Shiffrin, scusate il ritardo: slalom senza storia, Rast e Swenn Larsson sul podio. Peterlini e Della Mea 13esime
- Postato il 18 febbraio 2026
- Di Virgilio.it
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La regina è sempre Mikaela. Che 12 anni dopo il primo oro olimpico tra i pali stretti a Sochi decide che è tempo di concedere il bis. E stavolta nulla può impedirgli di tagliare il traguardo davanti a tutte: dimenticate le delusioni della combinata e del gigante, la fuoriclasse di Vail straccia letteralmente tutte le rivali e si prende un oro mai davvero in discussione, “salvando” (anche se forse non è nemmeno il termine giusto) la sua olimpiade all’ultima gara a disposizione.
- Una risposta da vera fuoriclasse: bis olimpico 12 anni dopo Sochi
- Colturi male, Della Mea e Peterlini chiudono a tre secondi
- Bilancio azzurro: solo la Svizzera ha fatto meglio di noi
Una risposta da vera fuoriclasse: bis olimpico 12 anni dopo Sochi
Shiffrin aveva già messo tutte in riga dopo la prima manche, scendendo in modo impeccabile su un pendio non troppo accidentato e con una tracciatura che non è apparsa così esigente come qualcuno voleva far credere. Ha ristabilito semplicemente l’ordine naturale delle cose: se 12 anni a Sochi vinse con una gran seconda manche, imponendosi su Marlies Schild per poco più di 7 decimi, stavolta i distacchi sono stati decisamente superiori, con Camille Rast che ha pagato un secondo e mezzo netto e Anna Swenn Larsson che s’è presa il bronzo, seppur staccata di 1”71 dall’americana.
E dire che forse la grande delusa di giornata è stata un’altra statunitense: Paula Moltzan nutriva grosse ambizioni nello speciale di chiusura del programma olimpico di sci alpino, ma le ha vanificate con un brutto errore nella parte conclusiva della prima manche, che l’è costato almeno un secondo e mezzo secco di ritardo su tutte le rivali. Con una poderosa seconda manche ha recuperato 20 posizioni, chiudendo a 7 decimi dall’argento e a mezzo secondo dal bronzo: le lacrime versate sia al mattino che nel pomeriggio hanno assolutamente ragione di esistere.
Colturi male, Della Mea e Peterlini chiudono a tre secondi
Shiffrin ha fatto piazza pulita e tra le deluse di giornata trova posto anche Wendy Holdener, che una medaglia la valeva ma che l’ha buttata via beccando due decisimi dalla Swenn Larsson nella seconda manche (erano a pari tempo dopo la prima). Orfane dell’infortunata Liensberger, l’argento dei giochi di Pechino, le austriache non sono riuscite ad andare a medaglia (non accadeva da Salt Lake City 2002), con Trupp e Huber rispettivamente quinta e sesta. Meillard, Moltzan, Aicher e McFarlan hanno chiuso la top ten. Fuori dalle migliori 10 Lara Colturi, che non ha sfruttato il pettorale basso di partenza nella prima manche, chiudendo le sue prime olimpiadi senza acuti.
Per l’Italia, come da previsione, poca gloria: Lara Della Mea e Martina Peterlini hanno chiuso in coppia al tredicesimo posto, distante tre secondi e tre centesimi da Shiffrin. Risultati abbastanza nella media della stagione: Della Mea ha chiuso 15esima la prima run e poi ha badato unicamente a contenere, mentre Peterlini dopo il 23esimo posto della prima discesa ha attaccato e trovato il modo di risalire un po’ la corrente, guadagnando 10 posizioni. Anna Trocker è uscita nella prima manche dopo aver commesso un errore in alto al quale aveva rimediato con un ottimo secondo settore.
Bilancio azzurro: solo la Svizzera ha fatto meglio di noi
Le olimpiadi dello sci alpino si chiudono dunque con un bottino finale di 5 medaglie: le due d’oro di Brignone splendono di luce propria, seguite dall’argento di Franzoni e dai bronzi di Paris e Goggia, entrambi in discesa. Si poteva fare di più? Probabilmente si, anche se le due gare vinte da Brignone (pensando a cosa ha passato nei 10 mesi precedenti) valgono comunque alla stregua di oro colato (anzi, due ori colati).
Il rimpianto è legato a 5 centesimi che hanno impedito a Della Mea di andare a medaglia nel gigante e alla bella manche di discesa di Franzoni in combinata, vanificata dall’errore di Vinatzer nella prova di slalom. E chissà se Paris in supergigante avrebbe potuto dire la sua (non lo sapremo mai, visto che lo sci si è staccato dopo pochi secondi di gara, sollecitato da un segno già presente sulla Stelvio).
Solo la Svizzera con 9 medaglie (4 d’oro, 3 d’argento e 2 di bronzo) ha fatto meglio di noi nel medagliere: ci siamo messi dietro Austria, Norvegia, Stati Uniti, Germania e Francia (quest’ultima veramente deludente: un solo argento a referto). Insomma, si sono viste decisamente olimpiadi peggiori, anche se tolto Franzoni l’età media dei medagliati è abbondantemente sopra i 30 anni.