Serie C, piccole a chi? Birindelli e il miracolo Pianese, Pineto tra le grandi, la fusione sulle Dolomiti
- Postato il 6 gennaio 2026
- Di Virgilio.it
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La Serie C conferma la sua imprevedibilità, in un melting pot calcistico che unisce grandi e minute realtà, metropoli e comuni di provincia di poche anime pronti a battagliare alla pari su tutti i campi. La Pianese sogna in grande con l’ex bianconero Birindelli in panchina, il Pineto vince anche senza il suo bomber Bruzzaniti ceduto al “grande” Catania, il Guidonia stupisce e il Lumezzane ferma le big del girone A.
- La piccola Piancastagnaio sogna con Birindelli
- Pineto si conferma, anche senza Bruzzaniti
- Guidonia, la bestia nera delle grandi
- L’evoluzione a Belluno, l’Ospitaletto è tornato
La piccola Piancastagnaio sogna con Birindelli
Piancastagnaio è un comune di meno di 4.000 abitanti in provincia di Siena, ai piedi del Monte Amiata. Delle 60 società (ora 59 dopo il forfait del Rimini) che compongono il puzzle della Lega Pro, la Pianese è la più piccola di tutte. Dopo aver ottenuto uno storico 8° posto l’anno passato, con tanto di accesso ai playoff promozione, l’obiettivo è confermarsi con una squadra giovane, investimenti oculati e un allenatore di prestigio, l’ex difensore della Juventus, Alessandro Birindelli.
Attualmente è al nono posto, sabato scorso ha battuto la corazzata Ascoli (4-2) sfoderando un Leonardo Bellini in stato di grazia: tripletta personale per la punta fiorentina acquistata dai dilettanti del Poggibonsi per sostituire Guglielmo Mignani, ceduto al Benevento dopo le 18 reti in campionato dell’anno scorso. Bellini è già arrivato in doppia cifra: 10 gol in 19 presenze.

Alessandro Bellini, attaccante della Pianese
Il gioiellino del presidente Maurizio Sani è un esempio per top club e piccole realtà che si affacciano nel panorama professionistico del calcio italiano. Lo stadio è stato rifatto ed è dotato di un terreno di gioco in erba sintetica di ultima generazione che esalta la corsa e la qualità della rosa bianconera, una delle più giovani in tutta la Lega Pro con una media di 23,8 anni di età.
Sugli spalti si viaggia a una media di 700 spettatori a partita e per la prima volta, l’anno scorso, la Pianese ha avviato una campagna abbonamenti. Segno che qualcosa sta davvero cambiando a Piancastagnaio, il comune più piccolo della Serie C.
Pineto si conferma, anche senza Bruzzaniti
Nello stesso girone della Pianese, il girone B, il Pineto è ormai una solida realtà. Il comune in provincia di Teramo (poco meno di 15.000 abitanti) è approdato nel professionismo con la promozione dalla Serie D conquistata nella stagione 2022-2023. Alla salvezza ottenuta nel primo storico campionato di Lega Pro della sua storia, ha fatto seguito il 7° posto dello scorso anno, con l’accesso al primo turno dei playoff.
In panchina siede Ivan Tisci, genovese di nascita, ma abruzzese di adozione per aver giocato diversi anni tra Pescara e Lanciano, prima di trasferirsi – da allenatore – a Pineto nell’estate del 2024. In un girone complicatissimo, dietro Arezzo, Ravenna e Ascoli costruite per dominarlo, il Pineto si staglia al 4° posto in classifica con 31 punti, gli ultimi 3 conquistati in trasferta a Pesaro, nonostante l’addio di Giovanni Bruzzaniti, il bomber della squadra, trasferitosi al Catania.
In attesa dei rinforzi sul mercato, Tisci può contare sul contributo di capitan Amadio, sulla qualità a centrocampo di Germinario e Lombardi, sulla corsa egli esterni Borsoi e Baggi e sulla fame di gol di Vigliotti e D’Andrea.

