Scuola, Usb: “Il sistema di abilitazione dei docenti è un regalo alle università telematiche private”
- Postato il 3 aprile 2025
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- Di Genova24
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Genova. “Come si fa oggi ad entrare di ruolo nella scuola secondaria? Occorre superare un concorso, come richiesto per legge per ogni posto pubblico. I vincitori del concorso Pnrr 1 sono stati assunti a tempo determinato per un anno, lo Stato li ha reputati adeguati a insegnare, ma non si assume l’onere di formarli. Per ottenere il ruolo occorre che frequentino un corso abilitante“. Ma l’Università di Genova ad oggi non offre questa possibilità: “In questo modo il danno per chi attendeva il corso è doppio: i docenti che si devono abilitare, se vogliono conservare il posto di lavoro, devono iscriversi ai corsi di altri atenei, sostenendo ulteriori spese e difficoltà“. A denunciarlo sono le sigle di categoria dell’Usb Liguria.
“Il ministero dell’Istruzione e del Merito, pur prevedendo il limite del 30 agosto per la conclusione dell’iter, pena la perdita del posto, ha atteso il 24 febbraio e poi il 19 marzo per pubblicare i decreti di autorizzazione e ripartizione dei posti tra le Università – spiega il sindacato -. Nel frattempo, in Liguria, Unige dichiarava su una pagina dedicata del proprio sito di attendere l’ultimo decreto per poi pubblicare i bandi di iscrizione ai corsi, mentre eCampus (l’università privata telematica che maggiormente si è impegnata a coprire l’intero territorio nazionale con i propri corsi abilitanti) raccoglieva le iscrizioni di tutti i docenti preoccupati di non terminare la procedura nei termini previsti, a costo di ottenere una formazione scadente e più cara (tra i 2000 e i 2500 euro)”.
“Una volta scaduti i termini per le iscrizioni ai corsi privati – continua l’Usb – Unige rifiuta di aprire i corsi per i docenti che devono completare il proprio percorso con 30 o 36 CFU, sostenendo che non ci sia il tempo per organizzarli, come hanno fatto invece gli atenei pubblici nelle altre regioni”. Invece, “per chi ha scelto il corso privato eCampus, la quota obbligatoria di lezioni in presenza è realizzata a Genova in sessioni da 10 ore, sulla cui qualità ci si può permettere di dubitare. Tutto questo è inaccettabile e poco importa distinguere le colpe del ministero, dell’Usr o dell’Università, se a pagare tutto questo sono delle lavoratrici e dei lavoratori”.
“Usb ha sempre denunciato il mercato delle abilitazioni e lo scandalo di un sistema di reclutamento che da decenni alimenta guerra tra precari e nutre le casse delle Università, spesso private. La grave situazione delle Università pubbliche non può che acuirsi in conseguenza dei tagli già previsti dalla riforma Bernini, tanto più se il ministero dell’Istruzione e del Merito continuerà a favorire la concorrenza di enti di formazione privati e telematici, contribuendo a un grave impoverimento dell’offerta formativa universitaria e nell’alta formazione”.
Usb chiede a Unige e al Centro Multidisciplinare per la formazione degli Insegnanti “di riconsiderare le proprie scelte e di garantire in futuro una formazione adeguata ai docenti che hanno i titoli per ottenerla secondo i termini di legge”, all’Ufficio Scolastico Regionale “di mediare tra le istituzioni interessate e rispondere concretamente all’impossibilità per i docenti liguri di formarsi presso enti pubblici”, al Governo e ai mnisteri interessati “la creazione di un sistema di reclutamento e formazione professionale in ingresso di qualità, senza spese per gli aspiranti docenti; l’assunzione in ruolo dei precari della scuola su tutti i posti vacanti; contratti dignitosi e rispetto dei lavoratori del settore investimenti nella scuola, nell’università e nella ricerca pubblica”.