Sequestro da 1,5 milioni a commerciante d’arte torinese: evasione fiscale e autoriciclaggio
- Postato il 19 febbraio 2026
- Cronaca
- Di Quotidiano Piemontese
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TORINO – Operazione della Guardia di Finanza nel capoluogo piemontese. I militari del Comando Provinciale di Torino, coordinati dalla Procura della Repubblica di Torino, hanno eseguito un sequestro preventivo di disponibilità finanziarie per circa 1,5 milioni di euro nei confronti di un commerciante locale di opere d’arte, indagato per dichiarazione infedele e autoriciclaggio.
Il provvedimento è stato disposto dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torino nell’ambito di un’indagine che riguarda gli anni d’imposta 2019, 2020 e 2022.
Le indagini sui flussi finanziari
L’attività investigativa, condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria, si è concentrata sulla reale operatività commerciale dell’indagato. Secondo quanto emerso, il commerciante avrebbe di fatto interrotto l’attività espositiva nella propria sede torinese, continuando però a movimentare ingenti somme di denaro.
Gli accertamenti bancari hanno portato all’individuazione di conti correnti formalmente intestati ai genitori dell’uomo ma gestiti direttamente da lui tramite procure speciali. In particolare:
- il padre risultava residente all’estero ed è deceduto nel 2020
- la madre, nata nel 1936, risultava titolare di altri conti utilizzati per operazioni finanziarie rilevanti
Le movimentazioni riscontrate sono state ritenute incompatibili con i redditi ufficialmente dichiarati. Gli investigatori hanno quindi collegato i flussi a vendite non dichiarate di opere d’arte contemporanea, alcune attribuite ad autori di rilievo, effettuate anche tramite note case d’asta.
Evasione fiscale e investimenti sospetti
Secondo la ricostruzione investigativa, i profitti complessivi derivanti dall’attività non dichiarata ammonterebbero a circa 3,4 milioni di euro, con un’evasione IRPEF stimata in circa 1,5 milioni.
Parte del denaro, sempre secondo gli accertamenti, sarebbe stata reimpiegata attraverso operazioni di autoriciclaggio, tra cui:
- sottoscrizione di polizze vita per circa 1 milione di euro
- investimento immobiliare da circa 160 mila euro nella riviera ligure di ponente
Il sequestro e la fase delle indagini
Su richiesta della Procura torinese, il Gip ha disposto il sequestro preventivo, anche per equivalente, fino alla concorrenza di circa 1,5 milioni di euro. Le Fiamme Gialle hanno individuato e sottoposto a vincolo risorse finanziarie per l’intero importo.
Come previsto dalla normativa, il provvedimento è stato adottato nella fase delle indagini preliminari: resta quindi valida la presunzione di non colpevolezza dell’indagato fino a eventuale accertamento definitivo delle responsabilità in sede processuale.
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