Esultanza del Guidonia durante il match contro l’Arezzo / Credit: Lps
Guidonia, la bestia nera delle grandi
Evidentemente ispiratore di storie da raccontare, il girone B di Lega Pro, quest’anno, ha accolto il Guidonia Montecelio, altra matricola terribile, sorta dalle ceneri del Monterosi, che fino a un paio di stagioni fa battagliava nel girone C (ma senza giocare a Monterosi, bensì a Viterbo), prima della retrocessione in Serie D, del cambio di denominazione e del ritorno tra i professionisti.
Riportata l’attività a Guidonia, il club si sta già togliendo grosse soddisfazioni con l’attuale 6° posto in classifica. Chiamato sulla panchina dei laziali, Ciro Ginestra, dopo aver preso il Guidonia in sesta posizione in D, l’ha trascinato alla promozione in Lega Pro, guidandolo in un torneo finora tranquillo, con risultati incredibili, quali le vittorie a Livorno, ad Arezzo, a San Benedetto e a Terni e il pareggio interno contro l’Ascoli.
La squadra è un giusto mix di calciatori esperti e in cerca di rilancio, da Sannipoli a Errico, passando per Mulè, Santoro, Tascone, Zuppel e Bernardotto. In questa finestra di mercato il dg Lucchesi, esperto conoscitore della categoria, si è già assicurato l’ex difensore di Avellino e Salernitana, Paolo Frascatore e l’attaccante Ernesto Starita in prestito dal Benevento.
L’evoluzione a Belluno, l’Ospitaletto è tornato
Altro girone, quello settentrionale, altre favole da raccontare. L’Alcione Milano si sta confermando in zona playoff dopo l’esordio più che convincente dello scorso campionato. Il Lumezzane, dopo le difficoltà iniziali e il cambio in pancina, con Emanuele Troise ha trovato il ritmo giusto spingendosi fuori dalla zona playout grazie agli 11 risultati utili consecutivi.
Tra questi l’exploit a Brescia, il pareggio interno contro il Lecco e quello di domenica contro la capolista Vicenza, fermata sull’1-1 dal gol di Caccavo. Il “Tullio Saleri”, uno degli stadi più piccoli della categoria, non si passa più e ora un posto nei playoff sembra essere alla portata del Lumezzane.
Dalla Serie D si sono aggiunte l’Ospitaletto e il Dolomiti Bellunesi. Affascinante la storia del Dolomiti Bellunesi, che raccoglie in un unico club le principali società calcistiche di Belluno, ovvero il Belluno, l’Union Feltre e l’Union San Giorgio, fuse assieme nell’estate del 2021 nel Dolomiti Bellunesi.
Vinto lo scorso campionato di Serie D, il club è approdato per la prima volta nel professionismo con la storica denominazione. La separazione da Nicola Zanini, tecnico del salto di categoria, e l’arrivo di Bonatti in panchina ha permesso ai rosaverdi – che giocano a Fontanafredda le gare interne di campionato – di stazionare a metà tra playoff e playout.
Già nella vecchia C1 negli anni ’80 e ’90, l’Ospitaletto è tornato nel professionismo dopo anni difficili, con la squadra fallita, rifondata e ripartita dalla Terza Categoria nel 2000. Nel 2019 militava in Prima Categoria lombarda, quindi l’acquisto del Tirolo dell’Orsa Iseo in Promozione e le rapide promozioni in Eccellenza e in Serie D, fino alla vittoria del massimo torneo dilettantistico e il ritorno in terza serie dopo 27 anni di distanza.
La squadra gioca al “Gino Corioni”, lo storico presidente del Brescia (e del Bologna di Gigi Maifredi) e ha già collezionato risultati importanti, come lo 0-0 interno nel derby con le rondinelle, quello del 31 agosto contro la capolista Vicenza e l’1-1 casalingo con il Lecco nella prima giornata del 2026.