Se il falso diviene vero. Il giornalismo pieghevole – Il caso di Francesca Albanese e l’attacco della Francia
- Postato il 12 febbraio 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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Il principio e il destino professionale di ogni giornalista è la verifica delle notizie che pubblica. E’ principio inderogabile, dovere d’ufficio, imposizione impossibile da trascurare.
E allora domandiamoci perchè ieri è stato possibile che reti pubbliche e private e giornali di diverso orientamento potessero rilanciare le parole del ministro degli esteri francese che chiedeva, sulla base di quanto asseritamente dichiarato da Francesca Albanese a Al Jazeera, la rimozione dal suo incarico di rappresentante speciale Onu per Gaza.
Lo snodo cruciale del testo (“Israele è nemica dell’umanità“) pronunciato dall’avvocata, si fondava su una manipolazione e il ministro è clamorosamente incappato in un incidente politico rilevante senza che nessuno gli sottoponesse il testo “ripulito” con quello originale.
I giornalisti, aggravando l’incidente, hanno fatto ritenere vera quella dichiarazione mai resa anche quando erano nelle condizioni di provarne la falsità.
Qui non è in discussione il giudizio sull’attività di Francesca Albanese, il merito dei suoi commenti, la valutazione della sua opera, ma la realtà dei fatti.
In discussione adesso ci siamo finiti noi giornalisti, è finita la nostra reputazione non quella della Albanese.
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