Sinner-Alcaraz, Mouratoglou e Medvedev li esaltano e spengono Toni Nadal e Tsonga: Bartoli “sotto choc” per Jannik
- Postato il 3 gennaio 2026
- Di Virgilio.it
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Grazie agli incredibili successi ottenuti che già a 24 e 22 anni li hanno consacrati tra i migliori giocatori di sempre, Jannik Sinner e Carlos Alcaraz stanno dando vita a una delle rivalità più entusiasmanti nella storia di questo sport. Non tutti però sembrano concordare sul loro valore, come Toni Nadal e Jo-Wilfried Tsonga, che negli ultimi mesi avevano ridimensionato il loro dominio puntando il dito sui rivali, a loro parere non al livello di quelli affrontati in passato per esempio dai Big3. Una teoria che non ha convinto affatto il celebre coach Patrick Mouratoglou, che ha risposto direttamente all’ex giocatore francese, e che non trova grande riscontro con la realtà, come si evince dalle parole di Daniil Medvedev.
- Medvedev: Sarà quasi impossibile vincere con Sinner e Alcaraz”
- Mouratoglou: “Non sono d’accordo con Tsonga”
- Bartoli: “Sinner mi ha lasciato in stato di choc”
Medvedev: Sarà quasi impossibile vincere con Sinner e Alcaraz”
L’avvento di Sinner e Alcaraz subito dopo l’era dei Big3 sembra aver infastidito alcuni protagonisti dell’era tennistica precedente, come Toni Nadal e Tsonga, che avevano sminuito il loro dominio insinuando che esso fosse dovuto alla presenza di rivali non competitivi come un tempo.
Teoria che però non trova riscontro nelle parole di Medvedev – un giocatore capace di vincere uno slam battendo Djokovic e che ha affrontato e battuto anche Nadal – il quale nella sua prima conferenza stampa del 2026 ha ribadito la netta superiorità di Sinner e Alcaraz rispetto a tutti: “La verità è che questi due giocatori sono più forti degli altri in questo momento, non c’è molto altro da aggiungere. La loro potenza da fondo campo è superiore a quella del resto dei giocatori, si muovono con un’intensità pazzesca e servono in modo brillante. Se riusciranno ad avere la stessa costanza mostrata l’anno scorso, sarà quasi impossibile per chiunque reggere il loro passo. L’importante è affrontarli il più possibile. Se giochi contro di loro dieci volte, aumentano le probabilità che tu possa batterli almeno in un’occasione”.
Mouratoglou: “Non sono d’accordo con Tsonga”
A non concordare con Toni Nadal e Tsonga è anche il celebre allenatore Mouratoglou, che in un video pubblicato su Instagram ha risposto direttamente all’ex giocatore francese: “Non sono d’accordo con ciò che ha detto Tsonga. Non credo affatto che questi ragazzi di cui parliamo, cioè Draper, Rune, De Minaur, Fritz, Shelton e Auger-Aliassime, non siano molto forti o pericolosi. Sono giocatori di primo piano. Mi dispiace Jo, ma non sono sicuro che li avresti battuti tutti regolarmente”.
Mouratoglou ha poi spiegato come il paragone con giocatori che hanno già concluso la carriera e quindi ottenuto più successi, rispetto a chi magari ha 25/26 anni, facendo l’esempio di Wawrinka: “A 29 anni Wawrinka era un buon giocatore, niente di più. Quando aveva 31 anni, era un triplo campione Slam. Non dimenticate nemmeno che Sinner e Alcaraz hanno dovuto battere un Djokovic che aveva 23 Grand Slam per vincere i loro primi Major. Quando Novak ha vinto tre dei quattro Grand Slam raggiungendo la finale del quarto, ha perso contro Alcaraz. Non posso credere che dire che questi due ragazzi vincono i tornei a causa del livello degli altri giocatori della top 10 renda loro giustizia, il loro livello è incredibile”.
[iol_placeholder type="social_instagram" id="DTBBMDKDB0G" max_width="540px"/]Bartoli: “Sinner mi ha lasciato in stato di choc”
Sinner e Alcaraz non sono solo dei fenomeni assoluti su un campo da tennis, ma sono visti anche come due esempi di grande sportività e positivi per i più piccoli, motivo per cui la loro rivalità è ancora più apprezzata. A proposito Marion Bartoli ha raccontato un’aneddoto sulla finale del Roland Garros che dimostra ancora una volta l’enorme educazione e gentilezza di Jannik: “Si è sforzato di alzarsi, è venuto verso di me e io ho pensato: ‘Ma sta venendo davvero verso di me?’. Si è avvicinato e ovviamente mi sono alzata davanti a lui. Mi ha detto: ‘Oh cavolo! È stato davvero bello con le tue interviste in questi 15 giorni. Non vedo l’ora di vederti a Wimbledon’. E io ero in stato di choc perché, dopo quasi sei ore di gioco in campo, si ricordava ancora chi ero e si è sforzato di alzarsi e venire da me. Io avrei distrutto tutto ciò che era possibile distruggere nello spogliatoio se avessi perso una finale del Grande Slam in casa dopo aver avuto tre match point. E sicuramente non mi sarei sforzata di andare intorno per salutare qualcuno che lavora per la televisione”.