“Sedati e in prognosi riservata” gli 11 feriti di Crans Montana all’ospedale Niguarda, il padre di un paziente: “Punizione sia esemplare”

  • Postato il 8 gennaio 2026
  • Cronaca
  • Di Il Fatto Quotidiano
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stabile ma resta grave il quadro clinico degli undici pazienti coinvolti nell’incendio di Crans-Montana e trasferiti all’ospedale Niguarda di Milano. Nell’ultimo aggiornamento diffuso oggi, i medici spiegano che tutti i feriti sono sedati e in prognosi riservata: alcuni versano in condizioni critiche a causa delle ustioni estese e dei gravi danni polmonari provocati dall’inalazione dei fumi, che rendono necessaria l’assistenza meccanica alla respirazione. Regione Lombardia ha ribadito la piena disponibilità ad accogliere eventuali altri feriti, oggi considerati non trasportabili, non appena le condizioni cliniche lo consentiranno. L’intero sistema sanitario regionale, con il supporto di Areu e delle strutture specialistiche come Niguarda, resta in stato di allerta per garantire assistenza immediata.

Tra i primi a essere trasferiti dalla Svizzera a Milano c’è stato un 16enne, figlio di un avvocato milanese. Il ragazzo si trovava nel bar del centro di Crans-Montana quando, nella notte di Capodanno, è scoppiato l’incendio che ha causato sei vittime italiane. “In una località di fama internazionale ci aspettavamo standard di sicurezza molto più alti – ha detto il legale all’Ansa–. Ora ci aspettiamo una punizione esemplare per chi ha sbagliato, altrimenti Crans-Montana perderebbe anche quel poco di credibilità che le è rimasta”.

La famiglia del 16enne possiede una casa nella località svizzera da anni e quella sera, racconta il padre, c’era la convinzione che i ragazzi fossero al sicuro. Il figlio conosceva tutte le vittime italiane, tra cui Achille Barosi, i cui funerali si sono svolti nei giorni scorsi, e una ragazza, anche lei ricoverata al Niguarda insieme ad altri compagni del liceo Virgilio. Il giovane ha appreso solo recentemente della morte degli amici. “È una notizia difficile da elaborare, ma è un ragazzo forte e ce la farà”, ha aggiunto il padre.

La tragedia di Crans-Montana ha riportato al centro dell’attenzione anche il tema della risposta sanitaria alle grandi emergenze. Proprio in questi giorni la Regione Lombardia ha presentato le linee della programmazione sanitaria 2026, che puntano a trasformare il territorio in un hub europeo per la gestione di organi, cellule e tessuti. Un modello che integra sangue, tessuti e cellule in un unico sistema digitale, garantendo la tracciabilità completa e una risposta rapidissima in caso di catastrofi.

Un ruolo chiave è svolto dall’ospedale Niguarda, sede di un Centro ustioni considerato un’eccellenza a livello europeo e dotato di una Banca dei tessuti. La disponibilità di una riserva di cute congelata ha permesso di intervenire in tempo reale sui grandi ustionati provenienti dalla Svizzera, grazie alle donazioni raccolte negli ultimi cinque anni. “La programmazione non è solo burocrazia – ha spiegato l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso – ma una risposta concreta a ciò che la cronaca ci impone di non dimenticare”. Nel 2025 in Lombardia sono aumentate le donazioni di organi e di cornee, mentre resta in calo quella dei tessuti, fondamentali per il recupero dei grandi traumatizzati. Da qui l’appello della Regione a rafforzare ulteriormente la cultura della donazione, trasformando ogni gesto di solidarietà in una possibilità concreta di cura e di futuro per i pazienti più gravi.

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Il Fatto Quotidiano

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