Sindacalista invalido licenziato, la diffida non ferma lo sciopero alla Rcm: “Deve essere reintegrato”

  • Postato il 19 gennaio 2026
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  • Di Genova24
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fillea cgil sciopero rcm

Genova. Lavoratori in sciopero stamattina nel cantiere del ribaltamento a mare di Fincantieri, dove opera la Rcm Costruzioni. Bloccato l’accesso di Multedo con un presidio a partire dalle 7 del mattino. Tutto nasce dal licenziamento per giusta causa di un delegato sindacale che ha fatto scattare la mobilitazione della Fillea Cgil. Negli scorsi giorni era arrivata la diffida dell’azienda, che aveva contestato la versione diffusa dal sindacato e aveva chiesto di revocare la protesta minacciando azioni legali, ma la missiva non è servita a spegnere la miccia.

“Parliamo di un uomo di sessant’anni che da quaranta lavora nelle grandi opere – spiega Federico Pezzoli, segretario genovese della Fillea Cgil -. All’inizio veniva considerato un po’ come un maestro, poi ha iniziato a fare osservazioni sulle troppe ore di straordinari e problematiche di sicurezza, ed è stato visto come un piantagrane. È un lavoratore invalido, hanno trovato il pretesto per accusarlo di imboscarsi ed è nata una discussione che ha portato al licenziamento. Ma la vera causa è un’altra”.

Dal canto suo l’azienda ha smentito l’esistenza di segnalazioni in tema di sicurezza, sostenendo che l’unica ragione del licenziamento, avvenuto per giusta causa, è stata il “venir meno del vincolo fiduciario con il dipendente a seguito del grave comportamento tenuto dallo stesso” in occasione di un episodio risalente all’11 dicembre. La Rcm Costruzioni – società campana che ha vinto numerosi appalti per opere marittime e infrastrutturali in tutta Italia – ha definito “illegittimo” lo sciopero proclamato dalla Fillea e ha lamentato “gravissime ripercussioni sulla produttività del cantiere“, appellandosi alla “libertà di impresa”.

“L’adesione allo sciopero è stata totale, siamo soddisfatti – replica Pezzoli -. Noi ovviamente chiediamo il ritiro del licenziamento e il reintegro del lavoratore. Stamattina siamo stati convocati in Comune dall’assessore al Lavoro Emilio Robotti per trovare una soluzione, anche perché il nostro delegato è vicino alla pensione”.

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Dopo l’iniziale adesione di tutte le sigle confederali, la Feneal Uil ha inviato una rappresentanza con una bandiera al presidio, mentre la Filca Cisl ha deciso di sfilarsi. “Dopo un confronto interno, i nostri iscritti hanno deciso responsabilmente di non aderire allo sciopero – spiega il segretario generale ligure Andrea Tafaria. La scelta mira a favorire un incontro a breve con l’azienda per chiarire i fatti e tutelare l’occupazione. La Filca Cisl conferma il proprio impegno nella difesa dei diritti, della dignità e della sicurezza dei lavoratori. Ribadiamo la netta contrarietà a qualsiasi atto discriminatorio o ritorsivo verso i delegati sindacali. In questa fase riteniamo prioritario il confronto sindacale e la contrattazione. Il dialogo è considerato lo strumento più efficace per affrontare le criticità del cantiere. Continueremo a seguire con attenzione l’evolversi della situazione. Ci riserviamo comunque ogni iniziativa sindacale necessaria: interverremo qualora il confronto non porti chiarezza e soluzioni adeguate”.

Nel frattempo il caso sbarca in Parlamento con un’interrogazione presentata da Tino Magni, senatore di Alleanza Verdi Sinistra, rivolta alla ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone per “acquisire con urgenza informazioni dettagliate sull’accaduto e di verificare se il licenziamento sia compatibile con la normativa vigente in materia di libertà sindacali e tutela di chi segnala situazioni di pericolo nei luoghi di lavoro, oltre ad accertare le condizioni di salute e sicurezza all’interno del cantiere”.

“In un paese dove abbiamo mediamente 3 infortuni mortali al giorno la vera prevenzione è intervenire e segnalare le situazione di pericolo, proprio come ha fatto giustamente questo delegato sindacale – sottolinea Magni -. La Commissione d’inchiesta sulle condizioni del lavoro da me presieduta ha messo a punto un decalogo che evidenzia proprio l’importanza e la necessità delle azioni preventive”.

Avs Liguria e Genova ha aderito al presidio della Fillea. “Nel giro di qualche mese a Genova abbiamo assistito al licenziamento prima di un gruppo di donne impiegate presso il Novotel per aver denunciato, attraverso lo sciopero, le pessime condizioni lavorative, e adesso il licenziamento del sindacalista che ha segnalato la mancanza di sicurezza sul luogo di lavoro – osserva Simona Cosso, segretaria genovese di Sinistra Italiana e presidente del Municipio Centro Est -. Per le prime abbiamo rivendicato l’immediato reintegro in piazza insieme alla CGIL, e oggi facciamo lo stesso per il sindacalista licenziato dalla Rcm poiché crediamo che il diritto di mobilitazione e sciopero sia un diritto sacrosanto garantito dalla Costituzione. Nessuno – conclude Cosso – metta in dubbio il ruolo dei sindacati e delle Rsu”.

Autore
Genova24

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