Si conclude alla Galleria Nazionale di Cosenza la IV edizione del Festival del flauto

  • Postato il 27 gennaio 2026
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Il Quotidiano del Sud
Si conclude alla Galleria Nazionale di Cosenza la IV edizione del Festival del flauto

Tra arte, concerti e masterclass si conclude con un bilancio positivo la IV edizione del Festival del flauto, promossa dall’Associazione Flautisti Calabresi.


COSENZA – La Calabria ha vibrato al ritmo della musica classica. Sabato 24 e domenica 25 gennaio 2026, la Galleria Nazionale di Cosenza – Palazzo Arnone si è trasformata in un luogo sospeso nel tempo, dove l’arte ha incontrato il respiro della musica e la bellezza del paesaggio ha amplificato ogni emozione. Dalle ampie finestre, lo sguardo correva verso Cosenza e il suo Castello, mentre all’interno le note del flauto si libravano leggere, potenti, indimenticabili.

La IV Edizione del Festival del Flauto, promossa dall’Associazione Flautisti Calabresi e diretta dal maestro Francesco Guido, ha confermato la sua forza evocativa e il suo valore culturale. Un evento capace di fondere spettacolo, formazione e patrimonio artistico in un’esperienza totalizzante. Protagonista assoluto, il flauto: strumento antico e moderno al tempo stesso, voce dell’anima e simbolo di equilibrio, raffinatezza e virtuosismo. In ogni concerto ha raccontato storie, evocato paesaggi interiori, dialogato con il silenzio e con altri strumenti, regalando al pubblico momenti di autentica magia. Dal lirismo più delicato alle esplosioni di tecnica mozzafiato, la musica ha avvolto le sale del Palazzo Arnone in un abbraccio sonoro di rara intensità.

Si conclude alla Galleria Nazionale di Cosenza la IV edizione del Festival del flauto

A rendere questa edizione memorabile è stata anche la presenza di artisti di grande prestigio: Andrea Oliva, Claudio Montafia, Mario Bruno, Roberta Presta, Raquele Magalhães, Lello Narcisi, Matteo Evangelisti, Andrea Manco e Nicola Mazzanti. Musicisti che hanno portato sul palco non solo eccellenza tecnica, ma visione, passione e un profondo senso di condivisione artistica. I concerti, aperti al pubblico, hanno visto il flauto intrecciarsi con pianoforte, ottavino e altre sonorità, creando atmosfere sospese tra sogno e meraviglia.

Il maestro Andrea Oliva riceve la nomina di presidente onorario dell’Associazione Flautisti Calabresi

Il festival ha celebrato l’eccellenza artistica con la nomina di Andrea Oliva (uno dei flautisti italiani più acclamati a livello internazionale, Primo Flauto solista dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia dal 2003) a presidente onorario. Il maestro ha incantato il pubblico trasformando il flauto in un dono universale e ha sottolineato il valore della passione per i giovani musicisti: «È sempre un onore essere qui. L’Associazione Flautisti Calabresi è composta da persone serie e professionali, che amano fare cultura per i giovani. Proprio questo è sempre stato il mio obiettivo come docente: trasmettere passione ai ragazzi. In questa associazione ho trovato lo stesso entusiasmo e la stessa dedizione». Ai giovani il maestro Oliva rivolge un consiglio chiaro e prezioso: dedicarsi con costanza allo studio e mettere la musica al primo posto. «C’è una fase fondamentale in cui per trasformare la passione in professione lo strumento deve diventare prioritario su tutto».

Il concerto conclusivo, presentato da Francesca Pecora, ha visto anche il conferimento delle targhe di soci onorari ai maestri Matteo Evangelisti ( Primo Flauto in alcune delle più prestigiose orchestre europee, ha collaborato con direttori di fama mondiale come Riccardo Muti) e Claudio Montafia (flautista di primo piano del panorama musicale italiano e internazionale), a testimonianza della loro eccellenza artistica e della loro vicinanza al Festival.

Giovani talenti in concerto

Grande spazio è stato riservato ai giovani talenti, linfa vitale del Festival. Tra questi, Alessandro Bennardo, vincitore della Categoria C e del Premio “Roberto Fabiano” al Concorso Internazionale Franz Doppler 2025, ha emozionato per maturità interpretativa e intensità espressiva. Lunghi applausi anche per l’esibizione del Trio Cascone-Bernardi, premiato con la partecipazione al Festival del Flauto 2026. Il maestro Alessandra Felice ha ricoperto il ruolo di pianista collaboratore dei concerti, mentre nelle masterclass il prezioso accompagnamento pianistico è stato affidato a Roberta Tancredi.

