Sì alla riforma sulla giustizia, ma senza simboli: Fratelli d'Italia si smarca da Lega e Forza Italia
- Postato il 21 gennaio 2026
- Di Il Foglio
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Sì alla riforma sulla giustizia, ma senza simboli: Fratelli d'Italia si smarca da Lega e Forza Italia
"L'occasione per cambiare la giustizia". Così recita il cartellone a sostegno del Sì per il referendum sulla giustizia a cura di Fratelli d'Italia. Qualche particolare fa capire la postura con la quale i partiti si stanno avvicinando alle prossime settimane, quando lo scontro sarà più duro e serrato. La premier Giorgia Meloni è stata attenta fin dall'inizio a non voler politicizzare il voto per la riforma Nordio, evitando di legare le sorti del suo governo a quello del voto del 22 e 23 marzo. Una scelta che viene plasticamente rappresentanta e supportata dall'assenza del simbolo del suo partito dal cartellone, attribuibile ai meloniani solo per la firma quasi a piè di pagina, piccola e non grassettata: "gruppi camera e senato Fratelli d'Italia". Non solo, non c'è alcun tipo di riferimento alla stessa presidente del consiglio, ma il logo (gigante) del comitato "Sì riforma", sovrapposto a un'immagine di un magistrato girato di spalle.
Insomma, la strada che si vuole percorrere è chiara. Ed è sicuramente in dissonanza con quanto scelto dal resto della maggioranza, anche perché, come ha raccontato al Foglio Giorgio Mulè, il responsabile della campagna referendaria per Forza Italia, le forze di governo stanno andando in ordine sparso, senza una particolare preoccupazione per una campagna pubblicitaria unitaria, almeno per il momento. Non a caso sia la Lega che i forzisti presenteranno il simbolo nei loro manifesti a sostegno del Sì. Ci puntano. E mentre Matteo Salvini ha lanciato martedì scorso la campagna per il referendum, Forza Italia ha dato il via alla sua il 17 gennaio in Piemonte, anche se il primo grande evento ci sarà il 24 all'Hotel Ergife di Roma.
Tornando ai manifesti, aveva fatto molto discutere la scelta del comitato per il No di inserire nel cartellone pubblicitario la frase "vorresti giudici che dipendo dalla politica? Al referendum vota No", considerato un attacco ideologico e privo di verità, ma che sicuramente diceva molto sull'atteggiamento con cui ci si sta preparando da quelle parti per far naufragare alle urne la riforma Nordio.
Dai primi sondaggi il Sì sembra in vantaggio, ma la campagna è ancora all'inizio e l'esito è incerto. Intanto la premier gioca di fino e per non farsi sovrapporre all'esito del risultato, preferisce agire da dietro le quinte.
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