Sei Nazioni, Quesada ne cambia tre per il Galles: Hasa, Ruzza e Fusco nel XV, in panca si rivede Varney

  • Postato il 12 marzo 2026
  • Di Virgilio.it
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Resta un ultimo ostacolo tra l’Italia e (forse) il miglior Sei Nazioni della sua storia: fa rima con Galles, la squadra (sulla carta) più debole del lotto, ma anche quella che potrebbe trarre maggiore rabbia dalle ferite procurate nel corso delle prime 4 giornate del torneo. Un Galles che contro l’Italia ha perso le ultime due sfide nel torneo (3 delle ultime 4), inclusa quella che due anni fa vide gli azzurri imporsi con una straordinaria meta di Capuozzo praticamente a un tiro di schioppo dall’80’. Fu la prima (e sin qui unica) vittoria italiana in terra gallese, e chissà se sabato non si potrà assistere a una seconda, come i favori del pronostico lascerebbero pensare. Ma in questo Sei Nazioni 2026, nulla è davvero come sembra.

Varney, chi si rivede: prima stagionale per il mediano di mischia

Insomma, l’Italia al Principality Stadium sarà probabilmente favorita, ma guai a sottostimare il cuore di un Galles che dopo aver fatto soffrire Scozia e Irlanda vuol provare almeno a congedarsi dalla campagna stagionale con un risultato positivo. E Gonzalo Quesada è perfettamente consapevole che questa è una partita che presenta tante trappole.

Perché arriva dopo la storica affermazione sull’Inghilterra, perché in fondo è l’ultima partita in programma, con tutti gli schemi ormai saltati e con la fatica destinata a presentare il conto. Da qui la scelta di apportare tre cambi di formazione nel XV di partenza, più un paio in panchina con il ritorno di Odiase e soprattutto il debutto di Stephen Varney, che per infortunio ha dovuto saltare tutte le precedenti gare del torneo.

Una panchina, quella azzurra, che comincia a pagare seriamente dividendi: pensare di poter disporre di Spagnolo, Varney, Odiase, Marin e Allan a partita in corso è qualcosa che solo un paio d’anni fa (per non voler andare troppo più indietro nel tempo) era pura utopia. Adesso è un’altra delle ragione che spiega perché questa Italia sta diventando una nazionale temuta da tutti.

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Hasa si gioca una grande chance, Ruzza una garanzia

Sebbene la lista degli indisponibili resti piuttosto lunga, peraltro allungatasi con le defezioni di Ferrari e Zambonin, Quesada sa di poter disporre di gente di assoluto valore e affidamento. E per l’occasione ha deciso di lanciare in prima linea Muhamed Hasa, all’ottavo caps in azzuro, mentre in seconda linea toccherà a Federico Ruzza (fate 71 caps) non far rimpiangere l’ottimo Zambonin visto all’opera nelle precedenti sfide.

L’altra novità di formazione è il ritorno a mediano di mischia di Alessandro Fusco, con Alessandro Garbisi che fa spazio a Varney in panchina. I restanti 12 elementi sono gli stessi dell’impresa con l’Inghilterra: Pani a estremo, Ioane e Linagh alle ali, Menoncello e Brex al centro, Paolo Garbisi all’apertura, Lamaro e Zuliani flanker, Lorenzo Cannone a numero 8, Niccolò Cannone in seconda linea e Fischetti e Nicotera a completare il pacchetto degli avanti. In panca Quesada porta ancora la 5+3: un bel bis del successo sull’Inghilterra aleggia nell’aria.

Il calendario e i risultati del Sei Nazioni 2026

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