Sfratto di Sestri Ponente, i piccoli proprietari: “Narrazione a senso unico, responsabilità delle istituzioni non dei privati”

  • Postato il 27 gennaio 2026
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Genova. “Abbiamo appreso dalla stampa locale il rinvio di uno sfratto esecutivo a Sestri Ponente a seguito dell’intervento di attivisti. La convalida di uno sfratto è un provvedimento giudiziale: metterne sistematicamente in discussione l’esecuzione, significa scaricare su soggetti privati responsabilità che non competono loro”.

Con queste parole Valentina Pierobon, Presidente Provinciale e Vicepresidente nazionale di A.S.P.P.I – Associazione Sindacale Piccoli Proprietari Immobiliari – commenta la notizia del rinvio dello sfratto esecutivo a Sestri Ponente, arrivato dopo il presidio portato questa mattina dalle Associazioni degli inquilini.

“Parlare esclusivamente di “morosità incolpevole” senza considerare le conseguenze subite dai proprietari rappresenta una grave distorsione del dibattito pubblico – sottolinea Pierobon – Un anno di mancato pagamento dell’affitto è un danno concreto per il proprietario, che continua a sostenere costi, spese condominiali e imposte come l’IMU. Le difficoltà economiche e sociali delle famiglie devono essere affrontate e risolte dalla parte pubblica. Di fronte ad una morosità incolpevole, che si protrae da un anno, le Istituzioni hanno avuto il tempo necessario per individuare soluzioni abitative alternative, senza trasferire il problema sulle spalle del privato”.

“I piccoli proprietari immobiliari non sono soggetti deputati all’assistenza sociale né possono essere considerati l’ammortizzatore di un sistema che non funziona – continua la Vicepresidente Nazionale di A.S.P.P.I. – Il protrarsi delle procedure di sfratto e la legittimazione implicita del mancato pagamento dell’affitto stanno producendo gravi distorsioni nel mercato della locazione. Queste narrazioni a senso unico sono una delle principali ragioni per cui sempre più proprietari scelgono di ritirare gli immobili dal mercato della locazione di lunga durata, preferendo lasciarli sfitti o orientarsi verso forme di affitto alternative, inclusi gli affitti brevi. È una dinamica che danneggia l’intero sistema abitativo e che la politica non può continuare a ignorare”

“Serve il coraggio di affermare con chiarezza che lo sfratto è un atto legittimo e che il proprietario deve poter rientrare nella disponibilità del proprio immobile in tempi certi e rapidi – conclude – Le famiglie in difficoltà vanno aiutate, ma anche i proprietari devono essere garantiti e tutelati. Continuare a rinviare, giustificare e delegittimare non risolve il problema abitativo: lo aggrava”.

 

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Genova24

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