Short track, Fontana record, superato Mangiarotti: Sighel derubato, gesto di protesta e sospetti di complotto

  • Postato il 18 febbraio 2026
  • Di Virgilio.it
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L’azzurra più medagliata e l’azzurro più derubato di sempre alle Olimpiadi. Nella notte delle emozioni forti dello short track c’è spazio per la gioia e il dolore, per la felicità e la disperazione. L’orgoglio e la rabbia. La soddisfazione è di chi, come Arianna Fontana, ha scritto e riscritto la storia in pochi giorni. Il rammarico invece è tutto di Pietro Sighel, uno che – dopo la clamorosa decisione che lo ha tagliato fuori dalla finale dei 500 metri – avverte fortissimo sulla propria pelle il peso dell’ingiustizia. Sono i due volti di una serata che ha racchiuso in pochi minuti la bellezza e la spietatezza di questo magnifico sport.

Staffetta femminile d’argento, Arianna Fontana nella storia

A illuminare il Forum di Assago, l’ennesima impresa di Arianna Fontana. Medaglia numero 14 per la leggenda valtellinese, uno splendido argento nella staffetta 3000 metri condiviso con Elisa Confortola, Chiara Betti e Arianna Sighel che ha consentito ad Arianna di superare un mito dello sport italiano e mondiale, Edoardo Mangiarotti. Erano i due primatisti in fatto di medaglie olimpiche: 13 a testa. Fontana è rimasta da sola, ha allungato a 14 la lista dei podi conquistati. Nessuno come lei nella Penisola alle Olimpiadi, estive o invernali che siano. Un trionfo capace di far scattare qualche lacrima, ma soprattutto tanti sorrisi.

Olimpiadi, Fontana tra record e rimpianti: “Poteva essere oro”

“Anche se è la quattordicesima della mia carriera, si tratta di una medaglia davvero incredibile“, la confessione ai microfoni Rai. “Il pubblico è stato sempre fantastico. Mi dispiace per l’ultimo cambio: ci credevo, non mi sono accorta della coreana che veniva da dietro, ma sono contenta”. Già, la coreana che ha trasformato l’oro italiano in argento, l’unico pizzico di rammarico al termine di una cavalcata trionfale. “La stagione è stata abbastanza lunga e purtroppo con l’infortunio non sono riuscita a dare tutto. Non eravamo nella posizione migliore alla partenza – l’ammissione di Fontana – ma abbiamo mantenuto tranquillità e calma e ci portiamo a casa un argento che era un sogno per tutte alla vigilia“.

Short track, la clamorosa ingiustizia subita da Sighel nei 500

Un incubo, invece, l’Olimpiade di Pietro Sighel che pure era cominciata con quel trionfo in staffetta festeggiato con un arrivo “al contrario” dal sapore di beffa per avversari e giudici. Che, forse, hanno deciso di fargliela pagare. È questo il sospetto inconfessabile alla luce di quanto accaduto anche (già, perché in altre due gare Sighel era stato penalizzato senza possibilità di appello) nella semifinale dei 500 metri. L’azzurro steso dal canadese Laoun, con cui si era scontrato due volte, e costretto a rovinare sul ghiaccio del Forum in attesa di uno scontato ripescaggio per essere stato danneggiato. Scontato? Macché: nessuna riammissione, Sighel fuori. Con tanto di fischi e recriminazioni del pubblico.

Sighel, protesta e polemiche: diserta la finale B tra gli applausi

Una decisione che anche gli addetti ai lavori “neutrali” hanno definito vergognosa, a dispetto della responsabilità dell’atleta canadese apparsa evidente. Comprensibile la rabbia di Sighel, con la decisione di disertare in segno di protesta la ciliegina sulla torta delle beffe, la partecipazione alla finale B, quella che non assegna medaglie ma solo piazzamenti dal quinto all’ottavo posto. Una diserzione che ha trasformato i fischi in applausi e che ha riavvicinato il campione azzurro a tutto il team, dopo le polemiche per qualche dichiarazione incauta dei giorni scorsi che aveva fatto nascere malumori.

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Virgilio.it

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