Sinner-Alcaraz, il paradosso montepremi: l’esibizione a Seoul vale come l’Australian Open, dove la cabala dice Carlos
- Postato il 10 gennaio 2026
- Di Virgilio.it
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Il primo, anche se non ufficiale, incontro tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz a Seoul si è concluso con la vittoria dello spagnolo in un’esibizione utile a entrambi per valutare i frutti della preparazione invernale e ritrovare sensazioni positive in vista dell’Australian Open, ma anche a incassare una cifra considerevole, pari quasi a quella che si porterà a casa il vincitore del primo slam dell’anno, dove – secondo la cabala – a trionfare sarà il numero 1 al mondo.
- Sinner e Alcaraz in viaggio insieme per Melbourne
- Il paradosso dei montepremi: l’esibizione a Seoul vale quasi come vincere l’Australian Open
- Australian Open, per la cabala il campione sarà Alcaraz
Sinner e Alcaraz in viaggio insieme per Melbourne
Per non rischiare di perdere l’abitudine, Sinner e Alcaraz hanno deciso di aprire la stagione 2026 esattamente come avevano chiuso quella del 2025, ritrovandosi a distanza di quasi due mesi dall’atto conclusivo delle ATP Finals uno contro l’altro a Seoul, questa volta però per un’esibizione utile a testarsi in vista del vero obiettivo di questo inizio di stagione, ovvero l’Australian Open.
Australian Open che li accoglierà presto, visto che poche ore dopo l’incontro vinto da Alcaraz i due hanno preso un volo insieme da Seoul per dirigersi a Melbourne, dove prima di iniziare il loro percorso nel tabellone principale saranno impegnati in alcuni eventi della opening week, tra cui anche il 1 Point Million Slam.
Il paradosso dei montepremi: l’esibizione a Seoul vale quasi come vincere l’Australian Open
L’esibizione a Seoul è stata utile a Sinner e Alcaraz anche per rimpinguare ulteriormente le loro casse (non che ne avessero bisogno). Dopo che nei giorni scorsi in molti avevano speculato sull’entità del cachet riservato ai due giocatori, oggi sono circolate nuove informazioni secondo cui entrambi avrebbero incassato circa 2 milioni di euro. Una cifra considerevole e che come – anche se non nella stessa misura – il 6 Kings Slam appare quasi paradossale. Questo perché l’assegno percepito in Corea del Sud vale quasi quanto un percorso vittorioso all’Australian Open (2,38 milioni di euro), ovvero uno dei quattro tornei più prestigiosi in calendario. Anzi, uno tra Jannik e Carlos è già sicuro di aver incassato più a Seoul di quanto potrà guadagnare a Melbourne, dove la finale assegnerà 1,24 milioni di euro.
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Per quanto utile e interessante comunque l’esibizione di Seoul non può essere presa in considerazione come un test vero e proprio verso l’Australian Open, dove il favorito sulla carta è certamente Sinner che ha vinto le ultime due edizioni, anche se per la cabala il 2026 sarà l’anno di Alcaraz nella terra dei canguri.
Almeno stando a una curiosa statistica riguardante Jannik, Federer e Nadal, che conquistarono il loro primo titolo all’Australian Open alla loro quinta partecipazione all’età di 22 anni, esattamente la stessa età di Carlos che si appresta a partecipare all’Happy Slam anche lui per la quinta volta. Una sorta di profezia che ne ricorda un’altra che aveva già sorriso allo spagnolo (peraltro sempre a danno di Sinner), che come il suo idolo Rafa conquistò il quinto slam della carriera a 22 anni, un mese e tre giorni al Roland Garros.
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