner e Carlos Alcaraz si sono confermati come i dominatori assoluti del tennis maschile. I primi due giocatori al mondo hanno infatti scavato un solco enorme tra loro e gli altri giocatori, dando vita a un vero e proprio duopolio, con gli avversari obbligati ad accontentarsi delle briciole. Secondo alcuni però questo loro dominio sarebbe favorito dalle tutele nei loro confronti da parte dei vertici del tennis mondiale, con due episodi a loro favorevoli verificatisi durante l’Australian Open che hanno acceso la polemica.
- Alcaraz e Sinner tutelati, all’Australian Open scoppia la polemica
- Becker lancia l’allarme: “Dobbiamo tenere d'occhio le regole per Sinner e Alcaraz”
- Alcaraz furioso per la chiusura del tetto in finale
Alcaraz e Sinner tutelati, all’Australian Open scoppia la polemica
Con la fine dell’era dei Big3 molti temevano che il tennis maschile potesse perdere parte del suo appeal agli occhi degli appassionati. Se ciò non si è verificato è soprattutto merito di Sinner e Alcaraz, che a suon di titoli e record hanno subito conquistato il cuore dei tifosi. Una situazione che ovviamente fa gioco ai vertici del tennis, che secondo alcuni starebbero tutelando le proprie galline dalle uova d’oro.
Una polemica nata già nel corso della passata stagione quando si discuteva sull’uniformità delle superficie tra i vari tornei del tour ed esplosa in maniera ancora più decisa nel corso degli ultimi Australian Open per via di due episodi che hanno alimentato i sospetti: il primo riguarda Jannik, “salvato” dalla Heat Rule durante il suo terzo turno contro Eliot Spizzirri; il secondo invece Carlos, che ha usufruito di un medical time-out nonostante non avesse alcun problema muscolare ma dei semplici crampi scatenando l’ira del suo avversario Alexander Zverev.
Becker lancia l’allarme: “Dobbiamo tenere d’occhio le regole per Sinner e Alcaraz”
A dire la sua sulla questione è stato anche Boris Becker, che intervenuto a TNT Sports ha dato ragione a Zverev riguardo quanto successo nella sua semifinale contro Alcaraz e lanciato l’allarme: “Sascha ha perfettamente ragione, chiunque sarebbe andato nel panico in quel momento. Perché stava vincendo. Se Alcaraz avesse dovuto continuare a giocare, non sarebbe stato in grado di continuare. Alcaraz è un ragazzo intelligente, ha detto di aver sentito un leggero dolore, ecc. Hai il diritto di chiedere un timeout medico. Naturalmente, l’arbitro non può saperlo, né può saperlo il giudice capo. Dobbiamo credere ad Alcaraz quando dice di aver sentito una sensazione di stiramento, un infortunio, ma il fatto che tre ore dopo si sia rivelato un crampo e non un infortunio dimostra chiaramente che hanno giocato a lungo. È una situazione difficile, e Sascha si riferisce ovviamente a entrambi i giocatori, quindi Sinner è tutelato, così come Alcaraz. Non posso dire nulla su Sinner al momento, ma dobbiamo tenere d’occhio le regole per Sinner e Alcaraz, così come per gli altri giocatori”.
Alcaraz furioso per la chiusura del tetto in finale
In realtà però Sinner e Alcaraz non hanno fatto nulla contro il regolamento. La Heat Rule che ha “salvato” Jannik infatti esiste da tempo e prevede che in caso di condizioni estreme il match venga sospeso per chiudere il tetto e consentire ai tennisti di giocare in condizioni climatiche non pericolose. Per quanto riguarda Carlos è vero che i crampi non possono essere curati in campo dal fisioterapista, ma a decidere se un giocatore merita o no il trattamento è proprio quest’ultimo, che può essere chiamato dai giocatori per avere una valutazione, come fatto dallo spagnolo.
A conferma di come Sinner e Alcaraz non ricevano un trattamento di favore anche un episodio avvenuto al termine del secondo set della finale, quando Carlos si è lamentato con l’arbitro e poi con il supervisore del torneo per la decisione di chiudere parzialmente il tetto nonostante le condizioni climatiche non lo rendessero necessario. Nonostante le lamentele dello spagnolo però gli organizzatori non hanno fatto alcun passo indietro, spiegando al giocatore come quella sia stata una scelta per cautelarsi visto il rischio di forte vento e pioggia che erano previsti a Melbourne.