Le masterclass

Proprio le masterclass hanno rappresentato uno dei cuori pulsanti della manifestazione: momenti di confronto autentico, studio intenso e crescita artistica. Oltre 40 allievi, provenienti da tutta Italia, hanno avuto l’opportunità di lavorare a stretto contatto con interpreti di fama internazionale e di suonare fianco a fianco con i maestri in ensemble dedicati. Un bilancio che il presidente dell’Associazione Flautisti Calabresi Francesco Guido e la coordinatrice delle attività del festival Antonella Baffa Scirocco definiscono estremamente positivo: «Questa edizione si è conclusa regalandoci grandi soddisfazioni. Ringraziamo i maestri, gli allievi, i nostri collaboratori e la madrina della nostra associazione, Elena Pistilli Scillone, per il prezioso supporto». Uno sguardo che è già rivolto al futuro: «Tra tre mesi torneremo con il Concorso Franz Doppler, un altro importante appuntamento dedicato ai giovani talenti».

Le esposizioni di strumenti musicali

Accanto alla musica, spazio anche all’eccellenza artigianale. Le esposizioni di Borsari Strumenti Musicali, a cura del maestro Simone Ginanneschi, e delle testate Faulisi hanno arricchito il Festival con strumenti di altissima qualità e dimostrazioni dal vivo, offrendo a musicisti e pubblico la possibilità di avvicinarsi al cuore materiale del suono.

IV Edizione Festival del flauto: la location

Ma il Festival del Flauto è stato anche – e soprattutto – un incontro tra arti. La scelta della Galleria Nazionale di Cosenza – Palazzo Arnone si è rivelata, come sottolinea l’Associazione, una cornice vincente: «Il nostro obiettivo è valorizzare la regione e la città, offrendo a chi arriva da fuori l’occasione di scoprirne la bellezza. Ringraziamo la direttrice Rossana Baccari e tutto il personale per l’accoglienza. Palazzo Arnone è un luogo straordinario che valorizza la nostra iniziativa e crea un dialogo naturale tra musica e arti visive». Ogni nota sembrava dialogare con i capolavori custoditi nelle sale e con il panorama che si apriva sulla città. Un connubio capace di raccontare la Calabria come territorio vivo, colto, capace di accogliere eventi di respiro internazionale.

Il plauso delle istituzioni

Un messaggio condiviso anche dalle istituzioni. La consigliera regionale Luciana De Francesco, da sempre vicina all’Associazione Flautisti Calabresi, ha evidenziato come «il Festival sia il risultato di un impegno costante che dimostra come in Calabria sia possibile costruire appuntamenti solidi, capaci di attrarre pubblico e talento. Una manifestazione che costruisce futuro partendo dalle proprie eccellenze. La cultura non è un accessorio delle politiche pubbliche ma una vera e propria leva di sviluppo per i nostri territori, ecco perché come Regione Calabria guardiamo con grande attenzione ai percorsi culturali perché riteniamo che investire in arte e formazione significa rafforzare il nostro tessuto sociale, valorizzare i nostri luoghi e offrire possibilità concrete ai nostri giovani».

La kermesse ha acceso la scena culturale cittadina, ricevendo il plauso del sindaco di Cosenza Franz Caruso: «Non potevo non essere presente. Ho accolto con grande gioia l’invito dell’Associazione Flautisti Calabresi. Il presidente Francesco Guido anima questa realtà con passione e professionalità. È stato un momento culturale importante per la nostra città. Credo fermamente nel rilancio di Cosenza, la città di Bernardino Telesio».

Sulla stessa linea Roberto Gaudio, presidente del Conservatorio di Cosenza, che ha ricordato come «la promozione della cultura sia una missione» e ha elogiato il Festival come «vera occasione di incontro tra maestri e allievi», parafrasando Benjamin Franklin: «Se due uomini si scambiano un dollaro, tornano a casa ognuno con un dollaro; se si scambiano un’idea, tornano a casa con due idee». In queste due giornate, la Calabria ha mostrato il suo volto più luminoso: una terra capace di accogliere, creare bellezza e parlare al mondo attraverso l’arte.

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