Serie C, al Cosenza Calcio solo cenere e carbone: brutta sconfitta
- Postato il 6 gennaio 2026
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Il Quotidiano del Sud
Serie C, al Cosenza Calcio solo cenere e carbone: brutta sconfitta

Serie B, una brutta sconfitta per il Cosenza Calcio che cadono al “Marulla” contro il Monopoli e che probabilmente elimina l’obiettivo primo posto. Nella calza della Befana una brutta sorpresa, ma doveva andare in via Conforti.
COSENZA – Peggio di così il nuovo anno non poteva presentarsi al Cosenza Calcio. Doveva essere la giornata che avrebbe dovuto accorciato le distanze con le squadre che precedono in classifica e invece ha praticamente deciso che il Cosenza deve pensare solo ai play off. Otto punti dalla prima e quattro squadre davanti non possono far pensare a qualcosa di più. La partita con il Monopoli si poteva vincere grazie a un paio di occasioni nitide avute quando il risultato era fermo sullo zero a zero. Ma onestamente non era un Cosenza brillante, deciso, determinato aggressivo. Sin dalle prima battute si è vista lentezza nella manovra, tanti errori tecnici, poco movimento e zero aggressività.
Il Monopoli palleggiava e costruiva come meglio gli piaceva e di tantoin tanto ripartiva in velocità. Una buona squadra quella pugliese e in fase di presentazione del match questo dato era emerso chiaramente sia su quanto scritto su questo giornale, sia da quanto detto da Buscè in conferenza stampa. Ma il Cosenza di due mesi addietro ne avrebbe fatto un sol boccone.
BRUTTA SCONFITTA PER IL COSENZA CALCIO, GIOCATORI STANCHI E LACUNE TECNICHE: LE CONFERME DAL CAMPO
La formazione di Buscè ha perso in brillantezza fisica e mentale da qualche settimana, il tecnico da più di un mese va ripetendo che qualche giocatore ha bisogno di tirare il fiato, di riposare. Chi sono i giocatori stanchi lo si è capito da tempo ma nella gara di ieri la conferma è apparsa palese. Sono quelli che hanno tirtato la carretta e portato il Cosenza in alto in classifica. Langella non è più quel trottolino geometrico in mezzo al campo, bravo a costruire e ottimo a tappare i buchi che si aprano; Kouan è apparso quello della passata stagione: confusionario e impreciso. Questi due sono con l’acqua alla gola e non hanno ricambi. Ma anche gli altri sono meno efficienti di qualche tempo fa.
Lo stesso Ricciardi è meno determinante, Garritano gioca solo 60 minuti e poi esce, Florenzi è il solito fumoso in mezzo al campo che vorrebbe mangiarsi il mondo ma finisce per floppare costantemente. Poi diciamo francamente, quando hai un portiere giovane di prospettiva ma che ancora non garantisce quella sicurezza necessaria per una squadra che punta a vincere, diventa difficile, molto difficile. Vettorel sulla partita di ieri ha responsabilità enormi. Ma questo si sapeva: il portiere è mezza squadra.
MERCATO E INVESTIMENTI: L’ORGANICO È TROPPO RISICATO
Sulla scorta di quanto visto, le lacune spesso segnalete, lunedì hanno trovato conferma. Bisogna ora operare sul mercato. Forse l’ipotesi avanzata da Buscè era ottimistica, cinque rinforzi sono insufficienti se si vuole puntare a vincere quello che appare ormai l’unico obiettivo possibile (a meno di miracoli). Ne servono di più e anche di una buona qualità. Non passi come alibi il fatto che ci sia stata la sosta e magari qualcuno ha esagerato a tavola, la squadra ha dato segnali di stanchezza già da qualche tempo. Le responsabilità sono sempre le stesse: organico troppo risicato. Buscè non può fare miracoli nonostante abbia dimostrato di essere all’altezza del compito. Ci vogliono investimenti sul mercato, perché questo è un campionato lungo e logorante e chi ha ambizioni di vittoria deve investire molto di più rispetto a una formazione che deve solo galleggiare o salvarsi.
PROPRIETÀ SOTTO ACCUSA E PROTESTA DEI TIFOSI
I rimpianti di quello che poteva e doveva essere e non è stato ci sono. Per una squadra appena retrocessa c’era bisogno di un progetto serio nei tempi giusti. Adesso che le pecore sono scappate si cerca recintare meglio la stalla. Questa è una politica del cacchio. Se il Cosenza non è quello che avrebbe dovuto essere in questa serie la responsabilità è solo ed esclusivamente della proprietà. Quelli che vanno in campo a dare calci a un pallone e il loro condottiero stanno facendo tutto quello che è nelle loro possibilità.
Non è pessimismo o disfattismo, è la triste realtà, che comunque poco a che fare con la protesta dei tifosi che anche in questa partita è stata portata avanti. I tifosi protestano con lo sciopero per i modi con cui questa società gestisce le sorti della squadra del cuore, della squadra della città di Cosenza. La Befana ha portato ai Lupi solo cenere e carbone. Si spera che sia arrivata anche invia Conforti.
Il Quotidiano del Sud.
Serie C, al Cosenza Calcio solo cenere e carbone: brutta sconfitta