Si ricostruisce la torre della cattedrale di Saint-Denis. Intervista al responsabile del progetto
- Postato il 17 gennaio 2026
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Nella periferia nord di Parigi stanno ricostruendo la flèche della famosa basilica di Saint-Denis, culla del gotico, che accoglie la necropoli dei re e delle regine di Francia. Dal re Dagoberto all’abate Suger: è una storia millenaria, quella dell’edificio religioso. È uno degli edifici simbolo dell’architettura e della storia francese che accoglie i monumenti funebri dei sovrani, dal IX secolo alla Rivoluzione (quando le tombe vennero profanate). Anche i resti di Luigi XVI e Maria Antonietta, ritrovati nel 1815 dopo la Restaurazione, sono inumati nella cripta, sotto lastre di marmo nero che riportano i loro nomi. Un intervento così importante – la ricostruzione di una torre alta 90 metri – in un edificio dal valore fortemente simbolico ha suscitato non poche polemiche fra i favorevoli a riportare la facciata all’aspetto che aveva fino alla prima metà dell’Ottocento e i contrari a un’operazione giudicata “superflua”. Sul cantiere di Saint-Denis incontriamo Nicolas Matyjasik, direttore generale di Suivez la Flèche, l’associazione che coordina il progetto di ricostruzione.

L’associazione Suivez la Flèche
Oggi i visitatori della basilica si attestano attorno ai 150 mila l’anno. Il cantiere didattico – dove si osservano gli artigiani tagliare a mano le pietre che arrivano da una cava dell’Oise, i fabbri che riparano alla forgia gli utensili, la sala immersiva con le proiezioni che ripercorrono la storia del monumento, il percorso informativo – servirà, nelle speranze dell’associazione Suivez la Flèche, a invogliare più turisti a raggiungere questa periferia parigina multietnica. In pieno rinnovamento, non solo per il cantiere della basilica.
Intervista a Nicolas Matyjasik
Ci racconta come sono andate le cose storicamente? Come si è arrivati all’abbattimento della torre?
Per capire la situazione bisogna riavvolgere il film della storia fino agli Anni Trenta e Quaranta dell’Ottocento, quando ripetute tempeste e fulmini danneggiarono la torre nord rendendola pericolante. Nel 1846 l’architetto François Debret, responsabile del monumento su cui aveva già effettuato interventi che avevano suscitato non pochi dubbi, decide per la demolizione della torre nord. Nell’incarico gli succede Eugène Viollet-le-Duc che completa lo smantellamento della torre disperdendone le pietre. Il suo obiettivo era un’ambiziosa ricostruzione della facciata con due torri simmetriche: progetto giudicato troppo ambizioso e costoso che non avrà mai seguito. Per gli abitanti di Saint-Denis rimarrà da allora una ferita aperta e i progetti di ricostruzione si susseguono in particolare negli ultimi decenni, sostenuti dagli amministratori locali.
Fra gli altri, quello proposto dagli architetti Jacques Lavedan e Patrice Ceccarini nel 1992: una torre in cemento e metallo, sormontata da una guglia di cristallo. Le istanze per il rimontaggio della torre si fanno più pressanti fra il 2012 e il 2015 quando tutta la facciata della basilica, è sottoposta a lavori di restauro che cancellano la patina nera del tempo posatasi sul monumento. Quando si è presa la decisione di ricostruire la torre?
È stato l’allora presidente François Holland che nel 2015 viene a Saint-Denis e dà il via libera al progetto di ricostruzione della torre. L’idea del comitato promotore era quella di ispirarsi al castello di Guédelon in Borgogna dove, da quasi trent’anni, si sta ricostruendo una fortezza medievale con le tecniche dell’epoca appoggiandosi all’autofinanziamento.
Un’idea, quella della ricostruzione usando materiali e tecniche d’epoca, cara a Jacques Moulin, capo architetto dei Monumenti storici, che in quegli anni aveva la responsabilità su Saint-Denis, Versailles e altri importanti monumenti francesi.
Jacques Moulin, che ha passato il testimone a Christophe Bottineau come architetto responsabile del progetto di ricostruzione, ha avuto un ruolo importante nei restauri della basilica che si sono conclusi nel 2023.
A quanto ammonta il costo della ricostruzione della torre e chi sostiene le spese?
Fin dal primo momento ci è stato detto che non ci sarebbero stati finanziamenti da parte dello Stato. Inizialmente sono intervenuti degli sponsor privati poi gli enti territoriali – comune, regione, dipartimento – hanno creato l’associazione Suivez la flèche che seguirà il progetto di qui al 2030, quando contiamo di terminare i lavori. A dicembre 2020 sono arrivati i primi 20 milioni di euro che ci hanno dato la sicurezza di poter partire a cui si sono aggiunti altri contributi della Métropole du Grand Paris e vari altri mecenati: in totale è un progetto da 38 milioni di euro.
Questo vi permetterà di accelerare i lavori rispetto all’idea iniziale di autofinanziamento?
Ci siamo resi conto che qui non siamo nella campagna della Borgogna e non avremmo potuto occupare un centro urbano con un cantiere di 30 o 40 anni. Tuttavia, l’idea di ricostruire con tecniche d’epoca è rimasta: è un cantiere didattico, visitabile, dove circa il 15 per cento delle 15.228 pietre necessarie per completare la torre verrà tagliato sul posto da artigiani specializzati. Già adesso i visitatori possono assistere a questo lavoro: in inverno le pietre vengono tagliate e stoccate, mentre il rimontaggio riprenderà a marzo, come avveniva un tempo. Unica concessione alla modernità è stato il montacarichi per far salire le pietre.
Dario Bragaglia
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L’articolo "Si ricostruisce la torre della cattedrale di Saint-Denis. Intervista al responsabile del progetto" è apparso per la prima volta su Artribune®.