Sei giorni sul confine: viaggio nella memoria della “polveriera balcanica” per tre studentesse del Boselli Alberti Mazzini Da Vinci

  • Postato il 31 marzo 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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istituto Boselli–Alberti

Savona. In quale lingua pensi? Questa domanda semplice, solo in apparenza, è diventata il filo conduttore di un viaggio di istruzione che, per sei intense giornate di marzo, ha condotto un gruppo di studenti sul confine orientale, là dove l’Europa si è spesso incrinata, frantumata e poi ricomposta.

A rappresentare l’ISS Boselli Alberti Mazzini Da Vinci, tre voci: Milvia, Gaia e Gloria. La prima è partita con una canzone nel cuore, la storia dell’esodo raccontata nella vita di Maddalena una giovane fiumana arrivata in Liguria nel 1947, . Gaia, custode di una lettera dal passato e Gloria con un disegno bellissimo che parla di guerra e di violenza, ma anche di amore per la pace e di speranze fresche per una vita nuova.

Il viaggio è stato un attraversamento non solo geografico, ma soprattutto storico e culturale. I confini, osservati da vicino, hanno perso la loro apparente solidità: linee sottili, spesso arbitrarie, costruite più dal potere che dalla natura; eppure, proprio queste linee hanno generato identità, appartenenze, ma anche divisioni e conflitti, come dimostrano le vicende tormentate di queste terre.

Sul Carso, al tramonto, tra le trincee della Prima Guerra Mondiale, abbiamo camminato tra le cicatrici della storia, accompagnati dai versi di Giuseppe Ungaretti. Al Sacrario militare di Redipuglia, il silenzio monumentale di un esercito di pietra ha reso tangibile il peso della memoria. Tra le migliaia di nomi, uno solo femminile: Margherita Kaiser Parodi, giovane infermiera morta mentre curava i soldati.

Autore
Il Vostro Giornale

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