“Se Andrea andrà ai funerali di Re Carlo, allora non ci saranno né Kate né i miei figli”: il diktat del principe William (sempre più furioso) contro lo zio
- Postato il 18 marzo 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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Se c’è Andrea, allora non ci saranno nè Kate nè i bambini. Questo è il diktat emesso da William nei confronti dello zio e che non prevede deroghe di nessun tipo. Neanche se si tratterà del funerale di re Carlo III, che di Andrea Mountbatten-Windsor è e resta il fratello. Il principe del Galles sta facendo di tutto per riscattare il futuro della corona che un giorno vorrebbe mettere sulla sua testa, con la speranza di avere una fortuna migliore di quella toccata al padre. Da settimane i suoi impegni e le uscite pubbliche in coppia con la moglie, o in solitaria, si sono moltiplicati come mai prima d’ora. Bisogna lavorare sodo per rimettere in piedi la reputazione di una monarchia gravemente colpita dagli scandali prodotti dello zio Andrea che ha macchiato la sua immagine e quella di tutta la famiglia reale. La relazione scabrosa intessuta, per anni, con il predatore sessuale americano Jeffrey Epstein, il suo arresto e lo stato di fermo durato 11 ore, le foto contenute negli Files pubblicati dal Dipartimento di Giustizia non hanno lasciato spazio a nessuna clemenza da parte dell’erede al trono.
È William che ha voluto Andrea fuori da casa e fuori dalla vita dell’intera “ditta”, così come la famiglia reale viene chiamata dai sudditi. E la metafora è calzante; la monarchia ha una gestione politica ed economica basata sulla reputazione, sull’immagine e sul sogno che riesce a generare in chi la segue e rispetta. Da settimane tutte le uscite pubbliche di re Carlo III sono accompagnate da proteste e cartelli che chiedono verità e giustizia. “Che cosa sapevate di Andrea?”, “parassiti”: sono queste le parole che gli antimonarchici urlano all’indirizzo dei reali che si mostrano in pubblico senza perdere l’aplomb britannico. Ma questo grido ha preso forza dopo le continue rivelazioni legate agli affari e ai traffici condotti da Andrea e dalla ex moglie Sarah Ferguson.
“Keep calm and carry on” per quanto potrà ancora essere una risposta valida? L’unico che, ad oggi, pare poter viaggiare a testa alta è William che insieme alla moglie e ai loro tre bambini, continua a rappresentare l’immagine pulita della corona, quella di una famiglia che ha lottato contro la malattia di Kate rafforzando un legame che sembra impermeabile alle crisi, nonostante i gossip. William ha sempre fatto in modo che le voci di palazzo mostrassero la sua durezza verso lo zio tanto quanto il fratello Harry. Lui ha sempre coltivato l’idea che bisogna essere fermi e non perdonare. Oggi, questa narrativa potrebbe salvarlo dalle accuse di essere stato complice delle malefatte di Andrea e aver contribuito a “coprirle”.
Se re Carlo sembra più incline ad abbozzare, William avrebbe avuto un ruolo fondamentale anche nella decisione di cacciare definitivamente lo zio dal Royal Lodge, nonostante le reticenze degli altri. La sua famiglia, a inizio anno, si stava trasferendo al Forest Lodge e non era ammissibile avere lo zio come vicino di casa. Le due residenze, infatti, si trovano entrambe nelle pertinenze del parco di Windsor e sarebbe stato possibile ritrovarsi faccia a faccia con Andrea in sella al suo cavallo durante una passeggiata. L’immagine di Kate e dei piccoli George, Charlotte e Louis non deve in alcun modo essere sporcata dalla presenza di Andrea, nè quella di Sarah Ferguson e “sub judice” ci sarebbero anche le due cugine, Beatrice e Eugenie. Parlare del funerale di un sovrano non è peccato e non è sconveniente a corte; l’evento viene organizzato con anni di anticipo, ecco perchè non sono l’età nè tanto meno la malattia del re le motivazioni che avrebbero spinto William a chiarire la sua posizione che è stata riportata ai tabloid dell’esperto reale, Rob Shuter. Si tratta di pura pianificazione.
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